La bellezza di ALT[R]O FESTIVAL

È stato veramente bello, per me, partecipare all’edizione 2020 di ALT[R]O FESTIVAL, andata in scena lo scorso fine settimana tra Sondrio e la Val Malenco (un po’ di rassegna stampa la trovate qui, qui e qui). Bello aver potuto dare una mano – per quanto mi è stato possibile – insieme agli altri protagonisti di questa seconda edizione, a sviluppare un evento tra i più originali e innovativi tra quelli che si realizzano sulle montagne italiane nonché, senza dubbio, uno dei pochi che facciano della montagna la protagonista attiva e l’entità fondamentale, non la mera scenografia o il “prodotto” da vendere (in base a interessi altri, però). Un’esperienza culturale collettiva che come poche altre sa offrire nuove vie, visioni, narrazioni, speranze alla montagna italiana, quanto mai bisognosa di sfuggire definitivamente da certi paradigmi turistico-commerciali, ormai sempre più avulsi dalla realtà montana attuale e reiterati soltanto per vantaggi politici e tornaconti particolari, che ne stanno soffocando ogni valore, oltre che qualsiasi buon futuro.

Eccovi una rapida cronaca video e fotografica di ALT[R]O FESTIVAL 2020:

Il mio intervento, “Suggestioni di lettura di strada. Camminare sulle parole”, che si è realizzato sabato 26 settembre in tre appuntamenti nel tratto tra le località di Prato e di Tornadù del Sentiero Rusca, il quale da Sondrio sale a Chiesa Valmalenco (e prosegue poi come itinerario escursionistico fino al Passo del Muretto, ai confini con l’Engadina) l’ho rapidamente illustrato qui. Avendo (a quanto pare) riscontrato il consenso e l’interesse di tutti, lo voglio riproporre qui sul blog per chiunque non fosse presente quel giorno in Valmalenco in una serie di articoli ciascuno dedicati a una delle citazioni letterarie che sono state impresse con la tecnica dello stencil sul fondo di quel tratto di Sentiero Rusca, trasformandolo in un vero e proprio cammino letterario – nel senso più letterale del termine, dacché si cammina veramente sulle parole – sul tema e sulla concezione del “bello” (e del “brutto”) nel paesaggio di montagna. In questo modo anche chi non era presente e non ha potuto usufruire della mia “guida” lungo il cammino letterario potrà percorrerlo portando con sé osservazioni, delucidazioni e stimoli utili ad una miglior comprensione delle varie citazioni e del cammino nel suo complesso.

Lunedì 5 ottobre troverete il primo articolo della serie sulla citazione iniziale, quella che apre il cammino; nei giorni seguenti potrete leggere gli altri e le successive citazioni.

Dunque, buon cammino letterario!

ALT[R]O FESTIVAL, manca poco!

Dopo esservi gustati il trailer qui sopra, cliccate qui, poi anche qui e infine appuntatevi le date: sabato 26 e domenica 27 settembre, tra Sondrio e la Valmalenco, con anteprima venerdì 26 al Castello Masegra di Sondrio.
Perché – non serve dirlo ma tant’è – ALT[R]O FESTIVAL è un evento assolutamente da non perdere! Ecco.

Da venerdì 25 a domenica 27/09: ALT[R]O Festival 2020! (E ci sono anche io!)

Venerdì 25 e sabato 26 settembre, tra Sondrio e la Valmalenco, avrò il grande onore di essere tra i protagonisti dell’edizione 2020 di ALT[R]O Festival, senza dubbio una delle rassegne culturali dedicate alla montagna più originali e dal format più innovativo organizzate sulle Alpi italiane. Come rivela la presentazione, ALT[R]O Festival è

due giorni di esperienze, racconti e sport in cammino. Il territorio è un teatro di esperienza, per tutti, da vivere con il proprio passo, con il proprio ritmo e con la propria attitudine. ALT[R]O Festival nasce dal desiderio di far conoscere la Valmalenco fuori dagli schemi consueti. Di far scoprire angoli nascosti, luoghi dimenticati, dettagli poco appariscenti. Di insegnare a perdersi  consapevolmente, dimenticando la necessità di avere una meta. Il centro focale dell’esperienza diventa il percorso predisponendo chi vive l’evento ad assaporare ogni luogo per la sua unicità e bellezza. Si parte da Sondrio per risalire la Valmalenco fino a Chiareggio al cospetto del Disgrazia, a piedi o in bicicletta, percorrendo tutti quei luoghi che si attraversano abitualmente in auto. La traccia di cammino segue il sentiero Rusca, con alcune varianti che intercettano punti meno noti. Lungo il cammino appuntamenti diffusi, incontri e spazi inesplorati, accompagnano il viandante ad osservare con occhi nuovi quel che ci circonda.

Potete conoscere ogni cosa sul Festival e sul suo ricco programma cliccando sull’immagine in testa al post. Per quanto mi riguarda gli appuntamenti sono due: venerdì 25, dalle 18.30, nella cornice del CaST, il “Castello delle Storie di Montagna” ospitato nel Castello Masegra la cui mole medievale domina il centro di Sondrio, parteciperò all’Anteprima di ALT[R]O Festival significativamente intitolata “Ogni uomo è un libro”. Sarà una serata-evento ispirata alle Human Libraries per ascoltare storie e condividere esperienze con le voci che accompagneranno i partecipanti durante il cammino del Festival. La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti.

Sabato 26 settembre, a Torre Santa Maria presso il ponte stradale per Spriana, tra località Prato e località Tornadù, con partenze alle ore 10.00, 14.00 e 16.00, guiderò i presenti in Suggestioni di lettura di strada. Camminare sulle parole, un cammino letterario molto particolare – e ribadisco, molto particolare – lungo un tratto brutto del Sentiero Rusca.
Sì, avete letto bene: “brutto”. Poco interessante, trascurato, insignificante. Ma è veramente così? E, d’altro canto, cos’è “bello”, in montagna? In che modo il paesaggio ci può comunicare la sua bellezza, e perché noi possiamo invece percepirne, in certi casi, una qualche “bruttezza”? Innanzi tutto, il paesaggio comunica, sempre: ci parla, ci racconta, ci svela, e in quest’occasione lo farà letteralmente e letterariamente, attraverso brevi ma significative citazioni da leggere direttamente sul terreno, impresse lungo il percorso, con le quali riflettere sul senso del bello tra i monti e sulla relazione che possiamo avere con il paesaggio che ce lo comunica camminandoci dentro. Al di là degli immaginari alpini consueti e, per molti versi, ormai desueti. Insomma, sarà una cosa parecchio interessante e, per certi versi, “rivoluzionaria”: da non perdere!

Questo e tutti gli altri eventi di Alt[R]O Festival si terranno con ogni condizione metereologica; ovviamente, in caso di maltempo, il programma potrà subire adeguate variazioni. Inoltre tutti gli appuntamenti, i laboratori, i cammini con gli autori, i concerti, sono gratuiti. Qui potete consultare direttamente la pagina delle info nel sito del festival per avere ogni altra informazione al riguardo oppure, come detto, potete cliccare sull’immagine in testa al post per accedere alla home page del sito web e navigare liberamente tra i suoi contenuti.

Ci vediamo a Sondrio e in Valmalenco, dunque. Non mancate!

⇒ www.altrofestivalvalmalenco.it

INTERVALLO – Bologna, Biblioteca Salaborsa

[Foto di Pietro Luca Cassarino – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=60728241 ]
Inaugurata nel 2001 all’interno di Palazzo d’Accursio, sede storica del Comune di Bologna, la Salaborsa vanta uno scenario che la rende una delle biblioteche più belle d’Italia.
Oltre al suggestivo contesto architettonico della “piazza coperta” con il triplo ordine di archi e il tetto a cassettoni, sotto i pavimenti di vetro è possibile ammirare reperti archeologici di varie civiltà: dai resti della Civiltà Villanoviana del VII secolo a.C., passando per gli etruschi, arrivando ai romani. Il patrimonio della Salaborsa è parecchio vasto, trattandosi di una biblioteca pubblica multimediale di informazione generale che si prefigge lo scopo di sostenere la diffusione dell’uso delle risorse elettroniche e l’accesso alle nuove tecnologie dell’informazione.

Cliccate sull’immagine in  testa al post per visitare il sito web della biblioteca.

(Parte delle informazioni nel testo sono tratte da qui.)

L’infantilizzazione di massa

[Felice Casorati, “Tiro al bersaglio”, 1919.]

Il presente, questo presente, è spaventatissimo dall’idea che il futuro possa non essere identico a se stesso. E, quindi, esercita costantemente un controllo paternalistico su questo futuro, nella disperata speranza di addomesticarlo, di educarlo, di adattarlo a sé (attraverso gestionali e altri strumenti affini).
Questo presente tende a chiudersi preventivamente rispetto a – e a proteggersi da – l’imprevisto e l’imprevedibile.
A questo processo fa riscontro l’infantilizzazione di massa (ormai in atto da un quarantennio). Gli adulti vengono trasformati efficacemente – dalla politica, dallo spettacolo, dall’arte, dalla cultura, dalla moda, dal costume, dalla tecnologia – in “bambinoni”. Soggetti cioè la cui attenzione deve essere continuamente iperstimolata, privi di capacità di concentrazione, a cui vanno sottoposti messaggi sempre accuratamente semplificati e che sono preda di meraviglie e paure del tutto irrazionali, dunque soggetti che vanno sempre rassicurati, accuditi, protetti e controllati (per il loro bene, s’intende).

(Il sempre prezioso e illuminante – l’ho già detto di lui questo, e lo ribadisco convintamente – Christian Caliandro in Conquistando Luce, su “Artribune” il 11 novembre 2019 e su “Artribune Magazine” #51 di settembre/ottobre 2019; cliccate sull’immagine dell’opera di Casorati in testa al post per leggere l’articolo nella sua interezza. En passant, a proposito di “infantilizzazione di massa”, e dei suoi effetti tanto incompresi quanto deleteri, cliccate poi qui.)