A fare a meno della bellezza

Quando una società si allontana dalla bellezza, che dell’arte è una delle facce, inizia la decadenza. Quando un individuo pensa di poter far a meno dell’etica e della bellezza che ne è inseparabile compagna inizia la morte vera, quella spirituale.

(Photo credits: Ale3me – Opera propria, CC BY-SA 4.0)

(Franco Battiato, intervista di Luca Valtorta e Roberto Mattioli su “XL – La Repubblica” nr.81, 8 novembre 2012.)

Il torto (perenne) dei giornalisti

Il grande torto dei giornalisti è di parlare solo dei libri nuovi, come se la verità fosse mai nuova. A me sembra che fino a quando non si siano letti tutti i libri antichi, non ci sia alcuna ragione di preferire i nuovi.

(Charles-Louis de MontesquieuLettere persiane, a cura di Lanfranco Binni, Garzanti, 2012,  cap.CVIII pag.148.)

Al di là dell’esagerazione aforistica, Montesquieu dice una cosa verissima e validissima tutt’oggi. se ricontestualizzata alla produzione editoriale contemporanea, che vive di novità continue e di libri dalla vita editoriale sempre più breve, sempre più legata a quanto riscontro trovino sui media e alle copie di conseguenza vendute per poi sparire dalle librerie appena dopo che l’interesse sia scemato – inesorabilmente scemato per l’incalzare di ulteriori novità, appunto. Come se i libri avessero una data di scadenza quando invece, se sono buoni libri, durano per generazioni intere e, se sono addirittura capolavori, diventano classici e durano per sempre. O durerebbero per sempre: ma chissà se il meccanismo editoriale odierno – un meccanismo folle, con il quale l’editoria pensa di salvarsi al momento ma che col tempo la porta a una inevitabile autodistruzione – può ancora consentire a un grande libro di diventare un classico, o se il tritacarne editorial-commerciale non lasci più scampo ormai a niente e nessuno di letterario.

Furto d’arte, o furto “ad” arte?

A leggere la notizia (qui, ad esempio) del furto di America, il celeberrimo wc d’oro di Maurizio Cattelan, a me (e non solo a me, ci posso scommettere) è venuto subito in mente che non si trattasse d’altro che dell’ennesima geniale trovata dell’artista padovano, un po’ come quando all’inaugurazione di una sua mostra alla Galleria Neon di Bologna non si presentò e, all’ingresso, fece trovare ai presenti un cartello con scritto “TORNO SUBITO”.
Temo sarebbe pure capace di coinvolgere nel suo “scherzo” la polizia locale, la quale pubblicamente dichiara che sta svolgendo «un’indagine approfondita per consegnare i responsabili alla giustizia». O forse no, forse la polizia sta dicendo il vero e Cattelan con la sua opera è effettivamente vittima di un reato: ma, in un modo o nell’altro, quale migliore réclame per la prima grande retrospettiva dedicata all’artista nel Regno Unito, allestita proprio nel palazzo in cui è avvenuto il furto?

Insomma: ladro o derubato, complice, mandante o vittima, Cattelan resta l’artista italiano più geniale in circolazione, sempre un passo avanti, se non di più, rispetto a tutti gli altri. Perché il suo stesso “essere artista” è una sorta di ininterrotta e imprevedibile performance, per propri meriti o suo malgrado, tra le rare, forse l’unica in Italia (o al pari di Piero Manzoni), che possa essere a buon titolo considerata erede della basilare lezione duchampiana. In effetti uniti, i tre artisti, dall’aver saputo rendere arte persino ciò che concerne i bisogni meno nobili e più fisiologici dell’essere umano senza suscitare ribrezzo e schifo ma consensi e applausi. Be’, se non è genialità questa!

(L’immagine in testa al post è tratta da qui.)

Turisti e viaggiatori (#2)

«E quali altre differenze ci possono essere tra il “turista” e il “viaggiatore”?»
«Che il turista anche quando va a diecimila km di distanza da casa non viaggia realmente ma si sposta semplicemente, il viaggiatore invece viaggia sempre, anche quando si sposta su una collina distante poche centinaia di metri da casa, persino quando va dall’ortolano a comprare la verdura.»

(Altre conversazioni tra amici sul concetto e sul senso del viaggio.)

VolTaiReUMP

«Non sono d’accordo con le cose che dici e darò la vita affinché tu non le possa dire.» (D.T.)

P.S.: è sempre divertente osservare la realtà quotidiana attraverso gli spunti che offre la grande letteratura (di stampo filosofico o meno), anche rileggendone e ricontestualizzandone gli “insegnamenti”, già. Non so se, come alcuni sostengono, tutto del mondo e di ciò che vi succede sia già stato in qualche modo narrato, nei libri, ma è vero che certe cose non fanno altro che ritornare eternamente (giusto per continuare nelle citazioni di cui sopra!)