Lino Banfi, l’Unesco, l’ItaGlia

«Credo che le commissioni fino adesso si siano fatte con persone che sono plurilaureate in questo, in quell’altro […] io voglio solo portare un sorriso dovunque.»

In effetti la notizia della nomina di Lino Banfi nella Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco sta facendo sorridere mezzo mondo.

D’altro canto Lino Banfi è uno dei più divertenti attori comici italiani, dunque sta reggendo benissimo il proprio ruolo nonostante la concorrenza degli altri, che stanno facendo ben più “ridere” seppur non si presentino come comici. Già.

(Nell’immagine: uno degli argomenti CUL-turali del quale Banfi potrebbe ben farsi garante, nell’ambito della suddetta Commissione Unesco.)

Un giorno il fascismo sarà curato con la psicanalisi

I fascisti sono una trascurabile maggioranza. Personalmente, ne conosco uno che ogni volta che mi vede si illumina di gioia e minaccia di mettermi una bomba «sotto casa». Io mi mostro lusingatissimo. Questo della bomba è per lui un segno di considerazione; non la metterebbe al primo venuto, a me invece sì, molto volentieri. E ha l’aria di aggiungere che se non mi ha ancora «messo» la bomba è perché, in fondo, mi vuol bene, mentre dubita che io gliene voglia. Mi dimostra quindi il suo rifiutato affetto come può; mi stima fino all’attentato. Un giorno il fascismo sarà curato con la psicanalisi.

(Ennio FlaianoDiario NotturnoAdelphi Edizioni, 1994-2010 – 1a ediz. 1956, pag.225.)

I governi italiani

(Michael Wolgemut, “Dance of Death”, 1493.)
Pensavate voi, cari itaGliani, che i precedenti governi del vostro bellissimo tanto quanto miserrimo paese fosse i peggiori possibile, eh?!?
E invece no: quello in carica li sta ampiamente battendo!
Ma state tranquilli, che non è mica finita: di questo passo il prossimo, di governo, sarà ancora peggio. Già.

Perché il problema non sono i nomi, i simboli, i programmi, gli slogan, le post-ideologie o che altro.
Il problema non è tanto il contenuto, quanto il contenitore.
E il contenitore è in putrefazione, dunque mai (più) da esso potrà scaturire qualcosa di sano, di salubre, di benefico. Checché lo si colori di rosso, azzurro, giallo, verde o nero ovvero di qualsivoglia altra sfumatura cromatica.

Poi, ovvio, ci si può pure convincere che siano colori “bellissimi”, beandosene nell’ignara attesa della sempre più prossima fine.

And so, we will dancing on this grave

Le notizie di giornata

Una delle app d’informazione che mi ritrovo sul cellulare questa mattina così riassumeva, nella consueta notifica superstringata, la cronaca quotidiana: Manovra, X Factor e le altre notizie di giornata.

Ah, bene! – mi sono detto. Così sono queste le due questioni fondamentali del paese, oggi. Da una parte, uno spettacolo mediatico viepiù scadente nel quale personaggi che si dicono dotati di talenti e capacità varie ma che sovente non ne hanno per nulla si mettono in scena l’uno contro l’altro tra i propri sostenitori urlanti cercando di raccattare più consensi possibile; dall’altra, X Factor.

Siamo messi proprio bene! – ho pensato tra me.

I mal-viventi

Comunque, vorrei denotare che è pur comprensibile ma perfettamente inutile dare dei “fascisti” a chi di tale epiteto si vanta e se ne inorgoglisce o inneggia a dittatori sconfitti e seppelliti dalla storia e dal tempo, esattamente come era inutile dare dei “comunisti” a chi un tempo avrebbe voluto vedere l’Armata Rossa gironzolare per le italiche vie o credeva Stalin un liberatore dei popoli oppressi. Peraltro gli italiani hanno la memoria cortissima o nulla e non sanno fare – non hanno mai saputo fare – i conti con la storia, la propria in primis: anche per questo la contrapposizione destra/sinistra, per entrambe le parti post-ideologicizzatasi e totalmente deculturata, si è incastrata su un contraddittorio spaventosamente infantile e stupido, grazie alla cui nullità gli estremismi più biechi possono urlare sguaiatamente senza che nessuno sappia più zittirli.

Per cui, quelli che da una parte o dall’altra – alternativamente preponderanti, in Italia – calpestano la legge, la politica (quella vera), la democrazia (quella vera), il senso civico, la cultura, l’onestà intellettuale, l’intelligenza, la dignità, il futuro del paese e dei suoi abitanti (con buona pace di quelli sodali con i suddetti), li si chiamino frequentemente con termini ben più consoni e obiettivi: mal-viventi, ad esempio. Perché, letteralmente, vivono male essi per primi, così in balìa delle proprie devianze psicomentali, e di conseguenza fanno vivere male tutti gli altri; perché rendono il vivere qualcosa di attinente al male, quando dovrebbe sempre essere il contrario; perché, come da definizione, vivono al di là, ovvero fregandosene, delle leggi civili e ancor più morali, di contro pretendendo spesso di imporre loro morali ritenute indiscutibili ma in realtà totalmente distorte e degradanti; e perché, ultimo ma non ultimo, si comportano spesso da malviventi nel senso più diffuso del termine ovvero agevolano la malvivenza di altri innescando processi di “influenza” reciproca.
Ecco.