“In Art we can”, Gian Paolo Tomasi alla Galleria Elleni di Bergamo, dal 2 al 30/06

Da molti anni Tomasi vive in Africa, luogo che gli ha ispirato la serie “In art we can!” (…) Nella serie di immagini presentate sono evidenti i cortocircuiti tra reale, virtuale ed il plausibile tipici del lavoro di Gianpaolo. Da molto tempo Tomasi è un attento e lucido osservatore e traduttore in immagini immediate e fulminanti della realtà che ci circonda, molto spesso artefatta dai media e da chi la racconta. Il confine tra pittura e fotografia, reale e virtuale si confondono e sovrappongono nei suoi lavori che spiazzano l’osservatore il quale viene proiettato in una realtà parallela, mentale, possibile. Le sue immagini raccontano ed esprimono molto bene l’epoca contemporanea, troppo spesso vittima di un informazione corrotta e parziale con la quale milioni di persone vengono dis-informate quotidianamente.

Gian Paolo Tomasi: “fotografo” (titolo assolutamente riduttivo) affascinante, intrigante, sensuale, ma pure sovversivo, disturbante, sferzante. Esteta surreale, ma parimenti, spesso, realista più di quanto la realtà sa essere nei nostri sguardi. Ironico cantore< della bellezza del nostro mondo, e a volte di quella futilità in cui la bellezza stessa decade, frantumandosi in tanti pezzi, grandi e piccoli, di conformismo. Dal quale tuttavia egli ci salva, inventandosi/ci una realtà parallela che di quella “normale” è memoria, copia di back up, verità non detta, coscienza, anima, e in cui la fantasia sa rimettere in moto (virtuoso più che mai) la nostra mente, facendoci vedere anche l’invisibile che pur nella realtà c’è e, in questo modo, regalandoci uno strumento potente ed efficace di comprensione di essa, che ha il pregio mirabile di non togliere nemmeno una minima parte a quella bellezza sempre e comunque da Tomasi “cantata”, ovvero raffigurata e offertaci. La bellezza che ci svela il mondo, oltre che salvarlo.
Una mostra, insomma, che di sicuro io non mi perdo!

Elleni Galleria d’Arte, Bergamo, presenta In art we can!, di Gian Paolo Tomasi. Testo di presentazione di Sarenco. Dal 2 al 30 Giugno, con inaugurazione sabato 2 alle ore 18, in occasione di ArtDate 2012.
Cliccate sulle immagini per visitare il sito web della Galleria Elleni e conoscere ogni informazione utile sull’evento e sulla visita, oppure cliccate QUI per visitare il blog di Gian Paolo Tomasi.

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Qualche buon motivo per visitare la pagina facebook di “Cercasi la mia ragazza disperatamente”!

Visitate la pagina facebook di Cercasi la mia ragazza disperatamente!
Perché?
Beh, innanzi tutto perché obiettivamente non vi è nessun motivo per non farlo – e non dite che affermo ciò per mero interesse! Avreste qualche ragione (ovvero non tutti i torti) ma tale evidenza non sarebbe consona allo spirito e agli scopi del presente post, dunque…
Piuttosto, vi elenco qualche buon motivo tra i tanti citabili per visitare la suddetta pagina:
1) è la pagina di un libro che d’altri simili non ne troverete facilmente.
2) è gratis.
3) è aggiornata costantemente con tutto quanto parla del libro: articoli, recensioni, interviste, eccetera…
4) vi potrete ritrovare qualche gradita sorpresa, inclusa la possibilità di vincere copie omaggio del libro e/o (forse) pure autovetture di grossa cilindrata.
5) potreste conoscere direttamente Tizio Tratanti, il protagonista del romanzo (e di La mia ragazza quasi perfetta).
6) vi sarò riconoscente a vita se vi cliccherete il vostro MI PIACE.
7) si dice che già qualcuno abbia guadagnato incontri galanti, dopo l’assenso come da punto 6.
9) varie ed eventuali.

N.B.: il punto 8 è stato cassato per voleri superiori e insindacabili.

Dunque, che aspettate? Cliccate sull’immagine qui sopra, e ci arriverete direttamente!

“Postcard from…” Nina Könnemann, al Pastificio Cerere, Roma, fino al 13/07

Könnemann esplora momenti di aggregazione collettiva, concentrando di volta in volta il proprio sguardo sui micro-fenomeni che si verificano ai margini di quegli eventi. L’uso della camera a mano permette all’artista di reagire spontaneamente ai movimenti della folla e restituire una testimonianza diretta degli accadimenti che osserva, svelando così gesti minimi, banali e irrilevanti, che ne alterano le narrazioni convenzionali. L’artista cattura attimi in cui la realtà si dischiude, offrendo un barlume del potenziale sovversivo, anarchico che le manifestazioni della sotto- e controcultura hanno sempre perseguito e i media invece costantemente manipolato e spettacolarizzato. In questo senso, Könneman utilizza il video minandone la sua funzione massmediatica: la realtà è documentata con l’intento di testimoniare l’autogenerazione di realtà parallele.“.

L’artista tedesca Nina Könnemann è la terza protagonista dell’edizione 2012 di Postcard from…, il progetto ideato da Marcello Smarrelli per diffondere l’arte contemporanea nel contesto urbano di Roma. Realizzata in collaborazione con A.P.A., Agenzia Pubblicità Affissioni, l’iniziativa vede il coinvolgimento di artisti italiani e internazionali invitati a ideare un manifesto di cm.400×300, la dimensione in uso nella cartellonistica pubblicitaria, esposto nel cortile del Pastificio Cerere e in vari impianti della città messi a disposizione da A.P.A.
La mostra s’inaugura oggi, e sarà aperta fino al 13 Luglio. Visitatela, anche per conoscere (se già non lo conoscete) il Pastificio Cerere, certamente uno dei migliori luoghi per l’arte contemporanea di Roma.
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web del Pastificio Cerere e conoscere ogni informazione utile nel merito.

Come soffocare il neonato nella culla. Ebook: mercato misero, prezzi opulenti…

Qualche post fa ho disquisito circa il costo a mio parere eccessivo di molte uscite editoriali, spesso di qualità letteraria non giustificante certi esborsi economici da parte dei lettori.
Bene: posta la pubblicazione dell’indagine NielsenBookScan sullo stato del mercato dei libri in Italia, e sollecitato da un sagace commento di un lettore del blog al post suddetto, mi pare proprio il caso di parlare un poco anche del costo degli ebook, sotto molti aspetti (forse tutti?) anche più scandaloso di quello delle copie cartacee.
Ovviamente credo avrete notato anche voi quanto, in certi casi, costi una versione ebook di un libro. A fronte di molti testi messi a disposizione gratuitamente oppure a prezzi di poche decine di cent (generalmente classici ultra-popolari, oppure opere di autori desiderosi/bisognosi di farsi conoscere), l’indagine NielsenBookScan rivela un dato sul costo medio degli ebook che ha dello sconcertante… Cito da un articolo che il webmag Punto Informatico ha dedicato alla questione:
Collegato o meno a questa crescita c’è poi il dato relativo al prezzo medio che tra il 2011 e il 2012 ha visto una diminuzione solo marginale, da 11,18 a 11,07, ma quanto meno ha assorbito senza danni l’aumento dell’IVA dal 20 al 21 per cento.
11,07 (undici-virgola-zerosette) euro come prezzo medio di un ebook!?!? Beh, forse starete pensando ciò che ho pensato anch’io, quando ho letto la cosa: è una ladrata assoluta! Undici euro per un file, un singolo file la cui creazione si può fare con free softwares facilmente reperibili e scaricabili sul web, ipotizzando pure una certa spesa per la promozione e per disponibilità on line del testo – roba d’altronde che credo possa portar via non più di qualche manciata di secondi, ad un buon programmatore come di certo ve ne sono presso gli editori – sono una cosa assurda. Assurda.
E’ ancora Punto Informatico che già lo scorso febbraio dissertava sulla questione:
“(…) nonostante un trend certamente volto a venire incontro al consumatore, i prezzi non si discostano ancora di molto dal prezzo delle copertine rigide: così, per esempio, l’ultimo di Giorgio Faletti si trova ancora a 13,99 euro e un best seller di qualche anno fa come La solitudine dei numeri primi non scende ancora sotto i 6,99 euro.
Ribadisco: un semplice file di testo (perchè alla fine un ebook quello è, soltanto reso in una versione leggibile dagli ereader) fatto pagare come una copia cartacea, peraltro già cara di suo in caso di editoria mainstream (o “industriale”, come la definisco io), è una cosa che non sta ne in cielo e ne in terra. Ma, evidentemente, sta nella testa (bacata) degli editori, che sempre più esaltati da strategie consumistiche esasperate che nulla hanno a che vedere con la letteratura e tutto lo hanno con il più bieco profitto (e con la crisi economica che stiamo vivendo, figlia della morte del capitalismo consumisticamente deviato), ora sbraitano contro la pirateria che starebbe soffocando sul nascere il mercato degli ebook in Italia…
11 o 14 euro per un libro, e poi si lamentano che nessuno compri ebook in Italia, dando la colpa alla pirateria: credo che ogni commento sia assolutamente superfluo. Ancor più di fronte a evidenze quali il fatto che (cito sempre Punto Informatico) “la stessa IBS, che ha redatto una delle statistiche mostrate da AIE (l’Associazione Italiana Editori, n.d.s.), ha in catalogo diversi ebook ma i più venduti sono quasi tutti quelli il cui prezzo è sceso fino ad arrivare intorno ai 5-6 euro”.
Insomma: questi folli e avidi editori (non posso far altro che pensarli così, ormai) si erigono a paladini e baluardi della cultura e nel frattempo tentano in tutti i modi di fregarci più soldi possibile?
Domanda retorica, temo. E pur senza fare assolutamente di tutta l’erba un fascio, come sempre dev’essere. Anzi, penso che proprio da qui dovremmo, noi lettori, partire: da chi mostra di muoversi sul mercato con fini di profitto “responsabile”, generando un rapporto editore-lettore che sia veramente virtuoso. Perché se fosse che quelle strategie volte al mero profitto dovessero totalmente imporsi sul mercato (e già ora poco ci manca, vista la sostanziale oligarchia alla quale il mercato editoriale stesso è sottoposto), credo proprio che non solo il mercato degli ebook sarà un bimbo soffocato nella culla (dalla stessa sua madre) ma pure quello cartaceo s’ammalerà d’un asma sempre più grave.
Paradossalmente, i primi a restarne coinvolti (e asfissiati) sarebbero proprio gli editori stessi: come diavolo fanno a non capirlo? E’ un mistero, grande almeno quanto quello dell’esorbitanza del costo degli ebook…

Hallgrímur Helgason, “Toxic”

Paradiso e inferno: due miti il cui senso siamo abituati ad applicare a tante cose, tra le più varie e disparate. Ad esempio, un certo luogo può sembrare ad alcuni un paradiso, per via della bellezza naturale o perché vi ci si trovi particolarmente bene o vi si abbia fatto fortuna, ma ad altri potrebbe viceversa sembrare un inferno, perché in esso si sentono spaesati, estranei, e ci si trovano male.
Prendiamo l’Islanda, ad esempio: luogo che peraltro raffigura visivamente benissimo entrambi i miti suddetti, per avere una bellezza naturale da eden in Terra dovuta però a vulcani, campi di lava, geyser e quant’altro d’aspetto piuttosto “infernale… Ecco, l’Islanda, un posto lontano da tutto e da tutti, la cui cultura sotto molti aspetti si crogiola in tale isolamento: natura meravigliosa, appunto, stile di vita impeccabile, niente crimine, città a misura d’uomo e molto altro di – in base al comune punto di vista occidentale – “paradisiaco”. Ma lo può essere, un paradiso, anche per un croato naturalizzato americano residente a New York e in fuga da mezza polizia USA per aver combinato un pasticcio parecchio grave?
In fondo, basandosi sulla dicotomia paradiso/inferno si può anche tranquillamente disquisire su Toxic, ultimo romanzo edito in Italia dell’autore islandese Hallgrímur Helgason (da ISBN, con la traduzione di Silvia Cosimini)…

Leggete la recensione completa di Toxic cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!