L’Italia come un “Truman Show”


Secondo me, potrebbero veramente aver ragione quelli che sostengono che l’Italia, in quanto istituzione, in verità non esiste più da un pezzo, trasformata in un gigantesco esperimento socio-politico attraverso il quale testare e gestire il comportamento di una comunità pubblica sottoposta a governi e assetti istituzionali sempre più scadenti e degradanti, al fine di elaborare conseguenti modelli di valore assoluto utili alla gestione di eventuali situazioni similari in paesi più evoluti.

Un po’ come quando si fanno i test di rottura dei materiali simulando le condizioni più critiche possibili, così da determinare limiti di sicurezza che siano ampi e dunque includenti nel relativo range una casistica altrettanto ampia e completa. Un Truman Show socio-politico su vasta scala, ecco, applicato al paese più adatto allo scopo in forza della sua scarsissima identità nazionale e dell’altrettanto pessima condizione della sua società civile. Già.

La cicogna e la Terra piatta

È appena passata in volo una cicogna, sopra il mio ufficio, l’ho vista dalla finestra.
Ci fosse stato qui un terrapiattista, avrebbe certamente esultato per la nascita di un bambino.

L’epidemia di influen…cer sta passando, finalmente.

Spero proprio che il pericolo paventato di un’epidemia di morbillo, segnalato anche di recente da bollettini scientifici vari e su numerosi media, risulti nullo e la relativa possibile emergenza si risolva rapidamente, almeno quanto si sta risolvendo, pare, l’epidemia di influen…cer che per qualche anno ha attanagliato il web. Sotto certi aspetti una “malattia”* a sua volta, giunta al suo tragico (per i “contagiati”) stadio finale: quello di dover pensare di fare un lavoro vero.

*: cogliete il sarcasmo d’una tale correlazione, eh! Non voglio né banalizzare la questione morbillo ma nemmeno, in altri termini, quella degli “influenzanti”. Ecco.

Il ciclismo

Ah.
Caspita, ma lo fanno ancora, il Giro d’Italia?
Pensavo li avessero squalificati tutti per doping, i ciclisti.

Quindi, devo supporre che ora le abbiano rese legali, quelle loro sostanze dopanti, altrimenti non ci vedrei il senso.

Mah… sarà, ma a me persino il wrestling americano sembra più “pulito” del ciclismo. Peccato, perché era uno sport meraviglioso, uno dei più belli in assoluto.
Già.

Piccola metaletteratura di strada

“Letteratura” di genere, be’… non giallo, nemmeno noir o rosa… rosso o bianco, ecco!

(Per chi non lo conoscesse, Carlo Porta è lui.)