Leggo con piacere – da “Montagna.tv”, ma trovate la notizia anche su altri media d’informazione – che lo scorso 27 aprile la Provincia di Pistoia ha concluso l’iter istruttorio nell’ambito della Conferenza dei Servizi relativo al progetto di una nuova funivia tra la Doganaccia/Cutigliano e il Corno alle Scale, sull’Appennino Tosco-Emiliano, emettendo un esito negativo determinato dalle tante criticità normative e ambientali emerse nel corso delle valutazioni tecniche. Di tale progetto ne scrissi già più di tre anni fa, qui.
Il nuovo impianto, pensato per collegare il versante toscano della montagna pistoiese con quello emiliano del Corno alle Scale al fine di creare un unico comprensorio sciistico, era da tempo al centro di un ambio dibattito, sia per le numerose criticità ambientali e sia per la sua insostenibilità climatica, viste le quote, le esposizioni dei versanti interessati e il divenire costante dei cambiamenti climatici in corso, dunque anche per la sua sostenibilità economica.


Intervento che a volte nemmeno si manifesta, visti i numerosi casi nei quali enti politici e amministrativi si ritrovino in prima linea nel sostenere palesi scempi ambientali anche quando la società civile sia in maggioranza contraria; almeno, nel caso del Corno alle Scale, va dato merito alla Provincia di Pistoia di aver compreso – o di non aver potuto ignorare – la dannosità del progetto che si voleva realizzare. E ciò dimostra che fermare tali progetti così prepotenti, pericolosi, invasivi si può, perseverando nella difesa del buon senso, facendo massa critica, impegnandosi nella denuncia di quanto vi sia di sbagliato alla base di certe iniziative. Spero proprio che il progetto della Doganaccia resti per sempre sulla carta a favore di uno sviluppo, turistico e non solo, realmente logico e sostenibile per quella meravigliosa porzione di catena appenninica.







Mi sono sempre detto che, nella vita, non bisogna mai essere scontati.