Alessandro Busci, Lugano

Se siete di/a Lugano, se dovete andarci o se volete visitare la bella città elvetica sull’omonimo lago, da martedì 7 maggio dovete passare da The View a visitare La Montagna e il Cielo di Alessandro Busci, allestita nella location di Paradiso in collaborazione con Imago Art Gallery.

Dovete farlo perché le opere di Busci sono di rara potenza estetica ed evocativa, talmente intense nel loro spessore materico e al contempo raffinate, oniriche, capaci di rappresentare elementi pur fortemente identitari dei paesaggi in cui viviamo – le montagne, in tal caso – sospendendoli in una dimensione nella quale si compendia la consistenza della loro presenza ma pure la poetica dei significati di essa. Sono dunque immagini possenti di Genius Loci vibranti, che sembrano realmente fremere negli addensamenti cromatici sulla superficie pittorica e al di fuori di essi ma la cui possente intensità non si fa mai troppo sfacciata, mai troppo invadente allo sguardo, semmai dialogando direttamente con la mente e lo spirito – proprio come accade nella relazione tra l’uomo e il paesaggio intessuta attraverso la comprensione e la sintonia con il genio, con l’essenza più profonda di esso.

La grandezza di Alessandro Busci – cioè una delle sue tante doti artistiche – sta proprio nel saper intessere una tale relazione, così speciale, profonda e – per certi aspetti – antropologica, tra le sue opere e chi in fronte ad esse le osserva. Lo sa fare con opere che ritraggono paesaggi urbani (i grattacieli milanesi, ad esempio) oppure elementi tecnologici (aeroporti e aerei, per dire), inutile dire come questa sua dote diventi ancora più evidente con elementi già per natura iconici e materialmente referenziali come le montagne…

Insomma, ribadisco: se potete, passate a visitare La Montagna e il Cielo: è una bella e intensa esperienza culturale, che vi lascerà nell’animo cromatici scintillii di bellezza e di poesia. Intensa come la roccia dei monti, leggera come il cielo che li sovrasta.

Francesco Lussana / “Portale SITIP”, sabato 11/05, Torre Boldone (Bergamo)

Tra due settimane, sabato 11 maggio presso il “Bosco Urbano” di Torre Boldone (Bergamo), sarà inaugurato il Portale SITIP, la nuova installazione dell’artista Francesco Lussana, monumentale ed emblematica opera che rappresenta la meta più significativa della produzione di arte industriale urbana che è tratto forte e distintivo di Lussana, ovvero la più spettacolare e simbolica manifestazione della sua ormai venticinquennale ricerca artistica.
Non solo: il Portale SITIP, stante la sua locazione alle porte della città di Bergamo e all’ingresso della Val Seriana, che con la Val Brembana caratterizza e “disegna” in modo orograficamente peculiare il territorio bergamasco, fa pure da “meta geografica” al percorso artistico che congiunge le altre installazioni di Lussana attorno a Bergamo: il Telaiostruttura 2019 presso il Patronato di San Vincenzo a Bergamo, la Ciclotte di Zanica, la Struttura OMCN-Interruttore ITALGEN di Villa di Serio, gli Steli EN 10219 di Colzate. Un tour di arte urbana che diventa una suggestiva narrazione della storia industriale e sociale del territorio, del tutto privo di qualsiasi tediata retorica del ricordo e semmai viva della vitalità che l’arte in dialogo con l’ambiente vissuto sa costantemente generare.

Sono veramente fiero e onorato che Francesco Lussana mi abbia nuovamente voluto rendere parte del suo nuovo lavoro di Torre Boldone, affidandomi un compito prestigioso e importante che è stato un gran piacere svolgere – spero al meglio – per come stimi Francesco e per come abbia avuto il privilegio di conoscere, in tutti questi anni, la forza e il valore così originale della sua arte, manifestazione paritetica della sua forte e grande umanità.

Insomma: intervenite sabato 11 maggio, dalle ore 10.30 in poi a Torre Boldone e scoprirete tutto quanto. Ne vale la pena, statene certi!

N.B.: cliccando qui potrete leggere tutti gli articoli che nel tempo ho dedicato a Francesco Lussana e alla sua arte.

Helidon Xhixha, Lugano

Domani a Lugano si inaugura un evento artistico (dacché definirlo semplicemente “mostra” è assai riduttivo) tanto spettacolare quanto affascinante, e di assoluto livello internazionale. È Lugano. Riflessi di Luce del grande artista albanese Helidon Xhixha, 20 sculture monumentali emblematiche dello stile unico dell’artista installate nel centro di Lugano, che trasformano la città svizzera in un museo a cielo aperto dove l’arte dialoga con lo spazio urbano e la Natura, elevando – si può veramente dire, in tal caso – il “contenitore” al valore e al fine culturale del “contenuto”.

Le scintillanti sculture di Xhixha, in acciaio inox, così dinamiche nelle forme, imponenti eppure armoniose, generano una relazione del tutto particolare con i luoghi in cui vengono posizionate, che per certi versi esula pure dal mero valore artistico, pur cospicuo ed evidente. Di primi acchito sembrano elementi alieni, fuori contesto, eppure da subito chi se le ritrova di fronte ne è attratto e affascinato. La forma dinamica, quasi organica pur se il materiale inossidabile la rende tanto “solida”, emana luce, riflette ciò che ha intorno, riproduce l’ambiente circostante in modo diverso più che distorto, quasi che ne accresca la dimensionalità portandola oltre il limite del visibile e del percepibile.

Sorta di “monoliti spirituali” – con il termine che qui vuole indicare lo spirito umano in primis, quello in cui si conserva l’io più profondo -, le opere di Helidon Xhixha diventano veramente lo specchio del mondo e di chi lo vive e anima, ovvero di noi tutti che, attraverso di esse, possiamo riflettere (dunque manifestare) la nostra presenza nel mondo e riflettere (cioè meditare) sul senso di essa. Sono certamente Riflessi di Luce, dunque, ma di quella luce che realmente illumina, ancor più che il mondo, la nostra interiorità.

Cliccate sull’immagine in testa al post per saperne di più, e fate conto che avete tempo fino al 22 settembre per fare un salto a Lugano e ammirare le opere. È una visita che merita, senza alcun dubbio.

 N.B.: alcune delle foto a corredo di questo post vengono da qui.

Il 7 aprile scorso, a Colle di Sogno…

Alcune immagini della visita guidata dallo scrivente al borgo montano di Colle di Sogno dello scorso 7 aprile. Che pure una meteo infausta, con pioggia durante la salita lungo la mulattiera da Carenno e idem durante la discesa (e tregua nel corso della visita, fortunatamente) non abbia fatto desistere numerosi visitatori a salire lassù, venendo anche da lontano e per la prima volta, è l’ennesima (ovvero inutile) prova di quanto il Genius Loci di Colle di Sogno sia intenso, accogliente, dialogante, vivo e vivificante nei confronti di chiunque vi giunga e vi si relazioni, da semplice “visitatore della domenica” o da studioso della cultura del territorio, facendo del borgo un luogo dalle potenzialità innumerevoli, molteplici ed emblematiche.

Insomma: ad maiora! – e non solo per dire. Ne saprete di più, prossimamente.

N.B.: grazie di cuore a Roberto Garghentini, autore delle immagini.

REMINDER! Domani, ore 18: alla libreria UBIK di Bergamo con Giacomo Paris e… “La fidanzata di Hegel”!

Credo conoscerete tutti – almeno di nome – Hegel, il grande pensatore tedesco, uno dei più noti e celebrati filosofi della storia. Credo di contro che nessuno (o quasi) saprà dire chi fosse Christiane Charlotte Fischer Burckhardt, dunque credo che chiunque, nessuno escluso, debba assolutamente conoscere e leggere il nuovo libro di Giacomo Paris, La fidanzata di Hegel: magari intervenendo alla prima presentazione assoluta del libro, domani, alle 18, presso la Libreria UBIK di Bergamo, presso la quale avrò nuovamente l’onore e il gran piacere di conversare con l’autore e con Vittorio Rodeschini intorno al libro e alla storia narrata. Storia assai particolare, come è nello stile di Paris – si veda il precedente Il Sigaro di Freud, edito sempre da Bolis Edizioni nella collana DodiciperDiciotto, per il quale pure feci da spalla a Giacomo Paris per la presentazione di Bergamo –  che prende le mosse nel 1806, quando Hegel ha una relazione amorosa con la sua affittacamere, Christiane Charlotte Fischer, sposata Burckhardt (ecco chi è!). Il 13 ottobre dello stesso anno l’esercito francese entra a Jena ed Hegel è costretto a spostarsi dall’amico Gabler, dopo che il suo domicilio viene requisito dalle truppe in occupazione. In viaggio per Bamberga, con l’intento di regolare le questioni con l’editore Goebhardt. lascia sola Charlotte in attesa di un figlio. La sua fidanzata comincia a scrivere

Sono molto contento di tornare a conversare con Giacomo Paris, lo ribadisco: la scorsa volta, per Il sigaro di Freud ne uscì una chiacchierata divertente e intrigante, grazie proprio alla particolarità del romanzo nonché alla simpatia e alla brillantezza di dialogo dell’autore, dunque penso proprio che anche per questo nuovo libro, a sua volta così stuzzicante, ci sarà di che divertirsi, spero insieme a tutti voi ovvero a un pubblico ben numeroso.

Dunque, ricordatevi l’appuntamento: domani, 11 aprile alle ore 18, libreria UBIK di Bergamo, con Vittorio Rodeschini, Giacomo Paris e La fidanzata di Hegel insieme al sottoscritto. Non mancate!