Altri “asintomatici”

[Foto di lukasmilan da Pixabay.]
Asintomatico: ormai abbiamo nostro malgrado molta confidenza con questo termine medico che fino a qualche mese fa forse nemmeno conoscevamo o consideravamo, in forza della pandemia da Covid in corso e alla numerosa presenza di individui positivi al virus senza presentare sintomi specifici.

Però, a ben vedere, come la scienza riesce bene a identificare le persone positive al Covid senza che queste ne presentino i sintomi, sarebbe una gran cosa se con similare accuratezza qualche metodologia scientifica riuscisse pure a identificare gli “asintomatici” tra i disonesti, gli idioti, gli ignoranti, gli incivili, i villani, i mascalzoni, i farabutti… sapete bene quanti ce ne sono anche in queste “categorie”, vero? Quelli che la prima volta che li vedi ti sembrano anche “belle” persone o quanto meno normali e invece (sono individui ingannevoli, spesso) poi risultano essere tutt’altro. Ci aveva già provato il buon Lombroso con metodologie e risultati certamente discutibili (ma da rivalutare per molti versi, lo sostengo da tempo), dunque qualche sorta di test medico-scientifico al riguardo, tanto rigoroso quanto efficace, non sarebbe affatto male. Anzi.

Anche perché gli asintomatici, che siano positivi ad un virus o a una qualche bassezza umana, sono sempre e comunque contagiosi. Quindi, appunto sarebbe ottima cosa identificarli e sanarli. Ecco.

Intimidazioni natalizie

Mentre scrivo, mancano ancora alcuni giorni al Santo Natale; quindi mi trovo, ci troviamo nel momento in cui più faticosa e coatta è la macchina intimidatoria con cui si cerca di tenere a bada l’orrore dell’evento.

(Giorgio Manganelli, Il presepio, Adelphi Edizioni, 1992. Immagine tratta da qui, da me rielaborata.)

Credere ai politici

Sono passato accanto a due conoscenti, poco fa, che lungo la via pedonale per la quale transitavo ho sentito discutere – amichevolmente ma animatamente – di cose che avevano sentito dire da certi politici in TV, Tizio che aveva affermato questo e Caio che gli aveva ribattuto quello e Sempronio che aveva osservato a entrambi quell’altro eccetera.
Mi sono permesso di intromettermi nel loro chiacchiericcio e ho chiesto:
«Scusate, ma veramente voi ancora credete a quello che dicono i politici, e che vanno a dire in TV?»
Mi hanno guardato come se fossi “matto”.

Io, “matto”.

«Be’, allora auguri. Ma non intendo per Natale!» ho chiosato loro, e salutati cordialmente me ne sono andato per la mia strada.

La gestione dell’emergenza Covid in Italia, spiegata molto rapidamente e altrettanto chiaramente

Ecco.
Non serve aggiungere altro.

Sragionamenti natalizi

Nell’eccitazione mitica del Santo Natale, molte cose accadono non previste, non ragionevoli, anzi impossibili; cerimonie di rara aurata solennità, aromi arcaici, si mescolano a fantasmi di abeti, dovunque si accendono luci da bordello, miserabili fiocchi simulano un riso che, non potendo essere innocente, corteggia i riti e le smorfie di una mediocre follia. Fa parte di questa iconografia sconcia la presenza della neve; il cui candore mima in verità la carta da pacchi di un mondo regalato.

(Giorgio Manganelli, Il presepio, Adelphi Edizioni, 1992. Immagine tratta da qui, da me rielaborata.)