Quelli che la lettura dei libri li annoia

Leggo l’ennesima indagine statistica sullo stato della lettura in Italia (qui ne trovate un ottimo report) e, una volta ancora, tra le note riguardanti l’ampia parte di popolazione che dei libri se ne frega beatamente (più di un terzo del totale: dato estremamente significativo, vista poi la situazione culturale e sociale del paese!) leggo dei tanti che non leggono perché i libri danno loro noia.

La lettura li annoia. Già.

Be’, per quanto mi riguarda, questo è un chiaro segno di infermità mentale. Sì, perché puoi dire che leggere non ti piace, che preferisci svagarti con altro, che oggi non ti va di farlo perché hai la mente impegnata in altri pensieri ma tra un po’ ti andrà, che non hai tempo di farlo (ma, questa, è una scusa totalmente falsa nella gran parte dei casi per cui viene citata)… Ma se mi dici che la lettura ti annoia, dunque che non ti suscita nessuna emozione, nessuna immagine mentale, nessuna suggestione, mi stai dicendo che il tuo cervello non funziona, che è fermo, scollegato, inerte se non per controllare le funzioni vitali basilari. Punto.

D’altro canto – leggo più avanti nell’articolo linkato lì sopra – in base all’opinione degli stessi editori nostrani, tra i principali fattori che determinano la modesta propensione alla lettura nel nostro Paese c’è «il basso livello culturale della popolazione.» Cosa apparentemente paradossale, viste le infinite possibilità di accrescere il proprio bagaglio culturale grazie alle nuove tecnologie e al web – a meno che non si sia in presenza di menomati mentali in sembianze di “persone normali”.

Ecco, appunto, cerchio chiuso.

INTERVALLO – Champlas Janvier (Sestriere, Italia), “Il Girolibro”

Una rustica ma alquanto affascinante e altrettanto preziosa Little Free Library, o piccola biblioteca per il libero scambio di libri (il BookCrossing, in pratica) qui chiamata “Il Girolibro”, nella contrada alpina di Champlas Janvier, posta a 1784 m di quota nel comune di Sestriere.
In fondo i libri possono fare anche questo: donare vita(lità) anche alle più piccole e solitarie borgate di montagna. Una cosa assai preziosa, appunto.

P.S.: grazie a Franco Faggiani, che l’ha scovata e me l’ha fatta “scoprire”.

Friedrich Dürrenmatt, “La Valletta dell’Eremo”

C’è il serio rischio, sappiatelo, che questa mia “recensione” (termine virgolettato dacché usato per mera semplicità e rapidità di concetto, dovrei parlare di impressioni di lettura, semmai), si risolva in men che non si dica, poche righe e stop, detto tutto. E non perché non abbia da dirvi a sufficienza sul libro in questione, anzi, forse proprio per il motivo opposto, che tuttavia sottosta a un superiore ordine di “giudizio” (altro termine che uso per brevità) il quale potrebbe risolvere tutto quanto rapidamente, appunto. Nemmeno conta il fatto che il testo in questione occupi meno di settanta pagine: nuovamente la sua brevità è direttamente proporzionale agli elementi di discussione che può far scaturire. Conta invece moltissimo il fatto che, per il sottoscritto – ma, sia chiaro, sono l’ultimo e il più “piccolo” in prestigio a sostenere quanto di seguito – Friedrich Dürrenmatt sia senza alcun dubbio uno dei più grandi scrittore europei dell’intero Novecento, nobilissimo rappresentante di un panorama letterario, quello svizzero, piccolo come il proprio territorio nazionale eppure di grande spessore e altissima qualità. La Valletta dell’Eremo (Edizioni Casagrande, 2002, cura e traduzione di Donata Berra; orig. Vallon de l’Ermitage, 1986) è un perfetto esempio di quanto ho appena affermato, pur rappresentando un’opera “secondaria” nella bibliografia di Dürrenmatt che tuttavia, nella sua particolarità, ne rispecchia in modo evidente la personalità umana e letteraria []

(Leggete la recensione completa de La Valletta dell’Eremo cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

La libertà è una decisione dello spirito

La libertà è una decisione dello spirito. È lo spirito che decide di essere libero, se non ne è capace, non c’è libertà che lo possa aiutare.

(Friedrich Dürrenmatt citato da Donata Berra nella postfazione de La Valletta dell’Eremo, Edizioni Casagrande, Bellinzona, 2002, pag.84.)

La lettura può dare la sapienza degli dei

Con la lettura ci si abitua a guardare il mondo con cento occhi, anziché con due soli, e a sentire nella propria testa cento pensieri diversi, anziché uno solo. Si diventa consapevoli di se stessi e degli altri. Gli uomini senza la lettura non conoscono che una piccolissima parte delle cose che potrebbero conoscere. La lettura può dare cento, mille vite diverse ed una sapienza ed un dominio sulle cose del mondo che appartengono solo agli dei.

(Sebastiano Vassalli/”Timodemo di Nauplia”, Un infinito numero, Einaudi, 2001.)