Tallinn, a Milano

Quanto distano Milano e Tallinn?
Circa 2500 km su strada, poco meno di 1900 per via aerea.
O magari 0. Zero, sì.

A breve potrebbe essere così, grazie (lo dico con tutta la modestia del caso, eh) al mio libro Tellinn Tallinn, già.
In fondo, come dico spesso, i viaggiatori sono il viaggio, e per molti versi sono anche il luogo verso cui viaggiano e nel quale vivono, per qualche ora o per più tempo. Quindi, mi piacerebbe provare a unire Milano e Tallinn, con la storia che racconto nel mio libro, a portare un luogo nell’altro, un viaggio dentro l’altro viaggio, fino a ricavarne un’armonia – in tutti i sensi.

Perché il vero viaggio è quello che avviene innanzi tutto dentro il viaggiatore, e se la destinazione è una città dal fascino sorprendente e pressoché unico come Tallinn, allora il viaggiatore e il luogo, come due passionali amanti, divengono magicamente una cosa sola – un’unica meta.

Insomma, dal momento che non c’è neanche un volo diretto, tra le due città… ecco, seguite il blog e a breve ne saprete di più!

Kadriorg, il Genius Loci silvestre di Tallinn

Avevo già in mente di visitare, dopo la testa, il cuore, la pancia di Tallinn, il luogo che rappresenta, e nemmeno troppo metaforicamente, i polmoni della città: Kadriorg, il più vasto parco pubblico cittadino, del quale pare i tallinesi vadano parecchio orgogliosi. Stamattina quell’intenzione è quasi divenuta necessità. Sovente la visita di una città non contempla le sue aree verdi se non come momento di relax, di riposo tra un monumento e l’altro. Invece ho sempre pensato che – paradossalmente, ma nemmeno troppo – il livello di urbanità di una città lo si possa riscontrare quasi più nei suoi elementi meno antropizzati ‒ se così si possa dire per un parco pubblico cittadino, che nel bel mezzo dei palazzi e delle vie ‒ ovvero dove l’impulso irrefrenabile della civiltà, volto a modificare profondamente il paesaggio a proprio favore al punto da sovvertirne totalmente non solo la forma ma anche la sostanza, è stato messo in pausa, in stand-by. E non tanto riscontro ciò nella cura di essi, che ovviamente è buona cosa e qui a Tallinn ho già accertato in modo inequivocabile un po’ ovunque, semmai, come dire… nell’atmosfera di naturalità che vi ritrovo, nella dimensione ambientale che posso percepire tra le piante e le radure erbose e ogni altro elemento presente. E nella quiete, pure, con cui non intendo solo la tranquillità rispetto al rumore della città, anzi, ma soprattutto nella serenità interiore che si può percepire standoci dentro. Non è questione di dimensioni dell’area verde, sia chiaro: un parco enorme, vastissimo, può essere più sottoposto e soggiogato all’elemento antropico, in senso pratico e metafisico, rispetto a un piccolo fazzoletto verde tra immensi palazzoni che tuttavia sappia preservare una propria genuinità naturale, un proprio Genius Loci silvestre pur imparentato con quello urbano ma come cugino, non come figlio, ecco.

Täpselt! (“Esatto” in lingua estone.) Anche questo è un brano tratto dal mio ultimo libro:

Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano
Historica Edizioni, 2020
Collana “Cahier di Viaggio”
Pagine 170 (con un’appendice fotografica dell’autore)
ISBN 978-88-33371-51-1
€ 13,00
In vendita in tutte le librerie e nei bookstores on line.

Potete scaricare la scheda di presentazione del libro qui, in pdf, e qui, in jpg, oppure cliccare sull’immagine del libro per saperne di più. Per saperne di più su Kadriorg, cliccate qui.

Ufficio stampa, promozione, coordinamento:

Cambiare, con Arvo Pärt

Mi stendo sul prato, è pomeriggio, il sole è caldo ma l’ombra delle piante garantisce una piacevole frescura. Prendo le cuffiette, le infilo nello smartphone, ascolto musica.
Cambiamento. Arvo Pärt.
Non sarei potuto venire in Estonia senza l’accompagnamento del più celebre figlio contemporaneo di questa terra, icona nazionale, simbolo identitario. Genio musicale planetario, forse il più grande compositore vivente. Anche la sua grandezza artistica fu il frutto di un cambiamento profondo, in primis interiore: otto anni di silenzio e di meditazione, dopo la “prima” carriera avanguardista e minimalista, dai quali scaturì il tintinnabuli, il suo stile unico, innovativo, intensamente affascinante. Musica per luoghi superdimensionali, senza tempo, senza limiti di spazio; musica per connettere vivamente la mente e l’animo, per smaterializzare la materialità del presente quotidiano, per sospendere le coordinate fisiche o per sospendersi sopra di esse. Una musica coltissima, come poche altre, eppure che ha saputo e sa ammaliare chiunque ovunque, facendo di Pärt il compositore più eseguito al mondo.
Musica perfetta per me, qui, ora, per il mio cambiamento.

Sì, esatto, anche questo è un brano tratto dal mio ultimo libro:

Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano
Historica Edizioni, 2020
Collana “Cahier di Viaggio”
Pagine 170 (con un’appendice fotografica dell’autore)
ISBN 978-88-33371-51-1
€ 13,00
In vendita in tutte le librerie e nei bookstores on line.

Potete scaricare la scheda di presentazione del libro qui, in pdf, e qui, in jpg, oppure cliccare sull’immagine del libro per saperne di più. Per saperne di più su Arvo Pärt e su ciò che rappresenta per l’Estonia, cliccate qui.

Ufficio stampa, promozione, coordinamento:

Nel KuMu, a Tallinn

[…] Due opere in particolare attraggono la mia attenzione, messe l’una accanto all’altra in un accostamento a dir poco drammatico – anzi, parecchio tragico! – le quali nuovamente finiscono per indagare non solo la storia politica nazionale ma pure il tribolato rapporto tra estoni e russi in chiave psicosociale. A destra, un classico ritratto di Iosif Stalin, colui che riportò l’Estonia sotto il controllo totalitario dell’URSS, dopo la Seconda Guerra Mondiale: in uniforme militare, il piglio fiero, lo sguardo rivolto verso l’infinito, lo sfondo scuro ad esaltarne la figura solenne, perentoria, conturbante nel bene (per i suoi sostenitori) e nel male (per tutti gli altri), con la tela racchiusa in una sottile cornice chiara. A sinistra, accanto pochi centimetri, un’opera di sapore impressionista raffigurante una donna apparentemente giovane, con indosso un abito blu, la capigliatura moderna, impiccata ad una finestra dalla quale si vede una città illuminata, un cielo stellato e, proprio in corrispondenza del capo della donna a mo’ di aureola, una luna giallo-ocra. Gli occhi riversi, la bocca aperta nell’ultimo disperato afflato vitale, le braccia inermi distese lungo i fianchi dell’esile corpo.
Terribile, appunto. Tragico all’ennesima potenza, con un messaggio primario, forse banale ma senza dubbio indotto da un tale accostamento, che pare sancire al visitatore: ecco, guarda, lui e tutto ciò che ha rappresentato ci ha portato a questo. La manifestazione di una disperazione assoluta al punto da dissolvere ogni buon motivo di vita, che ancora oggi, a venticinque anni di distanza dalla ritrovata indipendenza nazionale e a più di mezzo secolo da quel periodo, conserva intatta la sua tragicità […]

Sì, esatto, è un brano tratto dal mio ultimo libro:

Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano
Historica Edizioni, 2020
Collana “Cahier di Viaggio”
Pagine 170 (con un’appendice fotografica dell’autore)
ISBN 978-88-33371-51-1
€ 13,00
In vendita in tutte le librerie e nei bookstores on line.

Potete scaricare la scheda di presentazione del libro qui, in pdf, e qui, in jpg, oppure cliccare sull’immagine del libro per saperne di più. Per la cronaca, il KuMu è questo.

Ufficio stampa, promozione, coordinamento: