INTERVALLO (di silenzio) – Taranto, Libreria Gilgamesh

Intervallo di silenzio ma pure di rabbia, questo, dedicato alla morte di un’ennesima libreria indipendente. Questa volta è toccata alla Libreria Gilgamesh di Taranto, che ieri, lunedì 29 gennaio, ha chiuso i battenti dopo 17 anni di attività – ne parla quest’articolo.

Ribadisco: ogni volta che chiude una libreria, muore un pezzo di civiltà. Ovvero, se preferite, è come se ogni libreria rappresentasse per la nostra società – ovvero per tutti noi – un tot di aria respirabile con la quale dare ossigeno alla mente ed energia al corpo. Ecco: ne abbiamo sempre meno, di quest’aria.

Ah già, ma tanto tra qualche settimana ci sono le elezioni, no? E i vari leader stanno fornendo numerose e ottime proposte in tema di salvaguardia della cultura e di qualsiasi elemento che se ne faccia promotore, vero?

Ci sono draghi, mostri e creature spaventose ovunque – anche in RADIO THULE, questa sera su RCI Radio!

Questa sera, 29 gennaio duemila18, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 6a puntata della stagione 2017/2018 di RADIO THULE, intitolata Un mostro sull’uscio di casa. Il Bés Gatòbe e gli altri “draghi” delle Alpi e d’Europa!

Probabilmente, non esiste angolo non antropizzato del pianeta che non nasconda in qualche suo recesso naturale – bosco, montagna, valle, grotta, specchio d’acqua o che altro – il proprio “mostro”. Anche sui monti sopra la radio vive(va) e terrorizza(va) gli abitanti il leggendario Bés Gatòbe, il quale altro non è che la riedizione in chiave locale di un mito criptozoologico presente non solo tra le profonde vallate alpine ma un po’ in tutto il continente europeo (ma pure, in diverse forme, in altri continenti). Che si chiamino Bés Gatòbe, Basilisco, Taztelwurm, Scultone, Lindworm oppure Miðgarðsormr, tali draghi leggendari da secoli pervadono l’antropologia, l’etnografia e la mitologia dei nostri territori e, come accade anche per altre creature fantastiche – l’Homo Selvadego o Homo Silvanus, ad esempio, la versione nostrana dello Yeti – non si tratta soltanto di fantasie spaventose atte a generare terrore e provocare inibizioni varie: molto spesso dietro le loro leggende si nasconde tanta verità storica e il senso profondo del legame tra l’uomo e il territorio abitato, con aspetti niente affatto spaventosi e accezioni positive e propizie più frequenti di quanto si creda oggi.

Partendo dal locale Bès Gatòbe, questa puntata di RADIO THULE vi farà compiere un viaggio alla scoperta di mostri, draghi e creature leggendarie lontane ma assai simili al “nostro” e vi farà scoprire come, in tali esseri apparentemente tanto orrorifici, ci si riflette molto di ciò che noi siamo e di quella che è la nostra storia e la nostra identità culturale. E vi consiglierà pure come “salvarsi”, dall’eventuale incontro con uno di questi mostri!

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, quiStay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

P.S.: l’immagine del Bés Gatòbe è tratta dalla pagina facebook Animali Mitologici Bergamaschi.

Di “veri” mostri leggendari appena fuori l’uscio di casa – e lunedì prossimo in radio!

State attenti, quando dalle vostre parti vogliate uscire di casa per una bella passeggiata nei boschi… potreste imbattervi in un Bés Gatòbe, un Re di Béss, un Tatzelwurm o un Basilisco oppure in un altro dei “mostri” che popolano le nostre zone e tutto il Sud Europa!
Creature fantastiche e leggendarie eppur un tempo ritenute reali e che si giurava e spergiurava d’aver avvistato, draghi ed altri esseri spaventosi nelle forme ma assai meno nella sostanza, che hanno fatto parlare di sé per secoli e arricchito di emblematiche narrazioni le nostre culture identitarie – ovvero, in tal modo, “parlando” di noi stessi e della nostra storia anche più delle loro spaventose apparizioni nonché dello sguardo sul mondo e sulla realtà quotidiana in tempi non così lontani e, forse, non ancora passati.

Ne parleremo lunedì prossimo, 29 gennaio alle ore 21, nella prossima puntata di RADIO THULE su RCI Radio!

Il valore educativo della TV (Groucho Marx dixit)

Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l’accende, vado in un’altra stanza a leggere un libro.

(Groucho Marx, citato in Movie icons: Marx Bros., a cura di Paul Duncan e Douglas Keesey, traduzione di Emanuela Rossato, Taschen, 2007.)

A prescindere dall’evidenza che un aforisma del genere andrebbe scritto sulla carta d’identità, oppure posto per legge come altorilievo sui muri di ogni casa o sul tetto dei palazzi prospicienti le piazze di tutte le città (e a prescindere che Marx lo sentenziò decenni fa: che direbbe oggi, con la TV di oggi?), trovo che sia una conferma netta e chiara a una cosa che sostengo convintamente: se volete trovare la più illuminante e preveggente genialità, cercatela tra i comici. Quelli veri, intendo. Rideteci sopra alle loro “battute” ma poi, subito dopo, meditateci per bene. Perché sovente la “risata”, quando ben suscitata, non è che la più alta forma espressiva dell’intelligenza.

“Sulla” carrozza di John Ruskin

Quella che vedete nell’immagine è la carrozza di un personaggio poco noto da noi: John Ruskin, scrittore, poeta, viaggiatore, critico d’arte tra i più influenti della sua epoca, da me apprezzato soprattutto per essere colui che forse più di altri ha saputo costruire l’immaginario moderno-contemporaneo alpino ovvero il modo con il quale noi intendiamo le montagne – ad esempio è sua la celeberrima espressione “Le montagne sono le grandi cattedrali della Terra”.

Perché ve ne parlo? Beh, perché quella cesta con dentro una specie di tinozza che si vede sul tetto della carrozza (conservata a Brantwood, la storica residenza in Cumbria dove Ruskin visse fino a lungo e ove morì) non serviva a raccogliere o conservare acqua per abluzioni e altre cose utili durante gli spostamenti, ma era piena di libri. Libri da leggere che Ruskin portava sempre con sé al fine di averli a disposizione per i propri studi o per le semplici letture ricreative.
Una “libreria da viaggio” piuttosto bizzarra, certo, ma evidentemente al suo proprietario faceva comodo così.

È una cosa che mi ha incuriosito e affascinato. Un po’ come se oggi andassimo in vacanza lontano da casa e ci portassimo, oltre al necessario corredo da viaggio, un grosso trolley pieno di libri, ecco.

Altri tempi, certo: oggi ci sono gli e-reader a consentirci di risparmiare quell’ottocentesca fatica. Ma, pure con tali tecnologie a nostra disposizione, quanti fanno qualcosa di assimilabile?