Ho avuto modo di conoscere a fondo La vera storia di Gottardo Archi – anzi, ho avuta la fortuna di entrarvi dentro, grazie alla guida di chi l’ha raccontata con la maestria narrativa unica che lo contraddistingue: Davide Sapienza. Tuttavia, pur godendo di tale fortuna, avrei corso il rischio di vagarci senza capirne pienamente la geografia letteraria entro cui è narrata, se non fosse che Davide mi ha saputo fornire lo strumento migliore in assoluto per evitare quel rischio: la formidabile mappa geopoetica dei suoi testi, dei suoi libri, delle narrazioni e delle rivelazioni – o, potrei meglio dire, delle illuminazioni – che attraverso le pagine scritte ha regalato a chiunque l’abbia letto e ascoltato. Un corpus di vie, di strade e di sentieri, di cammini e di conoscenze unico – lo ribadisco – tanto quanto inimitabile e profondamente espressivo proprio perché altrettanto profondamente letterario. E selvatico, certamente, perché per nulla addomesticato dai tanti, troppi conformismi dai quali nel pensiero e nella scrittura molti si fanno condizionare; “selvatico” ovvero naturale, puro, genuino, fuori dal tempo dacché vivo e vibrante nell’Ultratempo, lontano dai più ordinari materialismi e vicino al senso essenziale ed assoluto delle cose e della vita.
Per questo La Parola Selvatica che Davide “racconterà” a suo modo (e multimedialmente, insieme a Franco Ghigini e Gabriele Mitelli) martedì 5 dicembre prossimo a Sarezzo, nell’ambito dell’interessante festival Alture, è un evento al quale, vi assicuro, dovete far di tutto per non mancare. Proprio per i motivi che vi ho appena scritto lì sopra (oltre che per quanto leggete nella presentazione dell’evento, nell’immagine in testa al post): per poter usufruire pure voi di quegli strumenti indispensabili all’esplorazione più completa e approfondita possibile dello spazio e del tempo che abbiamo intorno.
Per di più (forse) avrete pure l’occasione di incontrare Gottardo Archi! Non si può chiedere di più, insomma!
Anzi no, una cosa la si deve chiedere: che la collaborazione tra Davide e Gabriele Mitelli, tra i migliori giovani musicisti jazz italiani, diventi costante, intensa e di frequente manifestazione pubblica!
Cliccate qui per visitare il sito web di Alture Festival e saperne di più.




Da tempo sostengo con grande fermezza che qualsivoglia attività di natura “politica” (intendendo ciò nel suo senso contemporaneo più diffuso ovvero di gestione della cosa pubblica – anche se, a ben vedere: quale pubblica azione, in quanto tale, non assume sempre una valenza politica piccola o grande, quando attuata in un ambito sociale?) non può stare in piedi se non viene costruita su solide basi culturali – che “solide” diventano e si mantengono quando siano il più ampiamente condivise e comprese. In questo caso sì, il “gesto politico”, sia esso individuale o pubblico/istituzionale, gestisce veramente la polis e ne sviluppa concretamente la realtà; altrimenti resta un mero esercizio di stile oppure soltanto una sgarbata perdita di tempo. D’altro canto, posto proprio quanto ho denotato nella parentesi poco sopra, qualsiasi azione culturale anche più di tante altre è azione politica, anche perché “cosa pubblica” è sia il relativo patrimonio materiale (arti, mestieri, prodotti culturali nonché monumenti e opere di carattere affine) sia quello immateriale (saperi, conoscenze, nozioni, saggezze, dottrine di pensiero…), dunque ogni iniziativa che realizzi e/o attivi tali elementi con effetti diffusi, cioè pubblici/collettivi, è inevitabilmente (e fortunatamente, aggiungo) anche un’azione politica.