Il capoluogo ionico, la Grande Mela, il metallo giallo e… l’ergastolo!

Aldo Buzzi

Dal sito/blog di Paolo Nori:

Ho sentito una, per radio, che, dopo aver detto Taranto, per non ripetere Taranto ha detto «Nel capoluogo ionico» e mi è tornato in mente questo dialogo di Aldo Buzzi:
«Ho preparato una proposta da sottoporre al ministro della giustizia per punire una categoria di persone che mi dà fastidio in modo particolare.»
«Per esempio?»
«Per esempio quelli che, dopo aver nominato New York, se devono nominarla una seconda volta, dicono la Grande Mela. Per questi la pena dovrebbe essere l’ergastolo».
«Accidenti!» dissi.
«Sì, ma non solo per questi. Anche per quelli che, dopo aver nominato il dollaro, se devono nominarlo una seconda volta, dicono il biglietto verde; o, se devono nominare l’oro una seconda volta, dicono il metallo giallo. E stessa pena per quelli che dopo il pallone, invece di ripetere il pallone dicono la sfera di cuoio. Ergastolo senza le solite riduzioni di pena.»

(Qui l’articolo originale.)

Ciò anche per dire che dovete sempre leggere Paolo Nori, perché sempre merita di essere letto. E anche il grande Aldo Buzzi, ça va sans dire.

Giovedì 11/04, ore 18: alla libreria UBIK di Bergamo con Giacomo Paris e… “La fidanzata di Hegel”!

Credo conoscerete tutti – almeno di nome – Hegel, il grande pensatore tedesco, uno dei più noti e celebrati filosofi della storia. Credo di contro che nessuno (o quasi) saprà dire chi fosse Christiane Charlotte Fischer Burckhardt, dunque credo che chiunque, nessuno escluso, debba assolutamente conoscere e leggere il nuovo libro di Giacomo Paris, La fidanzata di Hegel: magari intervenendo alla prima presentazione assoluta del libro, giovedì 11 aprile, alle 18, presso la Libreria UBIK di Bergamo, presso la quale avrò nuovamente l’onore e il gran piacere di conversare con l’autore intorno al libro e alla storia narrata. Storia assai particolare, come è nello stile di Paris – si veda il precedente Il Sigaro di Freud, edito sempre da Bolis Edizioni nella collana DodiciperDiciotto, per il quale pure feci da spalla a Giacomo Paris per la presentazione di Bergamo –  che prende le mosse nel 1806, quando Hegel ha una relazione amorosa con la sua affittacamere, Christiane Charlotte Fischer, sposata Burckhardt (ecco chi è!). Il 13 ottobre dello stesso anno l’esercito francese entra a Jena ed Hegel è costretto a spostarsi dall’amico Gabler, dopo che il suo domicilio viene requisito dalle truppe in occupazione. In viaggio per Bamberga, con l’intento di regolare le questioni con l’editore Goebhardt. lascia sola Charlotte in attesa di un figlio. La sua fidanzata comincia a scrivere

Sono molto contento di tornare a conversare con Giacomo Paris, lo ribadisco: la scorsa volta, per Il sigaro di Freud ne uscì una chiacchierata divertente e intrigante, grazie proprio alla particolarità del romanzo nonché alla simpatia e alla brillantezza di dialogo dell’autore, dunque penso proprio che anche per questo nuovo libro, a sua volta così stuzzicante, ci sarà di che divertirsi, spero insieme a tutti voi ovvero a un pubblico ben numeroso.

Dunque, segnatevi l’appuntamento: giovedì 11 aprile, ore 18, libreria UBIK di Bergamo, con Giacomo Paris e La fidanzata di Hegel insieme al sottoscritto. Non mancate!

Forti con i deboli, deboli con i forti

LA CORNACCHIA E LA PECORA

Un’odiosa cornacchia planò sulla schiena di una pecora.
Affondando i suoi artigli affilati sul dorso lanoso dell’ovino, la prepotente si fece portare a lungo nel cammino.
La pecora, dopo un po’ si girò verso l’uccellaccio, e disse:
“Se ti fossi posata sulla schiena di un cane lupo, avresti visto! Devi solo ringraziare gli dei che non ho i denti affilati e i riflessi del lupo”.
Ma la cornacchia rispose:
“Mia cara, distinguo bene i deboli dai forti. Scelgo chi posso sfruttare, so chi devo blandire e ne approfitto di conseguenza.
Per questo vivo mille anni.

(Gaio Giulio Fedro, Favole. Tratta da La Rivista Culturale, qui.)

P.S.: sì, Fedro è nato più di due millenni fa in Tracia, non in tempi recenti in Italia. Anche se si direbbe, già.

Arno Camenisch in Italia

Mai letto Arno Camenisch?

Be’, se non l’avete fatto, leggetelo – per invogliarvi vi posso proporre alcune personali “recensioni” a suoi libri, qui e qui. Scoprirete uno dei più interessanti autori europei contemporanei, esempio fulgido di un panorama letterario, quello svizzero, alquanto originale e interessante che se da un lato deve necessariamente confrontarsi con alcuni mostri sacri del recente passato – Dürrenmatt, Walser, Frisch, per fare qualche nome – e con il loro retaggio, attivo pure oggi, dall’altro riesce a caratterizzarsi in modo identitario attraverso opere dallo stile originario e dalla profondità spesso notevole. Particolarmente quanto tali opere si “formino” tra i monti delle Alpi come è il caso del sursilvano Camenisch, esponente di punta della narrativa alpina (se mai questa categoria possa determinarsi ma, di sicuro, in Svizzera è presente più che altrove e non solo per meri motivi geografici) che nei suoi testi, spesso pubblicati in lingua romancia, sa narrare storie fatte anche di roccia, di neve, di aria fine e di orizzonti ampissimi, anche quando siano ambientate in piccoli villaggi sul fondo di boscose vallate all’ombra di montagne imponenti e, a volte, un po’ inquietanti.

Peraltro in questi giorni Arno Camenisch è in tour per l’Italia insieme al proprio (mirabile) editore, Keller, e all’altrettanto preziosa traduttrice Roberta Gado: un’ottima occasione per conoscere non solo i libri ma pure l’autore in persona!

Cliccate sull’immagine per saperne di più, e buna lectura!

Sapete perché “Milan l’è on gran Milan”? Be’, questa sera alle 21 ascoltate RADIO THULE, su RCI Radio!

Questa sera, 1 aprile duemila19, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 12a puntata della stagione 2018/2019 di RADIO THULE, intitolata Perché Milan l’è on gran Milan!”.

Milano, Europa. RADIO THULE vuole rendere omaggio all’unica città d’Italia veramente europea, realmente cosmopolita, al passo coi tempi, protesa al futuro, l’unica che possa essere paragonata e rivaleggiare con le altre grandi città d’Europa e del mondo. Ormai è innegabile, e viene rimarcato da chiunque, lo scatto in avanti della metropoli lombarda rispetto al resto del paese compiuto negli ultimi anni; ma, nonostante la sua contemporaneità, Milano conserva ancora tanta parte della sua storia, della sua identità peculiare, del fascino antico e delle tradizioni che hanno fatto da solida base culturale e sociale per lo sviluppo odierno. In questa puntata compiremo una breve ma intensa esplorazione della città, delle sue cose più celebri e celebrate, dei luoghi culturali che la rendono così importante, delle curiosità e dei misteri che nasconde tra le sue vie e tra le pieghe della sua storia, dell’essenza identitaria urbana che è ancora ben presente, nonostante le profonde trasformazioni degli ultimi decenni e la sua natura così cosmopolita. Perché appunto, nonostante tutto, come recita il testo di quella notissima canzone dialettale del 1939 di Alfredo Bracchi e Giovanni D’Anzi, «Lassa pur ch’el mond el disa, ma Milan l’è on gran Milan!».

Dunque mi raccomando: appuntamento a stasera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi già l’appuntamento sul calendario: lunedì 15 aprile, ore 21.00, la prossima puntata di RADIO THULE! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
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Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!