Non so, magari sono io che faccio il rompipalle senza motivo, però notare che, se si immette nella barra di ricerca di Google “Leonardo”, pensando di trovare rapidamente delle pagine dedicate al grande genio del quale quest’anno ricorre il 500° anniversario della morte, vien fuori un ex calciatore, mi lascia un po’ basito. Ovvero, al nome “Leonardo” è associato siffatto ex calciatore prima del suddetto genio universalmente riconosciuto – che, è vero, si chiamava Leonardo di ser Piero da Vinci nella forma completa ma riguardo al quale tutti, in modo popolare tanto quanto accademico, si riferiscono con la forma “Leonardo”. Appunto.
Ecco.
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La libertà dell’individuo non può essere delegata a nessuno
Ritengo che non ci sia libertà politica senza libertà intellettuale. La libertà non può essere delegata, tanto più alle esigenze del potere, quali esse siano. Quando si lascia il potere decidere dove comincia la libertà dell’uno e dove si ferma quella dell’altro, si è quasi sicuri che le decisioni verranno prese a scapito di chi, di libertà, ne ha già poca. “Ciò che conta” diceva ottimamente Boris Vian, “non è la felicità di tutti, è la felicità di ognuno”. Idem per la libertà. Per quanto mi riguarda, misuro il valore di una società sulle possibilità che offre a ciascuno di essere libero, a partire dal momento in cui non si muore più di fame o di freddo. Dire, senza precisazioni, che siamo “liberi” nelle nostre società di democrazia liberale è una semplificazione molto vicina a una menzogna. Quel che si può dire è che molti individui, ma non certo tutti, anzi, hanno maggiori opportunità di essere liberi nelle nostre società occidentali che in altre. Non è poco, ma non basta per atteggiarsi a coscienza morale ed esemplare davanti al resto del mondo.
(Björn Larsson, Bisogno di libertà, Iperborea, Milano, 2007, pag.206.)
Mario Marenco (1933-2019)
Mi spiace molto di apprendere della scomparsa di Mario Marenco. La sua comicità stralunata, surreale tanto quanto fulminante e ben più colta di quanto potesse apparire di primo acchito mi affascinava, quando da ragazzino lo vedevo in TV. E ancor più mi affascinava e sorprendeva sapere che “di mestiere vero” fosse un grande architetto e designer di fama, autore di alcuni pezzi inseriti di diritto nella storia del design italiano del Novecento e considerati molto avanti rispetto ai tempi in cui furono realizzati (nelle immagini qui sotto potete vedere Cynthia, lampadario a sospensione del 1960 che risulta tutt’oggi assolutamente moderno e affascinante). Da ragazzino che ero, appunto, non capivo come potesse un professionista così creativo, certo, ma pure necessariamente rigoroso (ai tempi di Indietro tutta! frequentavo l’istituto tecnico per geometri, da studente pure io avevo a che fare con tecnigrafi e cose similari), conciliarsi nella stessa persona con Mister Ramengo, l’astronauta Raimundo Navarro, il professor Aristogitone e gli altri suoi (genialmente folli) personaggi.
Ma in effetti, pensandoci ora, non erano che le due facce della stessa preziosa, originalissima, inimitabile medaglia.
Sondaggio: Greta, i “Venerdì per il futuro”, le manifestazioni, gli appelli… e ora?
Ma secondo voi, a fronte delle manifestazioni dei Fridays for Future in tutto il mondo, e a prescindere dalla loro forma ma stante l’imprescindibile e fondamentale sostanza (ovvero importanza) del messaggio trasmesso, quanto tempo impiegheranno i politici per fornire valide risposte e mettere finalmente in atto azioni realmente efficaci (e non meri palliativi, come quasi sempre accaduto fin ad ora) al fine di contenere i cambiamenti climatici e i gravi danni relativi su scala globale? Giorni, mesi, anni? Non risponderanno realmente mai? Sotto sotto se ne fregano altamente della questione oppure li tocca ma non sanno nemmeno a che santo votarsi?
Insomma, per essere chiari:
Votate votate votate! Che mica siamo a Sanremo col “televoto”, qui!
Salvare la Terra dai cambiamenti climatici è sexy!
Ecco.
Mai come in questo caso il fine giustifica i mezzi – perché al contrario giustificherebbero la fine. Del pianeta e di tutti noi.
(E sia dato un premio all’autrice/autore di questo cartello! Per la cronaca, l’immagine l’ho preso dalla pagina facebook dell’amica Lia, dunque suppongo si tratti della manifestazione di Trento.)


