Alberto Paleari, “L’attraversamento invernale delle Alpi. Dal lago Maggiore al lago dei Quattro Cantoni”

Di attraversamenti sciistici invernali della catena alpina ce ne sono stati parecchi, dal primo del 1956 compiuto da due squadre rispettivamente capitanate da Walter Bonatti e Bruno Detassis – che per allora fu un’impresa quasi epica – alle traversate contemporanee e spesso con protagonisti ugualmente rinomati, come quella compiuto di recente dal noto scrittore-esploratore francese Sylvain Tesson. Si tratta di traversate “per la lunga” delle Alpi, generalmente da est a ovest, le più lunghe e complicate dunque più difficili ma anche le più “ordinarie” nel loro criterio puramente geografico e orografico. Di traversate con gli sci “per la larga” della catena alpina invece non ce ne sono molte documentate, essendo innanzi tutto meno “logiche” – in fondo le Alpi si potrebbero attraversare da sud a nord o viceversa in mille modi con altrettante diverse rotte – ma non per questo risultano meno sciisticamente laboriose, e possono offrire numerose altre “logiche” che diano loro un senso.

Alberto Paleari, guida alpina ossolana e prolifico scrittore, decide di intraprendere con due amici una traversata sciistica invernale delle Alpi unendo due dei principali laghi alpini, l’italiano lago Maggiore e lo svizzero lago dei Quattro Cantoni, con uno scopo preciso: raggiungere la città di Altdorf, nel Canton Uri, e portare il proprio omaggio al mito fondativo elvetico per eccellenza, Guglielmo Tell, il cui monumento adorna la piazza centrale della città.

Il viaggio è raccontato da Paleari in L’attraversamento invernale delle Alpi. Dal lago Maggiore al lago dei Quattro Cantoni (MonteRosa Edizioni, 2017, 202 pagine), ed è il diario di un’avventura vera e propria oltre che pienamente compiuta: non solo scialpinisticamente, anche geograficamente, storicamente, sul piano culturale e dal punto di vista antropologico, per come la rotta percorsa dalla piccola squadra guidata da Paleari diventa il fil rouge narrativo dei territori, dei luoghi e dei paesaggi attraversati []

[Alberto Paleari, al centro, e i due amici protagonisti della traversata ai piedi del monumento a Guglielmo Tell di Altdorf. Foto di Alberto Paleari.]
(Potete leggere la recensione completa di L’attraversamento invernale delle Alpi cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Viva Camenisch, “LO” scrittore di montagna per eccellenza (che ha vinto il 50° Premio Itas)!

Mi fa molto piacere leggere che Arno Camenisch e il suo Anni d’Oro, pubblicato da Keller Editore, hanno vinto il 50° Premio ITAS per il Libro di Montagna, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta ieri a Trento, nell’ambito del Trento Film Festival.

Mi fa piacere perché di Camenisch ho letto tutto ciò che è stato tradotto in italiano e fin da subito mi è sembrato uno degli autori che più di altri, forse meglio di chiunque altro, si possa autenticamente definire scrittore di montagna. Camenisch non è uno scrittore che parla di montagne, è uno che le montagne le fa parlare e poi sa mettere nero su bianco in modo mirabile le loro narrazioni, quand’esse coinvolgano donne e uomini che in montagna vivono le proprie esistenze. Ma, sempre e comunque, scritte e raccontate dal punto di vista delle montagne, come se ogni gesto, azione, parola, dialogo, atteggiamento dei protagonisti dei suoi libri fosse mediato, in un modo o nell’altro, dalla presenza e dall’essenza delle montagne.

Dunque, Gronds cumpliments Arno Camenisch! Un premio assolutamente meritato! E (nuovamente) complimenti a Keller Editore per l’altissima qualità delle sue proposte editoriali: un altro bell’esempio concreto di come fare ottima e costruttiva cultura letteraria e non solo, quanto mai necessaria in Italia. Chapeau!

Se volete saperne di più su tutti i libri di Camenisch editi in Italia, qui trovate le mie “recensioni”.