L’esistenza di dio e il reflusso gastrico

Per cominciare, ho sempre pensato che la religione fosse un grande imbroglio. Non ho mai creduto nell’esistenza di un dio, né che questi avesse una predilezione per gli ebrei, se mai fosse esistito. […] Perché dovevo digiunare per i miei peccati? Quali erano i miei peccati? Avere dato un bacio a Barbara Westlake invece di appendere il cappotto? Avere rifilato un nichelino falso a mio nonno? Fattene una ragione, o Signore: c’è di molto peggio. Ci sono i nazisti che ci mettono nei forni. Pensa a quelli, piuttosto. Ma, come ho detto, non credevo in Dio. E perché in sinagoga le donne dovevano stare al piano di sopra? Erano più carine e intelligenti degli zeloti barbuti che giù da basso si avvolgevano scialli di preghiera, ciondolavano la testa come pupazzi adorando un potere immaginario che, se esisteva, ripagava tutti i loro salamelecchi con il diabete e il reflusso gastrico.

(Woody Allen, A proposito di niente. AutobiografiaLa Nave di Teseo, 2020, traduzione di Alberto Pezzotta, pagg.41-42.)

Che storia, il teatro italiano!

Mi permetto di sottoporvi caldamente (il clima lo consente, ormai) un altro consiglio, per queste giornate di permanenza domestica forzata: l’amico Luca Radaelli, autore, regista, produttore, direttore artistico di “Teatro Invito” e, soprattutto, grande attore di teatro (forse sono di parte, vista l’amicizia, ma della cosa sono più che certo) sta producendo per la Società Dante Alighieri della “mia” Lucerna, ma visibili a tutti su YouTube, una serie di quattro “prolusioni” sulla storia del teatro italiano, da Ruzante e Goldoni fino ai giorni nostri.
Da par suo, Luca Radaelli ci guida lungo un affascinante cammino secolare dentro un’arte meravigliosa e potente, la cui storia nostrana presenta numerose eccellenze assolute delle quali Luca, oltre alla narrazione storica, ci offrirà alcune suggestive letture recitate. Un’occasione imperdibile per conoscere – in modo certo rapido tanto quanto intrigante – l’incanto culturale e artistico di un made in Italy del quale gli italiani si possono ben vantare e andare fieri, molto più di altri (non per fare polemica, eh, ma un po’ sì!)

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare la pagina YouTube ove sono pubblicate le varie puntate della serie, e buon ascolto!

Lettere “mostruose”

Marcello Mastroianni che scrive ad Andrej Tarkovskij (“romanizzandone” il cognome) patrocinando la realizzazione di un film tratto da Dissipatio H.G. di Guido Morselli e citando Tonino Guerra come referenza.

Cinque “mostri” in poche righe – il quinto è, ovviamente, il fenomenale romanzo di Morselli, a mio parere tra i più affascinanti della narrativa italiana del Novecento.

Ora: non per fare mera e banale retorica, ma pensare oggi a un tale simile incrocio di personaggi e personalità mi viene francamente difficile. Non impossibile, sia chiaro, ma difficile sì.

P.S.: l’immagine è tratta dalla pagina Twitter di Adelphi Edizioni, qui.

Ermanno Olmi (1931-2018)

Un altro mirabile personaggio che se ne va altrove, Ermanno Olmi, autore capace di narrazioni cinematografiche intense come poche altre, poetiche e mistiche tanto quanto schiette e profondamente leali nei confronti delle storie e delle realtà narrate.

Tutti quanti ricordano, giustamente, – e ricorderanno, in queste ore – il (non unico) suo capolavoro L’albero degli zoccoli. Io invece voglio ricordare Olmi attraverso la pellicola con la quale esordì e che me lo fece conoscere, che vidi su videocassetta da ragazzino – sarà stata la metà degli anni ’80, più o meno – in un piccolo alberghetto di montagna durante una giornata piovosa nella quale null’altro c’era da fare se non attendere che tornasse il bel tempo per uscire a camminare per prati e boschi, un film (o docufilm, come si definirebbe oggi) il cui titolo pure pareva adatto a quella giornata: Il tempo si è fermato. Un’opera bellissima, spirituale, intrisa di umanità – anzi, umanesimo, nel senso più alto del termine, la quale d’altro canto già seppe “insegnarmi” molto circa quel rapporto (biunivoco) tra l’uomo e la Montagna ovvero la Natura in generale che oggi è parte fondamentale del personale bagaglio culturale, e che è ben presente in numerose opere di Olmi.

Beh, c’è poco da dire d’altro. Un’altra voce illuminante che non ci potrà più illuminare e affascinare, appassionare, emozionare, far riflettere. Un altro vuoto, grandissimo.

Del teatro, o della più sincera “menzogna” – con Luca Radaelli, questa sera in Radio Thule!

Questa sera26 febbraio duemila18, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 7a puntata della stagione 2017/2018 di RADIO THULE, intitolata Il menzognero entusiasta!

Il grande regista statunitense Joseph Mankiewicz ha scritto di pensare che, “storicamente, l’attore possa aver preceduto il fuoco, la ruota, l’ascia, la mazza — ogni importante manifestazione della creatività umana, davvero — tranne forse l’omicidio e il far baccano”. Ovvero, che il “recitare una parte” sia un atto antropologico fondamentale per l’essere umano, almeno nella forma; poi, per far che diventi “sostanza”, quell’atto deve diventare arte, elevandosi dall’ordinario per diventare straordinario e offrire una visione e una narrazione del mondo, della vita, della natura umana e di ogni altra cosa superiori, appunto, a quella convenzionale. È una “mutazione artistica” affascinante, intrigante e ricolma di significati, che in questa puntata di RADIO THULE, avremo la fortuna di conoscere meglio grazie alla presenza in studio di un mirabile attore, regista, sceneggiatore, e persona di altrettanto valore umano: Luca Radaelli.

Con lui – per così dire – “saliremo” sul palco, “guarderemo” verso la platea e verso il mondo intorno, cercheremo di capire come una vita dedicata al teatro possa fare della recitazione una lunga e appassionata dedica alla vita. “Menzognera”, certo, eppure molto più sincera e obiettiva di tante altre “rappresentazioni” quotidiane. E sempre entusiasta – nonché entusiasmante.

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, quiStay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
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Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione,