Omicidi poetici

«Solo da noi hanno rispetto per la poesia» osservò ad Anna Achmatova il suo amico Mandel’štam, «visto che uccidono in suo nome. In nessun altro paese uccidono per motivi poetici.»

(Jan Brokken, Bagliori a San Pietroburgo, Iperborea, 2017, traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo, pag.23.)

Gloria a chi scrive (e a chi no)!

Gloria e merito di alcuni è scrivere bene; e di altri non scrivere affatto.

(Jean de La BruyèreI caratteri. O i costumi di questo secolo, a cura di Adriano Marchetti, BUR/Rizzoli, 2012.)

Scrivere bene

Scrivere bene è sempre nuotare sott’acqua e trattenere il fiato.

(Francis Scott Fitzgerald, Nuotare sott’acqua e trattenere il fiato, trad. di Leopoldo Carra, Minimum Fax, 2006; orig. On writing, 1986.)

Il paradosso della tolleranza

La tolleranza, al pari della libertà, non può essere illimitata, altrimenti si autodistrugge. Infatti la tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro l’attacco degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi.

(Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici. Volume I: Platone totalitario, Collana «Filosofia e problemi d’oggi», Armando Editore, 1a ed. 1973, ultima ed. 2004. N.B.: l’affermazione citata è anche conosciuta come paradosso della tolleranza.)

Tutti montanari, ma di un’altra razza

La mattina presto si sfalcia senza fatica. Di tanto in tanto bisogna affilare la falce con la cote che si porta nel bossolo allacciato alla cintura. La pietra dev’essere bagnata: c’erano bergamaschi, livignaschi o trepallesi che la portavano in tasca, prima di arrotare dovevano sputarci sopra, il che fino mezzogiorno richiedeva una notevole quantità di saliva, ma molti di loro ciccavano e la bocca restava umida; oppure ogni tanti pisciavano sulla cote, cosa che secondo loro la rendeva molto più mordente. Quelli erano appunto dell’altra parte, montanari anche loro, ma un’altra razza. I contadini qui hanno il portacote alla cinta e quando falciano si sente il cloc cloc della cote. Ogni tanto quando non c’è più niente da bere e non ci sono ruscelli in vicinanza, mandano i bambini a prendere l’acqua col bossolo e l’acqua ha il gusto di legno e di terra.

(Oscar Peer, Il Ritorno, Edizioni Casagrande, 2006, traduzione dal romancio di Marcella Palmara-Pult, pag.24.)