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“Fede” e crimine, un’alleanza incrollabile
Costantemente confermata nel tempo, è sempre parecchio emblematica la stretta commistione tra criminalità (di vario genere) e “fede” religiosa. L’ultimo caso (si veda qui) è quello di Maurizio Tramonte, condannato all’ergastolo per la strage di Piazza della Loggia a Brescia, mai dichiaratosi pentito e latitante fino a ieri quando è stato arrestato a Fatima. In Portogallo Tramonte era arrivato in auto dopo aver attraversato Spagna e Francia per affrontare un “percorso spirituale” (!) che a Pasquetta l’aveva invece portato a Lourdes.
Ah-pperò! – mi viene da dire.
D’altro canto, appunto, quello di Tramonte è solo l’ultimo di una infinita serie di altri casi dei quali è tappezzata la storia, quella italiana in particolare – basti citare la tradizionale, grande devozione dei boss mafiosi, peraltro ben supportata da certa (non piccola) parte del clero.
Da tali semplici annotazioni possono partire innumerevoli e assai poliedriche riflessioni al riguardo, inutile dirlo: d’altro canto la cronaca offre quotidianamente notizie riguardo reati d’ogni genere e sorta compiuti in nome di un “dio” o basati su convinzioni religiose deviate.
Aggiungo dunque solo un’osservazione: che, di nuovo, a subirne le conseguenze – oltre a troppi innocenti trucidati da criminali col santino in tasca – sono la fede e il senso di spiritualità più autentici, e proprio da chi crede di essere (e pretende di farsi credere) un devoto e pio osservante. Anche in tal caso nulla di nuovo sotto il Sole, da parecchi secoli a questa parte.
N.B.: l’immagine in testa al post è tratta da qui.
Dal 13 al 16 luglio, tutti “In Viaggio sulle Orobie”!
In Lombardia, tra il bacino del Lago di Como e dell’Adda, la Valsassina e le valli bergamasche, corre una dorsale montuosa tra le più spettacolari dell’intero arco alpino, in un territorio ricchissimo di peculiarità paesaggistiche e naturalistiche, di possibilità escursionistiche e alpinistiche, di tesori storici, architettonici e artistici e d’un retaggio culturale altrettanto ricco ed estremamente narrante. La dorsale è percorsa da un itinerario escursionistico, la DOL – Dorsale Orobica Lecchese, che in oltre 80 km di percorso porta dalla Val Gerola, laterale della Valtellina, alle porte di Bergamo, che da qualche tempo a questa parte è oggetto di un grande progetto di valorizzazione e rilancio il quale coinvolgerà i territori attraversati, i loro abitanti e tutte le rappresentanze private, pubbliche e istituzionali.
Momento clou del progetto per l’anno in corso sarà la 5a edizione di “In Viaggio sulle Orobie”, il trekking organizzato dall’omonima rivista che ha come obiettivo la scoperta, la promozione e la valorizzazione dei territori in cui anno dopo anno si svolge. Al seguito un gruppo di viaggiatori estremamente eterogeneo composto da alpinisti, giornalisti, fotografi, artisti, esperti di cibo e vino che dal 13 al 16 luglio prossimo incontreranno escursionisti e altri appassionati di montagna nei rifugi e nelle località in cui faranno tappa, offrendo la loro personale lettura del territorio. Un vero e proprio cammino tra i luoghi e le persone, uno scambio di saperi, sapori, storie ed emozioni. Molto più di un passaggio, ma un’occasione anche di lasciare un’impronta non solo di sentimenti: la peculiarità di questa edizione di “In Viaggio sulle Orobie” sarà infatti quella di donare ai territori, alle comunità e alle diverse realtà che verranno toccati i contenuti prodotti durante questi incontri, il tutto con il supporto di una forte comunicazione sui media provinciali e regionali e, appunto, con il massimo coinvolgimento di enti, associazioni e residenti nei territori attraversati.
Anche per questa quinta edizione del trekking il gruppo di viaggiatori presenta personaggi notevoli: ci sarà Bruno Bozzetto, uno dei più grandi disegnatori italiani di sempre, Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere della Sera, Enrico Camanni, tra i più prestigiosi esperti di cultura di montagna, eppoi lo scrittore Ruggero Meles, Francesca Mai, del Collegio Guide Alpine della Lombardia, gli agronomi Pietro Buzzoni e Stefano d’Adda, Alessandro Calderoli, istruttore CAI, Sergio Poli, ingegnere forestale, il biologo Michelangelo Morganti, Ludovico Roccatello di Slow Food, l’attore Luca Radaelli, Paola Piacentini e Giorgia Battocchio di Radio Popolare, il compositore Davide Riva, l’artista Davide Mauri e… sì, ci sarò pure io. In più, ci seguiranno alpinisti, musicisti, chef, nonché fotografi e documentaristi che produrranno affascinanti testimonianze sul Viaggio e, last but not least, chiunque vorrà unirsi al gruppo oppure raggiungerci nei rifugi toccati lungo l’itinerario.
In questa pagina dedicata nel sito di Orobie potrete avere molte utili informazioni sul Viaggio, sul percorso che seguirà e sul programma dei 4 giorni. Qui invece potrete visitare la pagina facebook dedicata all’evento, e con essa restare informati sulle ultime news al riguardo.
Chi abita in zona Lecco, invece, potrà godersi la presentazione ufficiale di “In Viaggio sulle Orobie” che si terrà giovedì 6 luglio, dalle ore 19 in poi, presso la Taverna ai Poggi, posta in bellissima posizione sulle colline alle spalle della città lariana, a metà strada tra il lago e le pareti di dolomia del manzoniano Resegone. Cliccate sull’immagine a fianco per visualizzare la locandina e saperne di più – perché c’è parecchio di più, e pure di assai gustoso!
A presto per ulteriori aggiornamenti ma, fin da ora, vi invito a camminare con noi lungo la DOL e (ri)scoprire uno dei più spettacolari e affascinanti territori di montagna dell’intero arco alpino!
Milano, Via Demetrio Stratos
Un personale e sentito plauso va anche al Comune di Milano, che con una cerimonia svoltasi ieri, nel 38° anniversario della morte, ha intitolato una via cittadina all’immenso Demetrio Stratos, senza alcun dubbio uno dei più grandi musicisti – nell’accezione più alta, artistica e culturale del termine – di sempre. “La” voce in senso assoluto, per quanto mi riguarda, non solo per le fenomenali capacità tecniche ma pure per quanto sia riuscito come nessun altro a fare della voce un elemento profondamente umano, assolutamente dal punto di vista antropologico, filosofico, espressivo nonché – ovviamente – artistico.
Stratos sosteneva che «La voce è oggi (ovvero quasi 40 anni fa: figuriamoci nel presente! – n.d.s.) nella musica un canale di trasmissione che non trasmette più nulla.»: bene, egli dimostrò in modo tutt’ora ineguagliato che la voce può invece trasmettere tutto, ovvero molto di più di quanto si possa credere e ci venga insegnato a fare. Ed è bello che anche Milano, città alla quale Demetrio Stratos era particolarmente legato, da ieri “trasmetta”, per così dire e per quanto possibile, il prezioso retaggio artistico-culturale di un fenomenale artista e della sua incredibile voce – la più grande mai udita, ribadisco.
Sabato 10 giugno 2017: Libreria CULTORA, Milano!
Ho la fortuna di poter vantare una minimissima parte nel progetto di Cultora fin dalla sua nascita, grazie all’amicizia con Francesco Giubilei, deus ex machina del progetto, della casa editrice Historica e di qualche migliaio di altre cose. Dunque l’ho visto crescere, acquisire notorietà e prestigio, continuare lungo la strada della produzione e della comunicazione culturale di qualità intrapresa fin dall’inizio, legata in primis al mondo dei libri ma non solo a quelli. Ho poi visto la prima Libreria Cultora, quella di Roma, e apprezzato subitamente l’obiettivo (totalmente consono al progetto “padre”) di proporre ai propri frequentatori solo editoria indipendente di alto livello senza libroidi “industriali”: un luogo a sua volta ormai di riconosciuta fama e reputazione.
Ora vedo e vivo – vivrò – anche la Libreria Cultora di Milano, che inaugura domani, sabato 10 giugno alle ore 17.00, i propri spazi in Via Alfonso Lamarmora n.24. Il “format” è lo stesso del punto vendita di Roma: solo editoria indipendente di alta qualità, spazio eventi, un’atmosfera che combina la più confortevole tranquillità al fascino dei libri e all’intenso sentore di letteratura: un mix che non può non generare che belle e intriganti letture. Il tutto sotto l’egida di Cultora, il portale italiano di informazione culturale che continua a procedere spedito lungo quella propria strada intrapresa con grande forza, ammirevole costanza e un’idea tanto ineluttabile quanto ben chiara: rimettere la cultura al centro di tutto. Perché è pure questa una strada, anzi: è l’unica strada affinché una società civile possa evolvere e progredire nel modo più virtuoso ed efficace possibile.


