Steikolders! Steikolders! Steikolders!

Ormai l’ho ben capito da tempo: qualsiasi progetto in ambito culturale – non solo, ma lì parecchio – che non contenga nel proprio testo la parola “stakeholder”, non vale una cippa. Cioè: in realtà magari vale tantissimo, ma è come un genio vestito in modo ordinario tra persone ordinarie ma vestite all’ultima moda. Passa per un tizio modesto e dimesso, ecco.

Ormai termini come abstract, location, brand o contest sono roba da dilettanti pivelli; qui la “competizione” a chi la scrive più anglofona si fa sempre più dura. D’altro canto, vista la notevole diffusione di quella prima parola citata, mi viene pure da dire al riguardo che oggi son tutti buoni a fare gli stakeholders con i money degli altri! Eh!

P.S.: volete essere troppo avanti? Usate la definzione stakeholder engagement. La usano ancora in pochissimi, quindi ci fate un figurone. Garantito.

La “sinergia totale” con la montagna?!?

Eh, in effetti perché dovrei sbattermi così tanto come faccio (parimenti ad altre attività) da qualche anno a questa parte al fine di strutturare e lavorare in progetti dedicati alla rinascita delle montagne, per studiare, comprendere e rinvigorire la storia, la cultura, la vita delle genti montanare, l’economia peculiare, le tradizioni e le conseguenti necessarie innovazioni, il Genius Loci da riscoprire, i territori da valorizzare e far rinascere, le relative politiche gestionali, la resilienza delle Terre Alte, l’antropologia e la sociologia, l’immaginario collettivo da rigenerare, il concetto di paesaggio, il neoruralismo e il neoumanesimo montano, il turismo consapevole e sostenibile, la salvaguardia dell’ambiente naturale, le prospettive di un futuro finalmente migliore perché innanzi tutto autoctono… perché tutto ciò, quando poi la sinergia totale tra uomo e montagna è questa qui?

Una sinergia totale tra uomo e montagna.

Ecco.
Ma porca miseria, chi l’avrebbe mai detto che in fondo era così semplice ottenerla? Idiota che non sono altro!


N.B.: sia chiaro, per gli eventuali “liberisti” o “benaltristi” all’ascolto, che personalmente non sono affatto contrario a nulla, se fatto con criterio, buon senso, onestà e consapevolezza di quanto si realizza, sia in senso intellettuale che materiale – anzi, ben vengano eventi del genere, nel caso. Ma sostenere emerite e degradanti cazzate come quella lì sopra pubblicizzata, che fornisce subito il “metro filosofico” dell’iniziativa in questione, è un atto di ipocrita e scellerata disonestà civica che può fare più danno, in prospettiva, di una violenta tromba d’aria. Sempre a mio personale parere, ribadisco.

Come e cosa sarà il web di domani? Ce lo svela Dario Bonacina questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio!

Questa sera, 5 novembre duemila18, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 3a puntata della stagione 2018/2019 di RADIO THULE, intitolata “Meglio conoscere oggi il web di domani”!

Inutile negarlo: siamo donne, uomini, individui, cittadini ma pure, e sempre di più, utenti della rete. Sul web passiamo molte ore tutti i giorni, ci “incontriamo”, parliamo, discutiamo, ci informiamo, vediamo, ascoltiamo, compriamo, qualcuno si sposa o divorzia, pure…  Social network, siti d’informazione e di influencer marketing, negozi on line, piattaforme multimediali a interattività sempre maggiore, smartphone e tablet eternamente connessi sono sempre più gli ambiti e gli strumenti nei quali/coi quali ci manifestiamo, nuove pubbliche piazze, nuove residenze virtuali presso le quali trovarci. Ma, posta tutta questa pervasività della rete nella nostra vita quotidiana, in verità dove sta andando il web? Come si sta evolvendo? Facebook ha cominciato il suo declino? Che social network monopolizzerà la rete nei prossimi anni? Quanto ancora oltre rispetto ad ora si spingeranno la multimedialità e l’interattività degli utenti con il web? La TV per come la conosciamo oggi ha gli anni contati? Cosa faranno domani gli smartphone per noi (o contro di noi)?
Temi tanto intriganti quanto importanti, questi, dei quali si disserterà in questa puntata di RADIO THULE, alle ore 21 in FM e streaming su RCI Radio, con un ospite prestigioso e qualificato: Dario Bonacina, tecnico informatico, esperto di new technologies e cultura digitale, articolista per numerose testate del settore e, in questa puntata, nostra preziosa guida nel futuro della rete, e in fondo di noi tutti.

Dunque mi raccomando: appuntamento a stasera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi già l’appuntamento sul calendario: lunedì 19 novembre, ore 21.00, la prossima puntata di RADIO THULE! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Il futuro del web? Comincia lunedì in RADIO THULE, su RCI Radio!

Il web, ovvero il mondo virtuale nel quale sempre più “viviamo” ovvero ci “manifestiamo”, giorno dopo giorno, tra social network, siti d’informazione e di influencer marketing, negozi on line, piattaforme multimediali a interattività sempre maggiore… Ma in verità dove sta andando, il web? Come si sta evolvendo? Facebook ha cominciato il suo declino? Che social network monopolizzerà la rete nei prossimi anni? Quanto ancora oltre rispetto ad ora si spingeranno la multimedialità e l’interattività degli utenti con il web? La TV per come la conosciamo oggi ha gli anni contati?
Temi tanto intriganti quanto importanti, questi, dei quali si disserterà nella prossima puntata di RADIO THULE, lunedì 5 novembre alle ore 21 in FM e streaming su RCI Radio, con un ospite prestigioso e qualificato
Save the date e occhio al blog, che a breve ne saprete di più!

Make America great aHAHAHAHAHAgain!

Bisogna certamente riconoscerglielo all’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, quello che Make America great again, “rendiamo l’America di nuovo grande” (le immagini lo dimostrano bene, no?), modello ideale di questa nuova schiera di leader mondiali le cui capacità affabulatorie sono inversamente proporzionali a quelle politiche, e dunque il riconoscimento vada anche agli altri sparsi per il pianeta – ecco, dicevo, bisogna riconoscergli di essere un rappresentante perfetto del mondo contemporaneo, fatto di slogan, di talk TV, di fake news, di tweet, post e like e di tutte le altre cose che con la “politica” nel senso autentico del termine, quella che (per semplificare tanto quanto per essere chiari) dovrebbe servire a far funzionare al meglio una società, insomma, non c’entrano nulla di nulla, anzi, vi sono palesemente antitetiche ma che dalla loro totale illusorietà sono state assurte e proclamate a regole e verità. Be’, che diamine, è forte ‘sto presidente, anzi, è un genio del “marketing”, non c’è che dire!

Eppoi, semmai, sarebbe veramente da sorprendersi se, in considerazione dello stato in cui versano certi paesi e delle condizioni culturali delle loro comunità sociali, vi fossero altri leader non conformi allo status quo, appunto. È giusto così, non può essere altrimenti, e tutto il resto ne è logica – profondamente logica – conseguenza. Nel bene e, soprattutto, nel male.

In ogni caso, sul serio, non pensavo che il mondo potesse diventare con tanta rapidità così divertente… o ridicolo, bizzarro, comico, grottesco, vede voi come definirlo – a me, ribadisco, fa molto “ridere”! Sempre che non abbia ragione chi sostiene che questo nostro mondo non sia altro che un esperimento di “realtà virtuale” messo in atto da qualche avanzatissima civiltà aliena (non sto affatto vaneggiando: al riguardo leggete un po’ qui) con lo scopo, ad esempio, di studiare fino a che punto possa giungere l’irrazionalità di una razza “intelligente” o presumibilmente tale, e dove si situi la dead line ovvero il “punto di non ritorno”.

Comunque, io mi diverto un sacco e rido. Bakuninianamente, certo.