Il mondo salverà il mondo #16

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#16: Thomas Thomson, Early Spring (Inizio di primavera), 1917.

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Il mondo salverà il mondo #15

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#15: Nándor Katona (Nathan Ferdinand Kleinberger), Včasná jar v Tatrách (Inizio di primavera nei Tatra), 1910.

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I confini prima dell’alba

Cinquanta ettari di terra: ecco, secondo l’impiegato della contea, a quanto ammonta il mio dominio mondano. Ma L’impiegato è un tipo un po’ pigro, e non dà mai un’ occhiata ai suoi registri prima delle nove del mattino. Ciò che essi gli mostrerebbero al sorgere del sole è il tema ora in discussione.
Registri o no, un fatto è certo, sia per il mio cane che per me: prima dell’alba io sono l’unico proprietario di tutti gli ettari di terra sui quali riesco a camminare.
Non sono solo i confini a scomparire, ma l’idea stessa di essere confinato. Distese sconosciute agli atti o alle mappe divengono note a ogni alba, e la solitudine – che sembra non esistere più in questa contea – abbraccia ogni palmo di terra sul quale la rugiada stende il suo velo.

(Aldo LeopoldPensare come una montagna. A Sand County Almanac, traduzione di Andrea Roveda, Piano B Edizioni, 2019, pagg.58.)

Il mondo salverà il mondo #14

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#14: Vincenzo Schiavio, Mattino al Lago delle Forbici, 1922

Il mondo salverà il mondo #13

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#13: Nikolai Astrup, Vår med hvit hest (Primavera con cavallo bianco), 1914/1915