Un politico senza un suo volto preciso

Era uno di quegli uomini politici senza un suo volto preciso, senza convinzioni proprie, senza grandi mezzi, senza ardimento e senza una seria preparazione, un avvocatuccio di provincia, un simpatico figurino nella sua cittaduzza, un furbacchiotto che sapeva barcamenarsi fra i partiti estremisti, una specie di gesuita repubblicano e di fungo liberale di dubbia commestibilità, come ne spuntano a bizzeffe sul letamaio popolare del suffragio universale.

(Guy de Maupassant, Bel-Ami, traduzione di Giorgio Caproni, Rizzoli, 2012; 1a ed.orig.1885.)

P.S.: Maupassant lo scrisse nel 1885, questo brano, ma sembra il ritratto di un politico contemporaneo, vero? “Un” articolo indeterminativo ma nemmeno troppo, per come a me, non so a voi, ma uno cosi, praticamente uguale, mi viene proprio in mente. Già.

La “cura” della politica

(Photo credit: E. Tritschler, 1908, https://wellcomecollection.org/works/wu29r4y5 – CC BY 4.0 [https://creativecommons.org/licenses/by/4.0])
La “politica”, per definizione, è l’arte di governare la società. Ovvero, il politico è colui che dovrebbe ben curare la cosa pubblica, un compito di cui la società ha bisogno per progredire al meglio.

Però in Italia no. In Italia la definizione si è ribaltata: è la società che dovrebbe far ben curare il politico. Medicalmente, intendo dire, perché è evidente che ve ne sia bisogno, per il miglior progresso della società.

Ecco.

L’ignoranza è vanesia

(Photo credit: https://pixabay.com/it/users/ben_kerckx-69781/)
È sempre parecchio interessante e al contempo significativo (e pure un po’ inquietante, a dire il vero) constatare come le persone veramente intelligenti e colte non danno mai a vedere di esserlo se non per qualche buon (e utile) motivo, le persone incolte e ignoranti fanno di tutto per dimostrare quanto lo siano anche quando non ne avrebbero motivo.

Squola di politica

Ma, io mi chiedo, i politici italiani – tanti di loro, non tutti, ma molti (troppi, comunque) – per palesare una tale e totale incompetenza politica e incapacità amministrativa, hanno frequentato qualche particolare “scuola”?

Non so, ad esempio il PIRLA (Perverso Istituto per il Reclutamento di Laidi Amministratori), oppure l’IDIOTA (Istituto Didattica e Insegnamento di Ottusa Turpitudine Amministrativa) o ancora la PUPU (Pubblica Università di Politica Untuosa)… perché, i casi sono due: o il panorama politico nostrano, sia a livello locale che nazionale, funge da attrattore per innumerevoli inetti e cialtroni d’ogni sorta, sparsi qui e là per ogni formazione politica in attività, oppure non so dove ma ci deve essere qualche sorta di scuola, appunto. Nella quale evidentemente il tasso di “promozioni” è assai elevato, già.