Festival? Sanremo?

Qualche sera fa sono in casa di amici i quali, malauguratamente per loro, ancora posseggono e guardano la TV. Il canale su cui è sintonizzata trasmette dei messaggi pubblicitari tra i quali ne scorgo uno che attira la mia attenzione*, e ciò più che altro perché penso di aver capito male il messaggio relativo. Lo seguo con maggior concentrazione, dunque, e bastano pochi altri attimi per convincermi che no, non avevo capito male, quello spot sta veramente annunciando l’imminenza di un “certo” evento – di quel solito evento nazional-popolare tipico di questo periodo, che rende ormai altrettanto tipico il personale sconcerto…

Ma come?! Pure quest’anno lo fanno, il Festival di Sanremo???
Ohmmamma!

P.S. #1: peraltro, uno spot di una banalità e stupidità notevolissime.

P.S. #2: l’immagine in testa al post si riferisce al festival sanremese serio, ça va sans dire.

 

Xenofobia e sfascio sociale

Comunque, vorrei ricordare che i fenomeni di xenofobia, intolleranza politica, religiosa, etnica, razzismo, sono tipici delle società in rapida decadenza sociale, culturale e identitaria, prossime alla rovina e allo sfascio, la storia lo insegna in modo indubitabile. È paradossale – o forse non lo è affatto ma emblematico – che a caratterizzarsi da quei fenomeni siano le parti dichiaratamente nazionaliste, sovraniste, neo o postfasciste, ovvero quelle che si impongono come baluardo della cultura e dell’identità delle società in cui si muovono quando invece di tali elementi rappresentano il degrado e l’inesorabile declino. Gli stessi effetti, in fondo, causati all’opposto dalla globalizzazione più cieca e spinta, quella che pretende di assoggettare a sé qualsiasi patrimonio identitario culturale comune pur strutturatosi nel tempo, dimostrando con ciò una consueta e perniciosa situazione: le due facce della stessa medaglia – a sancire un identico, inevitabile declino civile.

Il cielo di oggi

Oggi qui è una di quelle giornate che, se gli eredi di Vito Pallavicini potessero chiederne i proporzionali “diritti” artistico-cromatico-celesti, camperebbero da supermilionari per generazioni.

(Sì, adesso ve lo dico chi è: Vito Pallavicini è l’autore del testo di Azzurro, una delle canzoni pop italiane più famose di sempre, musicata da Paolo Conte e Michele Virano quindi portata al successo imperituro da Adriano Celentano. Ecco.)

(P.S.: ah, dimenticavo… fate clic sull’immagine!)

Il periodo migliore

Non è mai il momento giusto per morire, inutile rimarcarlo. Ma, a quanto pare, forse ci sono periodi “migliori” per farlo.
Tipo questo, guarda caso. E con “eleganza”, pure.

In fondo lo sosteneva Thomas Mann, ne La Montagna incantata: «La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.» Ecco, infatti!