I diritti degli animali (e i doveri dell’uomo)

[Foto di Angelo Giordano da Pixabay]

I diritti degli animali sono la forma più pura di difesa della giustizia sociale perché gli animali sono i più vulnerabili di tutti gli oppressi.

(Isaac B. Singer, citato da Jonathan Safran Foer in Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?, traduzione di Irene Abigail Piccinini, Guanda, Parma, 2010, pagg.229-230.)

N.B.: cliccando qui potrete leggere un articolo di “Fanpage.it” che illustra alcune modalità per aiutare il salvataggio dei koala e della fauna selvatica australiana dagli incendi che stanno devastando l’isola. Non è solo bello e importante farlo ma, mi viene da dire, è soprattutto umano, veramente, pienamente. Rispetto a quanto sia troppo spesso inumano l’uomo nei confronti degli animali.

I turisti coi macchinoni

I turisti arrivano con le loro belle macchine sulla strada sterrata che è stata sistemata in primavera, si fermano alla staccionata davanti alla baita e suonano il clacson, suonano e guardano il colle sopra la baita dove sono sdraiati sul prato il bovaio e il porcaio, e si sbracciano finché non si rassegnano a scendere dalla macchina per aprire la staccionata e proseguire. Venti minuti dopo ripercorrono lo stesso tratto in retromarcia perché la strada non arriva molto più avanti e non c’è spazio per fare inversione coi macchinoni, e devono fermarsi a riaprire la staccionata che avevano lasciato aperta e adesso è di nuovo chiusa. I pastori sono sdraiati nell’erba sul colle sopra la baita e fanno ciao ai turisti con la mano.

(Arno Camenisch, Sez Ner, Edizioni Casagrande, 2009, pag.12.)

Margini spaziosi

Quando compro un libro, mi preoccupo sempre che abbia margini spaziosi: e non tanto per amore della cosa in sé, che pure fa piacere, quanto per l’opportunità che il margine ampio mi offre di scrivervi a matita le idee che mi vengono; se sono d’accordo o se ho opinioni divergenti, e, in generale, brevi commenti critici.

[Photo credit: W.S. Hartshorn – LoC “Famous People” collection, Library of Congress, Prints and Photographs Division, Reproduction Number: LC-USZ62-10610, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=23384 ]
(Edgar Allan Poe, Marginalia, in La filosofia della composizione, 1a ediz. 1846.)

(Dedicato a tutti quelli che, come me, riempiono le pagine dei libri che stanno leggendo di segni, sottolineature, note, appunti, rimandi e quant’altro che serva loro per far proprio il testo letto ma pure come forma di “appropriazione” dell’oggetto-libro, come “firma rivendicativa” e identificante riguardo il suo valore letterario, artistico, culturale, intellettuale e la relazione che con esso, i suoi contenuti e magari – in modo immateriale – il suo autore il lettore intesse.)

La più vecchia della valle è la gelosia

Cosa c’è di nuovo in paese, chiede a sua volta il Luis. Nuot, niente di niente e, quel ch’è peggio, è rimasto tutto uguale. Spetta un attimo, dice il Luis, e va nella stalla. Guarda cos’ho qui. Porge un bicchiere pieno al bovaio. Non hai tutti i torti, dice sorridendo tra la barba grigia di tre giorni. Giù in paese la vicina ha tagliato le teste dei girasoli di mia moglie, zac, dice. La sua bisnonna diceva sempre che la valle è stretta e che la più vecchia della valle è la gelosia. Riaccende il Rössli che si è spento. Suo nonno però diceva che contro la gelosia c’è solo un rimedio, ed è spaccar legna. Contro la gelosia non c’è che da spaccar legna.

(Arno Camenisch, Sez Ner, Edizioni Casagrande, 2009, pag.48.)

Come se la politica non fosse mai esistita

Ecco, a me, devo dire, piacerebbe moltissimo che qualche politico, di governo o di opposizione, facesse un discorso simile a quello che il poeta Iosif Brodskij ha fatto in occasione della cerimonia annuale per il conferimento delle lauree all’università del Michigan nel 1988, quando ha detto: «La sola cosa che di sicuro capiterà al mondo é di diventare più grande, vale a dire più popolato senza crescere di dimensioni. Non conta con quanta onesta l’uomo che avete eletto prometterà di suddividere la torta, questa non crescerà di dimensioni; in effetti, le porzioni sono destinate a diventare più piccole. Alla luce – o, piuttosto, all’oscurità – di ciò, dovreste far conto sulla cucina di casa vostra, vale a dire prendervi cura voi del mondo».
Sembra incredibile, ma è come se la profezia di Brodskij si fosse avverata: il mondo è diventato più popolato e, indipendentemente dall’onestà di quelli che abbiamo eletto, è ora che ce ne prendiamo cura noi, forse, come se la politica non fosse mai esistita.

(Paolo Nori, La grande Russia portatile, Salani Editore, 2018, pag.160.)

P.S.: ecco, questo indicato da Brodskij e citato da Nori sarebbe un ottimo proposito da realizzare nell’anno appena iniziato, prenderci finalmente cura noi del nostro mondo, mandando al diavolo tutti (e ribadisco, tutti) questi ignobili politicanti, come se la loro bieca politica non possa e non debba più esistere. Già.