Un viaggio letterario con 11 Cavalieri – e Alberto Boni, questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio!

radio-radio-thuleQuesta sera, 6 febbraio duemila17, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 9a puntata della XIII stagione 2016/2017 di RADIO THULE!
Una puntata intitolata Un viaggio letterario con 11 cavalieri: cavalieri di un antico cenacolo posto a difesa del più grande segreto del cristianesimo, insieme a un arcano ordine monastico che custodisce un vecchio manoscritto con – nuovamente – 11 profezie… e poi una serie di omicidi in alcuni dei luoghi di culto più affascinanti e misteriosi d’Europa, un’indagine che rapidamente vira verso l’ignoto e che diviene paradigmatica dell’atavica lotta tra il bene e il male, hqdefaultfornendo una particolare chiave di lettura di alcuni eventi che hanno caratterizzato i primi anni di questo nuovo secolo… Sono questi alcuni degli ingredienti de Il Ciclo degli 11, il thriller storico-esoterico appena pubblicato per Senso Inverso Edizioni dallo scrittore bolognese Alberto Boni e già alquanto apprezzato da critica e pubblico. Boni, prestigioso ospite di questa puntata, ci accompagnerà alla scoperta del suo romanzo, della sua scrittura e del proprio studio delle tematiche storico-religiose, in una chiacchierata che sarà come compiere un viaggio nello spazio, nel tempo e nella letteratura contemporanea…

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
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Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

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Björn Larsson, “I poeti morti non scrivono gialli”

cop_Poeti-morti-non-scrivono-gialliUno dei (tanti) motivi che negli anni mi hanno reso un grande e appassionato cultore della letteratura scandinava, è senza dubbio l’aver constatato la notevole duttilità letteraria dei suoi autori, che senza mai esondare troppo (o facendolo in modo non certo drastico) dall’alveo del peculiare stile iperboreo, lineare e pacato tanto da apparire quasi freddo (ovvia banalità, questa, alla quale tuttavia può venire da pensare) eppure sovente profondissimo come pochi altri, oltre che dal proprio personale mood narrativo, sanno costruire storie a volte molto diverse l’una dall’altra. E fate conto che quando scrivo “letteratura scandinava”, non faccio proprio riferimento alla giallistica di lassù, genere che identifica quel panorama letterario in maniera principale se non esclusiva nel sentore popolare. In verità di gialli nordici ne ho letti proprio pochi, semmai essendo ben più attratto da tutta l’altra narrativa, ovvero da quella che, per così dire, affonda maggiormente le proprie radici nella società scandinava e di essa racconta la (più o meno romanzata) realtà, più che storie di delitti, assassini, poliziotti di qualsivoglia taglia e tutto il resto.
Björn Larsson ad esempio – senza dubbio uno dei più noti scrittori svedesi contemporanei, piuttosto conosciuto anche in Italia dove giunge spesso in veste di autore o di velista (e infatti parla un più che discreto italiano, come ho potuto personalmente appurare incontrandolo qualche anno fa al Salone del Libro di Torino) – non si può certo definire un “giallista”, considerando quanto ha scritto e pubblicato nella sua carriera. I poeti morti non scrivono gialli, ultimo romanzo edito dalle nostre parti al momento in cui vi scrivo queste mie impressioni (Iperborea 2011 – 2010 l’edizione originale svedese, collana “Ombre”, traduzione di Katia De Marco) esce con un sottotitolo strano, “Una specie di giallo”, quasi che l’editore voglia da subito far capire che, se pur questa volta Larsson si è accostato al vasto mondo del romanzo poliziesco, non vi è poi entrato, o almeno non del tutto, diversificando la propria storia da quelle che “gialle” lo sono in toto e non per soltanto chissà quale specie

Leggete la recensione completa di I poeti morti non scrivono gialli cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Agatha Christie, “Dieci piccoli indiani”

cop_diecipiccoliindianiLo so, lo so bene, qualcuno di voi potrebbe fin da subito pensare: beh, e chi è costui (cioè lo scrivente) per disquisire di e su Agatha Christie, ovvero sull’autrice inglese più tradotta della storia – anche più di Shakespeare! – e sui suoi celeberrimi romanzi gialli, peraltro senza scrivere cose che già altri nel tempo hanno scritto, nelle decine di milioni di pagine che si possono rintracciare sulla Regina assoluta della giallistica d’ogni tempo, dentro e fuori dal web? Vero, lo ribadisco, e ne sono ben conscio, tanto più che lo scrivente non si può nemmeno definire un così grande esperto di letteratura gialla…
Ma proprio questo è il punto. In verità ho letto in passato molti romanzi gialli, e di sfumature diverse – dal paglierino meno intenso al nero più cupo – e dovendo ora impegnarmi in un nuovo progetto letterario (e poi, mi auguro, editoriale) proprio di genere giallo (ma del tutto particolare, come nel mio stile), mi sono stilato una sorta di approfondito piano di studio della materia, dal punto di vista storico, tecnico e, naturalmente, letterario, al fine di conseguirne una conoscenza il più possibile dettagliata e intima. In quest’ottica, leggere Agatha Christie è veramente come imparare i nodi marinari per chi voglia attraversare l’oceano in barca a vela: è la base fondamentale del romanzo giallo, e il faro da cui farsi maggiormente illuminare e da seguire per poter imboccare la rotta migliore possibile.
Mi preme infatti qui mettere in evidenza proprio questa notevole peculiarità che un’autrice come la Christie ha, rispetto al genere letterario che più ha prodotto nella sua lunga e prolifica carriera: la valenza didattica di molti suoi romanzi. Proprio come Dieci piccoli indiani (Mondadori, con traduzione di Beata Della Frattina e con prefazione e postfazione di Alex R. Falzon), romanzo ritenuto a tutt’oggi uno dei massimi esempi di “giallo classico” e dunque vera e propria scuola per chiunque voglia e debba maneggiare la letteratura di tal genere…

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