Dalla gioia alla melodia e dalla melodia alla gioia – con Giuseppe Capoferri nell’ultima puntata della stagione di RADIO THULE!

Questa sera, 25 giugno duemila18, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 14a e ultima puntata della stagione 2017/2018 di RADIO THULE, intitolata “Dalla gioia alla melodia!

Rabindranath Tagore ha scritto che “Colui che canta passa dalla gioia alla melodia, colui che ascolta, dalla melodia alla gioia: viene da qui il titolo di questa ultima puntata della stagione 2017/2018 di RADIO THULE, che si chiude veramente alla grande con un prestigiosissimo ospite: il celebre baritono Giuseppe Capoferri. Ancora giovane eppure già dotato di un notevole curriculum e di un repertorio assai ampio, artista in forza a grandi teatri italiani e stranieri (Regio di Torino, Opernhaus di Zurigo, Scala di Milano…) con le quali tournée ha calcato i palchi di tutto il mondo, Capoferri ci guiderà alla scoperta di un mondo artistico e musicale tanto celebrato quanto per molti aspetti poco noto al grande pubblico, e di una professione che, proprio come ha scritto Tagore nella citazione iniziale, riesce a coinvolgere artista e pubblico in un unico ambito di gioia e di godimento. Professione di grande fascino ma che comporta altrettanto grandi sacrifici e un costante impegno, ma pure una pratica artistica profondamente legata al patrimonio culturale nazionale e assai emblematica, sotto diversi aspetti (a volte antitetici), dello stato della cultura in Italia.
Il tutto, e mai come in questa occasione, con l’accompagnamento di una selezione musicale di altissima qualità e fascino assoluto, visto il grande ospite! Una puntata imperdibile, insomma, prima che (è il caso di dirlo) il sipario cali sulla stagione radiofonica 2017/2018! E, in fondo, a ottobre mancano solo pochi mesi…

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi l’appuntamento sul calendario (salvo imprevisti): lunedì 8 ottobre 2018, ore 21.00, l’inizio della nuova, 15a stagione di RADIO THULE! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Questa sera, ore 21.30, a Carenno (LC), vi aspetta(no) “I Tesori della DOL”!

Questa sera alle ore 21.30, a Carenno (Lecco), presso il secentesco Oratorio di San Domenico (visitabile per l’occasione), all’aperto sotto le stelle in un bellissimo prato a forma di arena circondato dai meravigliosi boschi dei monti dell’Alta Val San Martino, ai piedi della Dorsale dell’Albenza, con un lauto rinfresco e la possibilità di acquistare libri e cartine dei sentieri della zona… tutto questo per I Tesori della DOL, l’emozionante film di Carlo Limonta che di queste montagne narra tutta la bellezza e molto molto altro.
Be’, per rendere indimenticabile una serata d’inizio estate, cosa si potrebbe volere di più?

Siateci, ne vale assolutamente la pena!

Info: qui o qui.

Radio Thule, lunedì 25/06: un GRAN finale di stagione!

Lunedì prossimo 25 giugno, alle ore 21.00 live su RCI Radio, andrà in scena l’ultima puntata della stagione 2017/2018 di RADIO THULE! E non a caso, ovvero in modo assolutamente appropriato, è qui il caso di dire “in scena”, perché la stagione chiuderà alla grande con un ospite altrettanto grande e prestigioso, che ha calcato ed è protagonista di alcune delle scene più importanti del panorama artistico internazionale. Insomma, per restare in tema (gergale, anche): un gran finale di stagione, senza dubbio da non perdere!

Seguite il blog per avere a breve ulteriori informazione, e mi raccomando: save the date!

“I Tesori della DOL”, un film imperdibile. Punto.

Potreste forse pensare che quanto state per leggere, ovvero quanto ho scritto e affermo in questo post, sia perché sono per molti aspetti parte “interessata”, ma nel caso vi dico che, fosse pure così, amen. Dacché la verità è che I Tesori della DOL, il film di Carlo Limonta – con i testi di Ruggero Meles magistralmente “recitati” da Luca Radaelli – che racconta la bellezza geografica, umana e culturale della Dorsale Orobica Lecchese narrandone il trekking de “In Viaggio sulle Orobie” che l’ha percorsa la scorsa estate, è al di là di tutto un film veramente imperdibile.

E, affermando ciò, credo sia inutile denotare perché lo sia, elencandone gli innumerevoli pregi con il necessario sfoggio di aggettivi che, pur del tutto obiettivi e significanti, resterebbero meramente tali se non correlati alla diretta visione del film che descrivono. È un film da vedere, punto. Perché – se proprio devo aggiungere dell’altro – racconta di un territorio di montagna altrettanto da vedere da conoscere ed esplorare, nel quale camminare, vagare, fermarsi poche ore o tanti giorni, dal quale lasciarsi meravigliare, stupire, emozionare, del quale restare sbalorditi constatando quanti veri e propri tesori offra.

E se volete capire perché posso dire ciò, della DOL… beh, non potete che vedere il film – venerdì prossimo alle 21.30 a Carenno. Insomma: il circolo più virtuoso che si potrebbe immaginare, per di più in una location che a sua volta vi meraviglierà e accrescerà oltre modo le emozioni. Come vedere un film stando dentro il film stesso: un qualcosa di imperdibile, appunto!

Meteoroscopi

Ormai, certi bollettini delle previsioni meteorologiche assomigliano più agli oroscopi sui magazine di gossip, che ad altro. Con una sola differenza: che i secondi probabilmente c’azzeccano più dei primi.
Non tutti sono così, sia chiaro, ma tanti sì, certamente troppi: i servizi di previsione meteorologica seri si contano sulle dita due due mani, non di più.

D’altro canto, quanto rimarcato accade perché troppe persone ai quei bollettini meteo farlocchi ci credono e se ne fanno condizionare, esattamente come dalle ridicole predizioni di tanti sedicenti astrologi, con quell’atteggiamento tutto italiota che dà importanza alle cose francamente meno importanti, sopravvalutandole, ingigantendole, travisandole – l’Italia è sempre più una Repubblica fondata sulle fake news! – ignorando invece ciò che conta veramente. Così noi, vanagloriosi e iper-tecnologici uomini italici del XXI° secolo, col tutto il nostro crederci tanto bravi e tanto furbi, ci facciamo spaventare da un acquazzone o da una leggera nevicata: ad esempio al punto da diventare piuttosto invisi ai custodi dei rifugi alpini, che puntualmente si vedono disdire le prenotazioni effettuate dagli italiani all’annuncio (sovente sbagliato) di brutto tempo, mentre gli stranieri non ci fanno caso, anzi, a volte preferiscono condizioni perturbate perché più esperienziali, maggiormente capaci di rendere ancor più fascinoso il paesaggio alpestre e perché, francamente, sarebbe anche del tutto normale che a volte ci sia il Sole e a volte la pioggia, e dunque altrettanto normale adeguarcisi. A meno che non si preferisca un clima da deserto, senza più acqua nei fiumi e nei rubinetti di casa ma con tante giornate di bel tempo da sfruttare per… starsene al chiuso in un centro commerciale, ecco. Dacché purtroppo finisce così, in molti casi.

E se la cosa migliore per saperci adeguare a qualsiasi condizione meteorologica, senza che nessuna di esse – salvo casi estremi e parimenti assai rari – ci condizioni più di quanto sia il caso, fosse proprio quella di non sapere in anticipo che tempo farà? A cosa servono, in effetti, certi bollettini meteo sovente privi di rigore scientifico se non a suggestionarci e inquietarci, oltre che a mandare in bestia gli operatori del turismo quand’essi si rivelino pure errati? Per restare nel tema citato poc’anzi, li dovevate sentire, qualche settimana fa, gli improperi di un amico rifugista sulle Alpi, profusi in mia presenza durante un pomeriggio di cielo sereno e clima gradevolissimo ma senza clientela (a parte 3 o 4 persone, me incluso) per via delle previsioni che davano per certi acquazzoni e temporali! E anche fosse andata così: mai sentita – anzi, mai fiutata la meravigliosa messe di olezzi d’ogni sorta, ma tutti stupefacenti, che rilascia il sottobosco durante e dopo la pioggia? Mai visto il luccicore abbagliante dell’erba dei prati? E lo spettacolare rincorrersi delle nubi tra le vette montane, o l’atmosfera fiabesca e i magici chiaroscuri d’un bosco avvolto dalla nebbia? In fondo, nel caso, esistono i radar meteorologici in grado di evidenziare, in tempo reale, l’arrivo d’un fronte temporalesco o d’una perturbazione più forte di altre, e dunque la necessità di pensare a un riparo presso cui sostare in attesa che l’eventuale burrasca passi…

D’altronde, la variabilità meteorologica è un elemento fondamentale della vitalità della Natura: il problema non è affatto dato dalla possibilità di beccarsi una lavata per via d’un acquazzone, ma dalla ormai conclamata impossibilità di saperci adeguare a qualsiasi condizione meteorologica – per di più con tutta la tecnologia dei capi di vestiario odierni e la relativa protezione a disposizione. Non è il cielo che scarica pioggia a non essere normale, siamo noi che ci facciamo condizionare da una previsione meteo a esserlo.

Ma in effetti, a pensarci bene, non dovrei sorprendermi più di tanto: se ancora oggi, nell’anno di grazia (?) 2018, c’è gente che crede agli oroscopi sui giornali ovvero, addirittura, che con belle giornate di Sole e clima gradevole passa il tempo libero nei centri commerciali e in altri non luoghi simili…

P.S.: per la cronaca, riguardo all’immagine in testa al post, l’inverno 2017/2018 ha presentato una temperatura media di 0.3° superiore alla media trentennale di riferimento (vedi qui). Eh!

P.S.2: se avete un ragno sul terrazzo di casa, piuttosto che schifarlo e ucciderlo (non vi ha fatto nulla, anzi, aiuta a eliminare insetti fastidiosi) tenetelo controllato: se tesse la tela, il bel tempo è assicurato; se non la tesse e se ne fermo al centro, probabilmente pioverà. Credetemi: è un meteorologo la cui affidabilità nessun satellite, supercomputer o elaboratissimo modello previsionale sanno ancora eguagliare.