Gillo Dorfles (1910-2018)

Ci sarebbe tutto un lavorio da svolgere, a cominciare dall’educazione artistica e musicale dei bambini. Ma siamo ai minimi termini da un punto di vista pedagogico. Comunque non bisogna rassegnarsi. La forza della sensibilità estetica – senza barriere di generi e linguaggi e applicata al quotidiano – è indispensabile per contrastare la dittatura dello sgradevole.

(Gillo Dorfles, da Italia disunita e senza stile dove ormai è in vigore la dittatura dello sgradevole, L’Unità, 11 aprile 2010, intervista di Bruno Gravagnuolo.)

Parte sostanziale della grandezza dei più insigni intellettuali – ovvero di quelle figure per le quali tale termine sia assolutamente sensato e giustificato – è da sempre anche la dote di saper condensare il senso e l’essenza di un momento storico, una disciplina umana, un ambito culturale e sociale, modus vivendi e cogitandi e ogni altra cosa simile in poche e perfette parole, capaci di riassumere concetti chiari e determinati e, al contempo, di essere fonte di innumerevoli altre conseguenti riflessioni, meditazioni, nozioni, conoscenze, saperi.

Gillo Dorfles ha saputo fare ciò, e lo ha fatto lungo l’intero secolo scorso e in questi primi anni del nuovo millennio con un’acutezza intellettuale più unica che rara, non solo negli ambiti di sua competenza ma nella visione e nella considerazione di ogni altra realtà con la quale decidesse di interagire. Si veda ad esempio quella definizione, “dittatura dello sgradevole”, tanto sublime quanto drammaticamente perfetta per descrivere in breve tanta (troppa) parte dell’odierna situazione italiana – tanto più proprio in queste ore di ennesima messinscena elettorale (o pseudo tale)!

E posto che di figure per le quali il termine “intellettuale” sopra risulti sensato e giustificato/giustificabile ce ne sono sempre meno, la dipartita di un personaggio come Dorfles lascia un altro triste spazio vuoto, in senso culturale e umano, nonché difficilmente – forse impassibilmente  – colmabile, per questo nostro barcollante paese.

Flaiano semper docet!

Tornare a leggere il grandissimo Ennio Flaiano (lo sto facendo con il suo Diario Notturno, come forse avrete notato) in questo particolare periodo per il paese – periodo di campagne elettorali e votazioni imminenti, nel quale l’Italia riesce sempre (e sempre più) a dare il peggio di sé – è veramente significativo. Non solo ci si rende nuovamente e inequivocabilmente conto di come la situazione politica in Italia è sempre più grave ma sempre meno seria (Flaiano scrisse quel suo famoso aforisma nel Taccuino del 1954!), anzi: ci si capacità del fatto che non c’è alcuna via di salvezza, da essa. Almeno per chi o cosa continui a esserne sottoposto, per necessità o (peggio) per scelta. Semmai, come già dissi qui, l’unica possibilità di salvezza è dalla parte opposta. Totalmente opposta.

Del teatro, o della più sincera “menzogna” – con Luca Radaelli, questa sera in Radio Thule!

Questa sera26 febbraio duemila18, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 7a puntata della stagione 2017/2018 di RADIO THULE, intitolata Il menzognero entusiasta!

Il grande regista statunitense Joseph Mankiewicz ha scritto di pensare che, “storicamente, l’attore possa aver preceduto il fuoco, la ruota, l’ascia, la mazza — ogni importante manifestazione della creatività umana, davvero — tranne forse l’omicidio e il far baccano”. Ovvero, che il “recitare una parte” sia un atto antropologico fondamentale per l’essere umano, almeno nella forma; poi, per far che diventi “sostanza”, quell’atto deve diventare arte, elevandosi dall’ordinario per diventare straordinario e offrire una visione e una narrazione del mondo, della vita, della natura umana e di ogni altra cosa superiori, appunto, a quella convenzionale. È una “mutazione artistica” affascinante, intrigante e ricolma di significati, che in questa puntata di RADIO THULE, avremo la fortuna di conoscere meglio grazie alla presenza in studio di un mirabile attore, regista, sceneggiatore, e persona di altrettanto valore umano: Luca Radaelli.

Con lui – per così dire – “saliremo” sul palco, “guarderemo” verso la platea e verso il mondo intorno, cercheremo di capire come una vita dedicata al teatro possa fare della recitazione una lunga e appassionata dedica alla vita. “Menzognera”, certo, eppure molto più sincera e obiettiva di tante altre “rappresentazioni” quotidiane. E sempre entusiasta – nonché entusiasmante.

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, quiStay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione,

E l’ospite della prossima puntata di RADIO THULE è…

Il grande regista statunitense Joseph Mankiewicz ha scritto di pensare che, “storicamente, l’attore possa aver preceduto il fuoco, la ruota, l’ascia, la mazza — ogni importante manifestazione della creatività umana, davvero — tranne forse l’omicidio e il far baccano”. Ovvero, che il “recitare una parte” sia un atto antropologico fondamentale per l’essere umano, almeno nella forma; poi, per far che diventi “sostanza”, quell’atto deve diventare arte, elevandosi dall’ordinario per diventare straordinario e offrire una visione e una narrazione del mondo, della vita, della natura umana e di ogni altra cosa superiori, appunto, a quella convenzionale.

È una “mutazione artistica” affascinante, intrigante e ricolma di significati, che nella puntata di RADIO THULE di lunedì 26 febbraio prossimo, in diretta su RCI Radio, avremo la fortuna di conoscere meglio grazie alla presenza in studio di un mirabile attore, regista, sceneggiatore, e persona di altrettanto valore umano: Luca Radaelli.
Sarà dunque lui il prossimo ospite di RADIO THULE: lunedì 26/02, ore 21, RCI Radio. Save the date, e non mancate!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Il politico perfetto (pt.2)

In un’ennesima occasione – stavolta istituzionale e riservata – ho invece conosciuto un altro politico, anch’egli parlamentare d’un partito dei più preminenti e localmente assai popolare il quale, a differenza di quello di cui vi dicevo qui, si distingueva in tutt’altro modo: presente ma palesemente assente, tentennante, lo sguardo stranito, quasi in soggezione verso chiunque vi si rivolgesse con un tono di voce deciso, schivo come se non volesse essere lì ma lo avevano obbligato o come se avesse qualcosa da nascondere. Un pesce fuor d’acqua, finito all’ora di pranzo su una spiaggia piena di barbecue, insomma.

Caspita! – ho nuovamente esclamato a me stesso. Come trovare un’altra figura più facilmente soggiogabile al potere e alle gerarchie dominanti, adeguatamente priva di idee e iniziative sì da lasciar campo aperto a quelle imposte da altri? L’altro esempio  di “politico perfetto”, in pratica!

Ho espresso pure a quello i miei “complimenti” per tale consonanza. M’è parso oltre modo intimorito, ha sorriso appena, m’ha risposto un «Grazie!» traboccante di interrogativi e di apprensioni.