Beat Generation Podcast

Dato che già qualche migliaio di persone (numero approssimativo) mi richiede il podcast della puntata di RADIO THULE di lunedì 12/03 dedicata alla Beat Generation, cliccate sull’immagine qui sopra e lo avrete, ascoltabile e liberamente scaricabile. Non dimenticate poi che nella pagina del blog dedicata al programma trovate l’intero archivio dei podcast, con le puntate della stagione in corso e di quelle precedenti.

Stay tuned (come dicono i conduttori radiofonici seri, cosa che io non credo di essere – e forse nemmeno ambisco di essere) e buon ascolto!

Siria, 7 anni (e più)

Oggi, sono sette anni di guerra in Siria.

Sette anni. 481.612 morti totali, 7.600.000 sfollati interni, 5.116.097 rifugiati all’estero.
Decine di migliaia di bambini uccisi e mutilati, città distrutte, ospedali bombardati, uso di armi chimiche, persistenti e inaudite violazioni dei diritti umani. Nessun progetto di risoluzione del conflitto.

Il pianeta Terra, la “civiltà” umana, l’evoluzione, la storia, il progresso intellettuale e culturale, il futuro.
La “pace”, la “fratellanza”, l’amore universale, la “giustizia”, “dio”, bla bla bla bla.

Serve dire altro?

Stephen Hawking (1942-2018)

Buon ritorno alle stelle, Professore.

E grazie per aver reso noi uomini di questo pianeta, con il suo genio assoluto, più umani.

(Questa è la versione di Galaxy Song con la quale nel 2015 i fenomenali Monty Python omaggiarono il professor Hawking, grande fan del gruppo comico. Un omaggio meraviglioso, da oggi ancora di più.)

Settant’anni rivoluzionari di Beat Generation – questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio!

Questa sera, 12 marzo duemila18, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 8a puntata della stagione 2017/2018 di RADIO THULE, intitolata Il battito dei beati abbattuti. La Beat Generation, 70 anni dopo“.

Nel 1948 Jack Kerouac, l’autore del celeberrimo romanzo Sulla strada (orig. On the road), nel conversare con l’amico scrittore John Clellon Holmes definì il movimento giovanile anticonformista che stava prendendo forma nell’underground newyorchese “Beat Generation”. Fu il battesimo simbolico di quello che sarebbe poi diventato, dal 1950 in poi, uno dei movimenti culturali fondamentali del Novecento, una vera e propria rivoluzione del pensiero e dell’arte guidata da personaggi assolutamente emblematici – i due citati e, tra i più noti, Allen Ginsberg, Gregory Corso, William Burroughs, Lawrence Ferlinghetti, lo stesso Bob Dylan – che accompagnò il mondo occidentale dall’era moderna a quella contemporanea e dal quale si derivarono molti altri fenomeni sociali e culturali successivi, dal movimento Hippy al Sessantotto e a Woodstock, dalle rivendicazioni degli anni ’70 fino alle tendenze giovanili più recenti, oltre alla gran parte della musica dai Sessanta in poi.

Già, perché l’influenza della Beat Generation è ancora oggi forte seppur non più così percepita dall’opinione pubblica: per tale motivo, in questa puntata RADIO THULE vi porterà alla sua riscoperta ovvero alla sua conoscenza, certamente fondamentale per capire meglio il mondo di oggi e da dove una buona parte della nostra cultura più alternativa proviene.

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, quiStay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

La neve, il disagio, la meraviglia


Ha ragione Luca Radaelli, quando sulla propria pagina facebook scrive che c’è stato un tempo, meno impazzito di questo, in cui la neve non era solo pericolo, ostacolo alla viabilità, fastidio, disagio, ma fonte di gioia, fascino e bellezza. È verissimo: ci stiamo talmente straniando dalla realtà, dalle cose importanti, dalla bellezza, dalla capacità di meravigliarci, dal piacere di godere dei momenti di incanto, dalla curiosità di recepire il senso e l’essenza di ciò che abbiamo intorno, dalle percezioni emotive più genuine e dalla sensibilità che ne è fonte ed è peculiarità di ogni creatura senziente… e solo per inseguire frivole superficialità, futilità, scempiaggini, sconcertanti miserie intellettuali e spirituali, eccitazioni artificiose, ipocrite, false, illusioni prive (ovvero private) d’ogni logica e d’ogni valore… che stiamo perdendo, oltre al legame con la realtà, il senso stesso della vita. Non solo una dissonanza cognitiva, non solo un fenomeno di alienazione e uno smarrimento di logica culturale sempre più simile a un vero e proprio disagio psicosociale, ma ancor più una perdita di autentica umanità.

Anche perché, perdendo la capacità di meravigliarci, perdiamo pure la facoltà di pensare: già Aristotele, nel primo libro della Metafisica, sottolineava questo aspetto affermando che “gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia”. In fondo è per questo che i bambini imparano tutto così rapidamente e non smettono mai di essere curiosi. Noi adulti invece – continuamente lamentosi, stizzosi, irosi, collerici ma quasi sempre per riflesso indotto o pedissequa imitazione e quasi mai con cognizione di causa e ponderata consapevolezza – non lo sappiamo quasi più essere, finendo per perdere non solo il legame col mondo d’intorno ma pure con noi stessi. Come tanti pupazzi di neve su una spiaggia a fine luglio, insomma.