Nevicare per nevicare…

Magari vi farò ridere, ma vi voglio dire di uno tornato dall’America, l’America che incensava ogni giorno, e tornato a risalire sui nostri alpi, a rifare la vita peggiore che uno di noi possa fare, a mangiar male, a dormir male: a star male. Una mattina d’agosto che si trovarono sopra le coperte mezza spanna di neve, e trovarono le vacche serrate in un groppo in mezzo alla neve, e lui cominciò di bel nuovo a parlare dell’America qua e dell’America là gli domandò di traverso il secondo pastore, stufo di quelle litanie “E perché sei tornato?” “Sono tornato perché là nevicava.”

(Giovanni Orelli, L’anno della valanga, Edizioni Casagrande, 1991-2017, pag.94; 1a ed. Mondadori 1965.)

Non usi le frecce? Allora vai dritto!

“Cari” automobilisti italiani* che vi ostinate a non utilizzare quasi mai gli indicatori di direzione alle svolte (mancanza che, sia chiaro, trovo di una maleducazione oltre che di una pericolosità estreme), almeno siate coerenti: arrivate a un incrocio, una strada va a destra, una va a sinistra e voi per svoltare nell’una o nell’altra direzione non usate alcuna “freccia”**? Bene, allora andate dritti! Soprattutto se, di fronte a voi, c’è un solido muro di cemento, ecco. Siate coerenti, ribadisco, e abbiate il “coraggio” delle vostre azioni: gli altri automobilisti, quelli educati e rispettosi della sicurezza propria e altrui, non potranno che felicitarsene. Già.

*: voi più di quelli degli altri paesi, sì. Lo posso sostenere per esperienza ormai lunga e ben assodata.

**: oh, forse che crediate che a dire “freccia” si intenda quella degli “indiani” contro i cowboy? No, sappiate che non è quella. No.