Prossimo appuntamento con (Radio) Alice: Bologna, giovedì 21 aprile, ore 21.00!

Alice-Modo-InfoshopLa prossima presentazione di Alice, la voce di chi non ha voce sarà particolarmente significativa… Perché sarò proprio a Bologna, la città di Radio Alice, e perché saremo ospitati – io, il libro e gli special guests – in una libreria (e non solo) che è tra i luoghi più belli e di culto della città: Modo Infoshop, in Via Mascarella n.24/b, a pochi passi da via Zamboni e dalla “Montagnola” – una zona di Bologna assolutamente emblematica degli anni della radio, ove accadde molto di ciò di cui disquisisco anche nel libro.
Alle ore 21.00 di giovedì 21 aprile ci saremo io e il libro, appunto, nonché Valerio Minnella, personaggio-chiave nella storia di Radio Alice e di quegli anni “rivoluzionari” bolognesi, e altri ospiti inevitabilmente legati all’emittente e alla sua fondamentale avventura, producendo per il pubblico che sarà presente parole, pensieri, riflessioni, contributi audio e video e quant’altro di (spero) ben illuminante di ciò che è stata ed è ancora oggi l’esperienza di Radio Alice.
Per qualsiasi altra informazione sulla serata, cliccate sull’immagine in testa al post per visitare il sito web di Modo Infoshop – sperando di incontrarci, giovedì 21, nei suoi locali!

Quando è proprio il caso di dire che “leggere è sexy”!

cropped-weblogo04Cosa non si fa – o non si farebbe – pur di diffondere la lettura dei libri!
Uhm, “cosa non si fa”… In verità si fa poco, ancora troppo poco. Almeno a giudicare dalle statistiche in tema.
Invece c’è chi si organizza e fa di più, molto di più. Non so se con profitto – riguardo al fine di convincere sempre più persone a leggere libri, intendo dire – ma certamente con parecchia… voluttà!
Mi sto riferendo alle (al sito e al gruppo delle) Naked Girls Reading, ovvero “a group of beautiful ladies who love to read… naked” – come si può leggere nel sito:

Un gruppo di belle signore che amano leggere… nude. Questo è tutto. Non c’è molto altro da dire. Ci dovrebbe essere?
Voglio dire, certo, ci piace anche farlo davanti a tutti voi voyeurs tramite foto, video e eventi live molto speciali, ma non dovete pensare a qualcosa di più di quanto non sia – qualcosa di pretenzioso o addirittura squallido. Una volta che lo verificherete, smetterete di fare tante domande e lascerete che il concetto vi prenda.
C’è qualcosa più di bello, qualcosa di più intimo, di una donna che legge praticamente qualsiasi cosa in, beh, tutta sé stessa? È una cosa più che semplice. Allora, perché ne stiamo ancora parlando? Perché la gente non riesce ad accettare tutta questa semplicità.
Ragazze nude. Che leggono.
O ragazze che leggono. Nude.

Ecco.
In effetti capita spesso che, per presentare e rendere palese la bellezza della lettura, in molti articoli ovvero in scritti vari al riguardo si usi lo slogan “Leggere è sexy”. Bene, le ragazze di Naked Girls Reading in fondo non fanno altro che “ampliare”, o puntualizzare, il concetto: leggere è sexy perché chi legge è sexy.
Che poi sia la solita americanata creata apposta per ritagliarsi il proprio warholiano quarto d’ora di celebrità può ben essere, certo. E ognuno è libero di pensarla come vuole, ovviamente, sull’idea avuta da tali amene ed ignude donzelle (per la cronaca: in giro sul web c’è materiale anche per voi ragazze, eh! Tuttavia, al solito, quando c’è da identificare e correlare qualcosa con la sensualità e la voluttà, alla fine è sempre il corpo femminile a trionfare, nel bene e nel male) ma, insomma, pure così al giorno d’oggi la lettura cerca di farsi piacere e allettare.
Che poi alletti verso i libri o verso altro, beh… lo lascio stabilire a voi.

P.S.: scommetto che stavolta non serve dire (almeno ai lettori maschi) che, se cliccate sull’immagine in testa al post, potete visitare il sito web di Naked Girls Reading e, ehm… scoprire molto di più al riguardo!

Senza tragedie, senza i cattivi non c’è storia (Paolo Poli dixit)

Senza tragedie, senza i cattivi non c’è storia. Prendi Tolstoi con Anna Karenina, una stupida, una puttana, lascia il bambino, lascia marito… Ma ti ci affezioni, la adori. Lo sapeva anche il padre eterno: quando si accorse che Adamo si annoiava gli creò la moglie, una rompicogliona, che però ha fatto andare avanti la storia. Nei romanzi ci vogliono i cattivi. La bisbetica quando è domata finisce la commedia.

(Paolo Poli, citato in Anna Benedettini, Teniamoci i cattivi movimentano la vita parola di Paolo Poli, La Repubblica, 27 novembre 2010.)

paolo-poli-654x404Così raccontava Paolo Poli, mancato pochi giorni fa, con quel suo inimitabile e illuminante stile fatto di ironia, sagacia, sarcastica franchezza e un meraviglioso tocco di cinismo. Purtroppo, anche senza personaggi come lui la storia non c’è, non la si fa. Qualcuno sul web, in occasione del suo decesso, ha scritto che è morta “la madre della Patria, il maestro Poli”. E’ vero, purtroppo: la nostra cultura è sempre un poco più sola, un po’ più debole e tutti noi più orfani di tali sublimi genitori. Ma la storia, che Poli e quelli come lui hanno fatto e hanno saputo così impreziosire della loro presenza e con la loro arte, li ha già resi immortali.
E non è nemmeno una magra consolazione, questa, se piuttosto di ignorare – come si viene portati a fare – sappiamo e sapremo ricordare tale immortalità culturale. Perché, appunto, è storia e cultura. Roba nostra, insomma.

Così (Radio) Alice “inventò” l’open source…

virgoletteRipensando a quanto hai e avete fatto con Radio Alice… non ti chiedo se rifareste tutto quanto perché sono certo sia una domanda retorica, ma c’è qualcosa che potevate e dovevate fare meglio, o che non avete fatto e volevate fare, oppure qualcosa che avete fatto e, con il senno di poi, non dovevate fare?
«Singole cose oggi, col senno di poi, probabilmente le farei in modo diverso rispetto a come le mettemmo in atto allora. Ad esempio, mi attrezzerei per registrare e creare una memoria di tutto quello che andrebbe in onda, ovvero per avere la possibilità di replicare i contenuti prodotti e farli sopravvivere. Al di la di queste singole cose, tuttavia, oggi come allora rimetterei in pratica uno dei concetti fondamentali che fu della radio, ovvero la scelta di non essere proprietari di un’idea, di un modello o invenzione che dir si voglia. Tutto ciò che facevamo era a disposizione di chiunque, e chiunque ne poteva fare ciò che voleva.»
Si può dire che avete inventato l’open source, in pratica.
«Sì, è così. Lo abbiamo inventato coscientemente, con consapevole logica e, ribadisco, ancora oggi questo concetto non lo cambierei di una virgola. Noi con Alice abbiamo veramente creato un essere vivente, che in quanto tale non si può “possedere” e che vive una sua vita con la quale ogni cosa può e deve interagire. Ci tengo molto a questa cosa.»

(Dall’intervista-chiacchierata-confessione con Valerio Minnella, uno dei padri di Radio Alice, ospitata nel mio ultimo libro Alice, la voce di chi non ha voce. Storia della radio più libera e innovatrice di sempre. Cliccate sulle immagini della copertina, qui sotto, per saperne di più.)

Copertine_Radio-AliceLuca Rota
Alice, la voce di chi non ha voce. Storia della radio più libera e innovatrice di sempre.
Senso Inverso Edizioni, Ravenna, 2016
ISBN 9788867932214
Pag.100, € 10,00

In tutte le librerie e sul web

Mezzo secolo al seguito di Brancaleone da Norcia!

Avrete sentuto, suppongo, lo nome di Groppone da Figulle. (…) Groppone da Figulle fue lo più grande capitan di Tuscia. E io son colui che con un sol colpo d’ascia lo tagliò in due. Lo mio nome – stare attenti! – lo mio nome est Brancaleone da Norcia!

l43-locandina-armata-brancaleone-160404105138_big (1)Esattamente 50 anni fa, il 7 aprile del 1966, debuttava nelle sale uno dei più grandi capolavori del cinema italiano: L’Armata Brancaleone.
Capolavoro fenomenale sotto ogni aspetto: tecnico, filmico, artistico, comico, linguistico, storico (nonostante la vena satirica e grottesca, è considerato da molti il miglior film italiano sul Medioevo), ricchissimo di citazioni colte tanto quanto di leggera e popolana genuinità, straripante di genialità e talenti sublimi davanti e dietro le cineprese. Un film che a cinquant’anni di distanza fa ancora sbellicare dalle risate, affascina, avvince e sorprende per quanto dinamico e moderno – o forse atemporale, verrebbe ormai da dire – sia, non solo nella forma cinematografica ma pure nella sostanza tematica. Anzi, in tal senso forse ben più oggi che dieci lustri fa, ovvero nel Medioevo scenografico del film, siamo tutti quanti parte di un’unica, grande Armata Brancaleone