Bollettino dell’apocalisse (nevosa)

Aggiornamenti dall’apocalisse

La situazione, qui, è sempre più catastrofica. La strato di neve al suolo ha ormai raggiunto i 5 centimetri, superando addirittura quello della forfora sulle spalle di certi individui.
Si segnalano i primi casi di assideramento di automobilisti rimasti all’aperto per diverse ore senza riuscire a capire come montare le catene sugli pneumatici delle loro auto, mentre ad alcune persone pervicacemente nostalgiche del clima estivo che ancora giravano con bermuda e infradito verrà definitivamente amputato il cervello.
Nel frattempo le Poste hanno fatto sapere che, conseguentemente ai disagi in corso, gli smarrimenti della corrispondenza o le consegne a destinatari errati potranno subire dei ritardi; è invece regolarmente in corso il recapito della posta inviata per le festività natalizie. Del 1986.
È passato un bus delle linee pubbliche alla cui guida c’era uno yeti che sosteneva che Reinhold Messner non esiste, mentre un convoglio di Trenord è transitato in perfetto orario, e ciò denota l’inusitata drammaticità della situazione.
Un sicario della malavita, posto un tale clima polare, nel timore di non avere più il sangue sufficientemente freddo per lavorare ha tentato il suicidio sparandosi ma sbagliando la mira (e per ciò affliggendosi ancora di più). Persino i pusher sono disperati: avevano chiesto più “neve” per soddisfare le richieste dei propri clienti, ma intendevano l’altra!
Infine, per far fronte ad una imminente nuova avanzata dei ghiacciai, assai probabile con il persistere della situazione climatica in essere, molti comuni stanno offrendo agevolazioni per l’apertura di gelaterie.

Se non leggerete più altri bollettini simili, sarà perché la situazione è migliorata oppure perché saremo stati sepolti da una valanga caduta dalla fioriera di un balcone.

“The big snow”?

I meteorologi hanno detto che da stasera nevicherà. Ma non una nevicata tanto per nevicare, no: la grande nevicata, una bomba di neve, the big snow
Apocalisse, armageddon, cataclisma polare!
Il panico si sta diffondendo un po’ ovunque. I social già traboccano di faccine sgomente, disperate, urlanti. Qualcuno sta pensando di barricarsi in casa accumulando provviste per i prossimi sei mesi, altri si sono bardati che nemmeno Amundsen al Polo Sud, altri ancora stanno cercando su Amazon dei cingoli da poter montare sulle proprie auto al posti degli pneumatici. Qualcuno più ottimista degli altri non si perde nemmeno un programma di cucina alla TV – prima che the big snow faccia scomparire il segnale – nella speranza che diano qualche ricetta per cucinare la carne di foca o di tricheco. Ovviamente non mancano quelli particolarmente idioti che, a fronte di siffatte previsioni catastrofiste, ironizzano sul cambiamento climatico e su dove “sia finito” – pensate che uno di questi l’hanno addirittura eletto presidente della più grande superpotenza del pianeta!

Insomma, manca poco alla fine del mondo, causata da una roba impensabile, inconcepibile, inaudita: nevica, d’inverno!
Una cosa assurda, vero? Non potrebbe nevicare d’estate, invece, che così fa caldo e il disagio sarebbe minimo, eh? Ma tu guarda ‘sti cambiamenti climatici, gli scherzi che ci tirano!

Già, i cambiamenti climatici. L’alterazione del clima ma forse, prima e ancor di più, dell’intelligenza di molte persone.

P.S.: e se invece “the big snow” finisse per rivelarsi una nevicata del tutto ordinaria, anzi, pure esigua?

La necessità della Memoria, ogni giorno – e questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio

Questa sera, 28 gennaio duemila19, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 8a puntata della stagione 2018/2019 di RADIO THULE, intitolata I Giorni delle Memorie”.

La quasi concomitanza di questo ottavo appuntamento stagionale di RADIO THULE con il Giorno della Memoria, celebrato ieri, rende non tanto doveroso quanto necessario il tentativo di contribuire, nel piccolo che può fare il programma, a perpetrare la pratica del ricordo dei momenti più bui della nostra storia, anche per far sì – come lascia intendere il titolo della puntata – che non si debba considerare un’unica giornata nell’anno dedicata a ciò ma che ogni giorno sia utile per non dimenticare, ovvero per ricordare di non commettere nuovamente errori tanto spaventosi e tragici. In questa puntata RADIO THULE vi offre alcuni contributi “non ordinari” ma profondamente emblematici sulla Shoah, in prospettiva storica e con uno sguardo anche locale – senza che manchi la consueta selezione musicale di qualità e a tema -, cercando di evidenziare quanto sia necessario conservare la memoria per costruire un futuro migliore e come, viceversa, senza tale memoria – o memorie, al plurale, per quante siano quelle che la storia conserva – nuove tragedie come quelle del passato e anche peggiori sono e saranno inevitabili.

Dunque mi raccomando: appuntamento a stasera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi già l’appuntamento sul calendario: lunedì 11 febbraio, ore 21.00, la prossima puntata di RADIO THULE! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

La grandissima bellezza

Sapete, no, che tra domenica e lunedì scorsi si è manifestato il meraviglioso fenomeno della cosiddetta Luna rossa. Ma altrettanto meravigliosa benché non più rossa ma al naturale, per il sottoscritto, è stata la Luna della serata successiva: l’ho potuta osservare mentre tornavo a casa, salendo lungo la strada che attraversa il versante boscoso del monte e, verso oriente, guarda gli alti crinali prealpini.

Non c’era nessuno oltre me, nessun’altra auto che saliva o scendeva. La Luna era ad un’altezza sull’orizzonte per la quale si posizionava in corrispondenza delle chiome spoglie degli alberi lungo la strada, così che – mi muovevo a bassa velocità e la potevo osservare senza alcun pericolo – in forza del percorso stradale in quel tratto ho goduto dell’impressione che la palla lunare rotolasse lungo il profilo montuoso seguendone quasi perfettamente l’andamento disegnato contro il cielo bluastro, appena frenata dagli alberi attraverso i cui rami sfolgorava la sua piena luminosità, grandissima al punto che, con quel cielo limpido, si potevano distinguere perfettamente i dettagli della superficie, le zone ricche di crateri verso i due poli, il grande Oceano delle Tempeste, il cratere Copernico, il Mare della Serenità, quello della Tranquillità… Sembrava quasi che, se mi fossi fermato per fissare meglio quella visione celeste, avrei potuto veder luccicare i moduli Apollo rimasti lassù o qualcos’altro di riflettente presente sul suolo lunare. Ma dovevo tornare a casa, dunque m’è toccato “far tramontare” la Luna – proseguendo lungo la strada che, salendo, si avvicina ai crinali montuosi più alti dietro i quali, appunto, la grande sfera splendente è inesorabilmente scivolata, lasciando segnalare la sua presenza dalla luminosità diffusa in quella zona di cielo.

Spesso certa grandissima, purissima e preziosa bellezza – come quella, per me, che vi ho appena descritta – ci si offre davanti nel modo più semplice e immediato. Dovremmo sempre cercare di rendere altrettanto semplice il saperla cogliere e comprendere, per godere della sua suprema energia e rendere il nostro rapporto quotidiano col mondo – dunque il mondo stesso – più bello e puro, ecco.