Cervino, Matterhorn, Gran Becca, Zermatt, Cervinia…

Sulla pagina facebook del Consorzio Cervinia Valtournenche – Ski Paradise e sul canale YouTube Consorzio Cervino (oltre che qui sopra, come vedete) potete trovare il video della classroom che ho tenuto ieri per il ciclo delle Cervino’s Tales curate da Alpes, sul tema Breuil, Cervinia, Cervino, Gran Becca: i nomi dei luoghi raccontano la loro storia. Sulle due pagine troverete anche le altre classrooms già tenute per il ciclo nonché le prossime che verranno.

Ne approfitto per ringraziare di cuore tutti quelli che vi hanno assistito “live”, ieri, e gli utenti – già quasi 2.300, al momento in cui vi scrivo – che la stanno visualizzando sui canali indicati. Credo peraltro che non sarà l’unica classroom affidatami, dunque ci si potrebbe web-rivedere e risentire presto, con altre classroom riguardanti temi legati alla montagna – e non solo a quella.
Per chi invece non l’ha ancora vista e vuole concedermi tale onore, be’, buona visione!

Per saperne di più sulle Cervino’s Tales, cliccate qui.

Matterhorn, Gran Becca, Cervinia… e me! “Cervino’s Tales”, oggi, ore 17!

Dietro la mera e suggestiva immagine da cartolina e la simbologia ormai brandizzata in un tamburellante marketing che ha fatto della montagna il marchio dei prodotti più vari e assortiti – oltre che, a volte, più assurdi – il Cervino porta con sé storie antiche e bellissime custodite in piccoli/grandi “forzieri” della memoria secolare: i nomi, ovvero i toponimi dati alla montagna dalle genti che abitano i territori ai suoi piedi.
E il Cervino è una montagna unica al mondo anche per avere tanti nomi, ciascuno svelante storie diverse e spesso sorprendenti dalle quali si possono trarre altrettanti spunti, riflessioni, rivelazioni: ve le racconterò in Breuil, Cervinia, Cervino, Gran Becca: i nomi dei luoghi raccontano la loro storia, il mio intervento per le Cervino’s Tales a cura di Alpes oggi, giovedì 23 aprile alle ore 17.00, in streaming sulla pagina facebook Cervinia Valtournenche – Ski Paradise.

Cliccate qui per saperne di più sulle Cervino’s Tales oppure qui per vedere gli altri video della serie. Quindi segnatevi l’appuntamento per le ore 17, sottolineatelo ben bene in rosso, e non mancate!

Cervino’s Tales!

Cervino’s Tales è un ciclo di interventi in streaming programmati tra oggi e il prossimo 23 aprile per approfondire e ripercorrere la ricchezza culturale oltre che paesaggistica del comprensorio di Cervinia-Valtournenche anche in questo periodo di chiusura e lontananza forzata dal suo celeberrimo paesaggio.

Per sviluppare e realizzare quest’iniziativa, il comprensorio si è affidato all’officina culturale Alpes che, già da alcuni anni, propone e realizza per il territorio ai piedi del Cervino eventi culturali legati alla storia, architettura, cultura e paesaggio locali, in particolare le iniziative legate alla riscoperta del patrimonio architettonico della località di Breuil-Cervinia e la rassegna “Sentieri d’Autore ai Piedi del Cervino”, a cui probabilmente chi frequenta Cervinia avrà avuto modo di partecipare.

Alle Cervino’s Tales parteciperò anche io, giovedì 23 aprile alle ore 17.00, con un live streaming sul tema Breuil, Cervinia, Cervino, Gran Becca: i nomi dei luoghi raccontano la loro storia, col quale vi porterò alla scoperta e, ancor più, alla considerazione della profonda e “inevitabile” relazione che lega Cervinia e il suo paesaggio con i monti che racchiudono la conca del Breuil – Cervino in primis, ovviamente!

Per avere ogni altra informazione sulle Cervino’s Tales e sul calendario degli interventi cliccate sull’immagine in testa al post o qui, oppure visitate il sito di Alpes.

Luciano Bolzoni, “Carlo Mollino. Architetto”

«È forse meno difficile essere un genio che trovare chi sia capace di accorgersene.» Così ha scritto Ardengo Soffici nel 1915, nel suo Giornale di bordo, cogliendo una delle peculiarità da sempre fondamentali riguardo la genialità: l’essere sovente incompresa, considerata con sufficienza se non con malignità, scambiata per pazzia o, quando va bene, per stramberia. D’altro il genio è colui che è in grado di vedere attraverso lo spazio e il tempo con mille occhi e verso mille direzioni, ma quasi mai in quella verso cui la maggioranza guarda: ciò lo rende sfuggente – a volte suo malgrado e altre volte per una sorta di autodifesa, di istinto di sopravvivenza – nonché contrastato ovvero osteggiato, con malignità più o meno palese.

Tra i personaggi del Novecento italiano che meglio si riflettono in quanto ho appena scritto, e che può ben ambire a quell’enfatico tanto quanto impegnativo appellativo di “genio”, bisogna senza dubbio annoverare Carlo Mollino. Fotografo rinomatissimo, progettista poliedrico, docente universitario, designer, arredatore, sceneggiatore, e al contempo occultista, sciatore, aviatore, pilota automobilistico ma, ancor più – o forse soprattutto, ci sarebbe da dire – architetto, visionario ideatore di edifici sovente innovativi e iconici eppure non così di frequente ricordato per tale sua specializzazione accademica, “nascosta” dietro le più suggestive fotografie di nudi femminili o i suoi un tempo celeberrimi manuali di discesismo. Luciano Bolzoni, architetto a sua volta ma non solo per questo uno dei maggiori mollinisti – esperti di Mollino, intendo dire – in circolazione, interviene a risolvere tale mancanza culturale sulla figura del grande torinese con Carlo Mollino. Architetto (Silvana Editoriale, 2019) col quale l’autore mette finalmente in luce e in ordine la visione e la pratica architettonica di Mollino attraverso numerosi focus dedicati ai progetti più emblematici e ai concetti teorici (ma non solo) che vi stavano alla base, e sui quali si è formata una carriera per molti aspetti (positivi e negativi) originale e senza dubbio inimitabile []

(Leggete la recensione completa di Carlo Mollino. Architetto cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)