Bentornato, M49!

[Marzola (Trento), l’orso M49 immortalato da una fototrappola il 16 luglio 2019. Cliccate sull’immagine per scoprirne la fonte.]
Bentornato, M49!
Come stai? Spero bene! Mi auguro che tu abbia passato un buon inverno, goduto d’un bel letargo ristoratore e che sia ben in forze per affrontare la prossima bella stagione.

Nel frattempo, qui tra gli umani, è scoppiato un gran casino. Una roba forte, un virus tremendo che s’è diffuso rapidamente quando ancora tu dormivi e per certi aspetti anche in forza di alcuni errori compiuti dall’uomo nel suo rapporto con l’ambiente (magari ti sarai accorto pure tu che in giro ci sono meno umani, meno rumore, meno odori antropici, meno pericoli in generale, per voi). Poi, al solito, certe “figure di comando” (non farmi dire di più al riguardo!) hanno combinato i consueti pasticci e fatto probabilmente danni peggiori di quelli che si potevano registrare. Spero comunque che tale virus non si trasmetta a voi plantigradi, che peraltro di “distanziamento sociale” – una roba che hanno imposto proprio per evitare ancor maggiori danni tra gli umani, con quel virus – mi pare siate piuttosto esperti e capaci di “gestirlo” al meglio.

Insomma, siamo alle solite, cioè quelle circostanze che pure tu hai constatato sulla tua pelle – anche se non troppo duramente, per fortuna – la scorsa estate: all’Homo Sapiens, che si crede sempre la più intelligente, astuta, furba, ingegnosa, forte, sapiente, dominante creatura sul pianeta, basta poco per finire nei casini e palesare tutta la sua debolezza. Alla faccia della loro così pompata “sapienza”, lo scorso anno tu li hai presi in giro per bene, gli umani del Trentino; ma, a fronte di te che sei grande e grosso, ora è chiaro che persino una creatura microscopica e sostanzialmente “stupida” come un virus sa mettere in ginocchio la potente e imperante razza umana. E di brutto, già.

Lo capiranno, i “Sapiens”, di non essere affatto tutto ciò di cui si vantano? E di doversi dare una bella regolata, nelle loro autocompiacenti pretese e, per certi versi ancor più, nel loro rapporto con il mondo che li ospita e che per nulla dominano, ribadisco, se non in tema di soprusi e prepotenze?

Dici di no?

Be’, non so, ma temo che tu abbia ragione.

Quanto meno mi auguro che ti lascino in pace, ora che hanno altro a cui pensare, facendoti trascorrere una gradevole bella stagione. E che lo capiscano, appunto, che il loro diritto di stare al mondo è basato sul dovere di garantire lo stesso diritto alle altre creature viventi.
Ma, forse, questo è un ragionamento già fin troppo articolato, per i “Sapiens”.

Alpi, architettura, habitat… oggi alle ore 18, su Zoom!


Cliccate sull’immagine per saperne di più e per iscrivervi alla classroom – con Luciano Bolzoni, uno dei massimi esperti di architettura alpina, ed Enrico Scaramellini, tra i più apprezzati architetti alpini italiani… no, dico! Ah, sì, e ci sono anche io, poi –  oppure qui. E mi raccomando: non mancate!

Alpes@Home… Starting again!

Il progetto “Alpes@Home” è cominciata all’inizio di questo periodo di lockdown per dare modo all’officina culturale di Alpes, della quale faccio parte, di continuare a proporre e stimolare sollecitazioni culturali legate al nostro lavoro e ai temi intorno ai quali abitualmente ci muoviamo.

Le prime date a calendario hanno avuto un buon riscontro di partecipazione, e con esse abbiamo raccolto l’esigenza di continuare a proporre queste classrooms virtuali con uno sguardo proiettato ai nuovi inizi, alla ripartenza una volta passato questo periodo di crisi emergenziale.

Il filo rosso tematico che unirà i nuovi interventi sarà “Starting Again”, cioè temi, argomenti, pratiche, progetti, idee, utopie che possano effettivamente generare e ricavare un “cambiamento” dal periodo che stiamo vivendo – mettendo in pratica la etimo della parola crisi, a ben vedere, che proprio “scelta” nell’ottica di un “cambiamento” significa.

Starting again” vuole essere, inoltre, un’incitazione a prendere in considerazione le nostre attitudini creative, artistiche, alla ricerca della bellezza e del bene che ci può fare, a riscoprire l’origine di alcuni dei valori “fondanti” del saper fare e pensare del nostro panorama culturale, delle nostre vocazioni.
Rifletteremo ancora una volta su questi temi non proponendo ricette o soluzioni ma utili sollecitazioni, per dimostrare che la cultura non solo è complementare ma assolutamente indispensabile alla ripartenza e al necessario rinnovamento, in questo periodo invocato da tanti.

Per questo nuovo calendario l’officina culturale Alpes si affianca ad ArtIcon, l’altra nostra realtà dedicata e a sostegno del mondo dell’arte e degli artisti: qui potete conoscere le classrooms già messe in programma con le relative date – la prima sarà Habitat Alpi Architettura, progettare e riflettere sul nuovo habitat alpino, lunedì 27 Aprile alle ore 18.00, con Luciano Bolzoni, Enrico Scaramellini e chi vi scrive. Altre classrooms verranno definite a breve, dunque seguite il sito di Alpes o le pagine social dell’officina culturale per saperne di più e restare costantemente aggiornati.

Il viaggiatore post-covid

Pare che il viaggiatore post-covid sia perfetto per le destinazioni di prossimità, per la montagna dimenticata, dove gli stili di vita sono ancora genuini, l’ambiente e il territorio assistiti da modalità di vita sociale non troppo invasiva, dove il rapporto con la natura e la sua biodiversità può trovare una sensata armonia, grazie a pratiche di frequentazione gentili e consapevoli.
Gran parte di questi patrimoni appartengono alle montagne, dai boschi e torrenti nascosti di fondovalle alle vette, passando per i villaggi a mezzacosta vestiti di pietra abbandonati.
Tutto ciò che non rientra nei desideri del turismo d’assalto e nei fenomeni economici collegati può ritrovare una nuova dignità?
Un’occasione per dar spazio ad una vera e propria rivoluzione creativa dell’andar per montagne?
Una possibilità di andare oltre l’ovvio, spingersi alla ricerca di cosa si nasconde in questi spazi da sempre maltrattati e incompresi?
Forse è tempo per iniziare a pensarci seriamente, fuggendo dalla nevrosi da “plexiglass da spiaggia”, da “sanificazioni” forzate e da protocolli inattuabili sulle rupi.

(Michele Comi, sempre bravissimo e illuminante – trovate qui i post che gli ho dedicato – in un articolo che traggo dal “Diario” del suo sito “Stile Alpino“, dal quale viene anche l’immagine lì sopra. Da leggere sempre, appunto.)

In dialogo con il Genius Loci… su Zoom, domani!

Spesso in luoghi di grande valore paesaggistico, culturale e sociale vengono concepiti progetti e realizzati eventi di varia natura – e magari assai prestigiosi – del tutto scollegati dal luogo stesso e dalle sue peculiarità, che per questo alla fine risultano di successo mediatico ma troppo autoreferenziali e decontestualizzati – anche in casi nei quali sembra che “parlino” del luogo. Questo alla lunga, ma di frequente anche in tempi molto brevi, può generare non vantaggi ma autentici danni al luogo che li ospita, e certamente ne offusca la cultura peculiare e l’identità col rischio potenziale (e paradossale) di trasformarlo infine in un ennesimo non luogo.

Come si può invece pensare a progetti culturali che realmente valorizzino i luoghi ospitanti nel modo più ampio possibile e conseguano per essi risultati proficui e duraturi nel tempo? Su quali buone basi si potrebbe agire, per lavorare al meglio in questo senso?

Ne parleremo domani, mercoledì 22 aprile alle ore 17, nella classroom che avrò l’onore di tenere su Zoom per il ciclo Alpes@Home curata da Alpes, intitolata Ricercare e identificare il Genius Loci. L’importanza dell’identità nei progetti culturali.

Cliccate sull’immagine in testa al post per avere ogni informazione utile al riguardo, oppure qui. Vi aspetto!