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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

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Sabato 14 marzo a Milano:

Sabato 14/03, alle 11.30, sarò a Milano, nell’ambito della fiera “Fa’ la cosa giusta” per partecipare all’incontro Nevediversa. La montagna e il clima che cambia. Insieme al climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli, a Vanda Bonardo responsabile Alpi Legambiente e presidente CIPRA Italia e al responsabile Turismo di Legambiente Sebastiano Venneri discuteremo sul futuro turistico delle montagne nella crisi climatica e di quali alternative si possono proporre per tutelare le economie montane e allo stesso tempo garantire la tutela degli ambienti e il rispetto delle misure di lotta al cambiamento climatico. Vi aspetto!


Venerdì 20 marzo a Almenno San Bartolomeo:

Venerdì 20/03 sarò ad Almenno San Bartolomeo (Bergamo), presso la Sala Convegni dell’Antenna Europea del Romanico nei pressi della nota Rotonda di San Tomè, ospite del primo dei cinque incontri della Rassegna “Sistemi sociali antagonisti o solidali” promossa dal Centro Studi Valle Imagna in collaborazione con Molte fedi sotto lo stesso cielo, Noesis, Associazione Dorainpoi e la Bibliosteria di Cà Berizzi, per approfondire e riflettere sui alcuni dei principali fenomeni sociali che caratterizzano il nostro tempo. Parlerò di “Montagne di turismi. I territori montani sottoposti ai flussi turistici tra opportunità preziose, equilibri necessari e rischi potenziali per le comunità residenti”. A breve vi darò altri dettaglio ma nel frattempo save the date!

MONTAG/NEWS: Notizie interessanti e utili dalle terre alte


BUON LAVORO, GIAN LUCA GASCA!

Faccio i migliori auguri di ottimo e proficuo lavoro a Gian Luca Gasca, che da pochi giorni ha assunto la direzione editoriale di “Montagna.tv” e, con l’occasione, scrive: «Le montagne sono fatte di persone. Altrimenti sarebbero solo mucchi di sassi. Lo scriveva, in un altro tempo e con altre parole, Walter Bonatti. Non parlava solo di alpinismo. Parlava di responsabilità. Di scelte. Di vita. Le montagne sono fatte di persone perché senza le loro storie, i loro conflitti, i loro ritorni e le loro partenze, resterebbero paesaggio. Bellissimo, ma muto. Se le montagne sono fatte di persone, allora anche Montagna.tv deve essere fatta di persone. Non solo di imprese, ma di conseguenze. Non solo di performance, ma di vite. Non solo di vette, ma di comunità.» Insomma, ribadisco: buon lavoro Gian Luca!


SPESE OLIMPICHE, LA SVIZZERA SI STA ARRABBIANDO CON LA LOMBARDIA

Riguardo le Olimpiadi di Milano Cortina da poco terminate, il Governo grigionese sta lavorando al bilancio delle spese del piano messo in atto per garantire la viabilità e la sicurezza al traffico diretto verso le sedi olimpiche valtellinesi. L’esecutivo cantonale ha stanziato un credito massimo di 5,5 milioni di franchi, calcolando che anche i partner italiani contribuissero alle spese. Ma finora non è ancora arrivata alcuna risposta, ha detto la Consigliera di Stato Carmelia Maissen. «Presenteremo il conto alla Regione Lombardia, sperando che si impegni a versare la sua parte», ha detto ai giornalisti.


OLTRE DIECIMILA FIRME CONTRO L’AUMENTO DEI POSTI LETTO IN ALTO ADIGE

Il contingentamento dei posti letto turistici non è un banale dettaglio nella politica turistica, bensì una scelta visionaria per il futuro dell’Alto Adige. Lo hanno sottolineato Heimatpflegeverband Südtirol, Federazione ambientalisti Alto Adige, Climate Action South Tyrol, Mountain Wilderness, Alpenverein Südtirol e CAI Alto Adige nella conferenza stampa con la quale hanno consegnato alla Giunta provinciale altoatesina le oltre 10.000 firme raccolte attraverso la petizione lanciata qualche settimana fa. Con essa le associazioni vogliono impedire che l’attuale ordinanza sul blocco dei posti letto, in vigore dal 2022, venga modificata e che il boom edilizio alberghiero venga così prorogato di (e consentito per) altri cinque anni a partire da settembre 2026.


ANCHE I VINI TRENTINI SONO ALLE PRESE CON LA CRISI CLIMATICA

Con il cambiamento climatico e l’innalzamento delle temperature, anche la coltivazione delle viti dalle quali si ricavano i rinomati vini del Trentino sale di quota (fin oltre i 1000 metri) e necessita di nuove aree da sfruttare. Sull’altopiano di Brentonico si lavora dunque a un protocollo per regolamentare il possibile “assalto” dei viticoltori industriali, al fine evitare il rischio di una colonizzazione monoculturale dopo un grosso investimento di un’azienda del settore, mentre una petizione chiede la modifica del piano regolatore per preservare prati e boschi, il monitoraggio costante sulle trasformazioni del territorio, e il coinvolgimento costante delle comunità.


ALLA FINE DEI GIOCHI (OLIMPICI)

Protect Our Winters Italy ha lanciato un sondaggio post-Olimpiadi per fotografare come gli utenti del web e i propri amici, parenti e conoscenti hanno vissuto le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, alle quali si sia assistito a distanza, sia abbia seguito le gare dal vivo e soprattutto si risieda nei pressi dei territori Olimpici in Valtellina, Milano, Cortina, Anterselva, Predazzo e Tesero. Il sondaggio aiuterà a capire, con un’analisi indipendente, come le persone abbiano realmente vissuto questi Giochi Olimpici tanto esaltati da stampa e pubblicità; i dati raccolti saranno condivisi con il C.C.O. (Comitato Cittadino Olimpico) francese e il C.N.O. (Comitato Olimpico Nazionale francese), in vista delle prossime Olimpiadi invernali del 2030 in Francia.

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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  • Un’incantevole oasi verde circondata da alte montagne
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Tag: Umland

Il paesaggio-libro

[Foto di Artturi Mäntysaari da Pixabay.]
La geografia di un territorio, quella umana in primis ma pure quella fisica per certi aspetti ovvero lo spazio rappresentato da essa, è strettamente legata al tempo nel quale il territorio in oggetto è stato frequentato e ha subìto modificazioni antropiche, quindi la geografia e la storia non possono essere disgiunte nello studio del territorio e del paesaggio. Partendo da questi punti fermi, mi sono reso conto che ogni paesaggio che faccio oggetto delle mie ricerche e dei miei scritti rappresenta in tutto e per tutto una sorta di libro di storia, o diario, o cronaca o resoconto – oppure anche biografia, a ben vedere – che contiene in sé, letteralmente incisa sul terreno, la storia di chi fino a quel momento lo ha percorso, attraversato, modificato, vissuto, sfruttato e infine, nel caso, anche abbandonato. Le vicende storiche delle genti che lo hanno visitato e abitato sono lì inscritte, esattamente così. In questi casi, non faccio altro che osservare un vero e proprio libro, un paesaggio-libro nel quale le varie pagine sono, molto pragmaticamente, i versanti, i fianchi e le forme orografiche che ne caratterizzano la geomorfologia, la superficie tangibile di esse è il terreno, le rocce, le zone prative o boscate, le acque. In pratica il supporto, il media, il contenitore di una storia fatta di tante storie, tante narrazioni indipendenti eppure al tempo stesso rese coerenti dall’essere inscritte proprio in quel “libro”, in quella determinata geografia. E, tutto ciò, non con mera accezione metaforica: tutt’altro. Un libro reale e realmente scritto, compilato diffusamente, su certe “pagine” in maniera maggiore e su altre meno, in base a un ben determinato “alfabeto” composti da segni, da grafemi geografici – a volte pure identificabili come fonemi ambientali.

In fondo, se si rintraccia una definizione enciclopedica ordinaria di “libro” (quella che cito è tratta da Wikipedia), si può leggere che

Un libro è un insieme di fogli stampati oppure manoscritti delle stesse dimensioni, rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro, usato per acquisire informazioni o anche per divertimento, è il veicolo più diffuso del sapere. L’ambito delle opere stampate inclusi i libri è detto letteratura. I libri sono pertanto opere letterarie e talvolta una stessa opera è divisa in più libri (o volumi).

Bene: parafrasando tale definizione, in fondo senza nemmeno troppa rielaborazione creativa, posso dire che anche il paesaggio-libro è un “insieme” dacché ogni paesaggio è tale, per definizione, quando è rappresentazione completa di una zona geografica sostanzialmente omogenea o di caratteristiche geografiche assimilabili e correlate; è “rilegato” dalla geomorfologia di esso, che ne determina l’uniformità geografica; può avere una “copertina” rappresentata dalla principale rilevanza geografica – fisica ma non solo – che ne è maggiormente identificante. Certamente esso può regalare situazioni di divertimento (ludico-ricreative) ma anche fornire informazioni (nel senso più ampio e culturale del termine) e veicola il sapere come nessun altra cosa. Il tutto alla fine genera una vera e propria letteratura del paesaggio, assolutamente: intesa non come insieme di opere che trattano del paesaggio ma, appunto, in quanto il paesaggio stesso opera narrante, il che rende a sua volta il paesaggio un’opera letteraria. Mi sono reso perfettamente conto di ciò in tanti lavori di scrittura di narrazioni geografiche e paesaggistiche compiuti nel tempo tanto quanto nella riflessione generale sulle personali esperienze di esplorazione del territorio. E chissà, forse anche voi che come me andate per territori e paesaggi con sguardo sensibile, cuore pulsante e animo aperto, ve ne sarete accorti e ne godrete il piacere raro e prezioso che ne deriva.

Scritto il 9 marzo 20239 marzo 2023Categorie MagazzinoTag ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,biblioteca,Borghi,CAI,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,concetto,considerazione,coscienza,cultura,culturale,definizione,Dolomiti,dote,doti,download,ebook,ecologia,economia,elaborazione,elemento culturale,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,geografia,geografo,gestione,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,intervista,lavori,Lessinia,lettura,libri,libro,luoghi,luogo,Montagne,montanari,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relazioni,responsabilità,saggi,segni,senso del limite,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,vivere bene,vivere meglio,Vorland,Weekend nel Mesozoico,WikipediaLeave a comment on Il paesaggio-libro

“Fare” il paesaggio

[Il nucleo di Costa, o Costa Antica, Monte Marenzo, Val San Martino.]

Il problema della tutela e del rispetto per il paesaggio è un fatto intimo, da riportare alla coscienza individuale, anche se rientra tra i grandi fatti territoriali, collettivi e addirittura planetari. Non servono prediche, indicazioni disciplinari pesanti, ma solo la lieve carezza di uno sguardo verso il maggiore dei doni che ci sono stati dati sulla Terra e che quindi deve essere amato e rispettato, come bene sacro, troppo spesso tradito in cambio di beni puramente materiali.
[Eugenio Turri]

È l’uomo che fa il paesaggio, trasformando il territorio, adattandolo ai propri bisogni, creando luoghi, interagendo con essi e definendoli in base al vissuto collettivo e alla cultura condivisa dal gruppo abitante. Ma tutto ciò genera un pari fenomeno “di ritorno” per il quale è il paesaggio a fare l’uomo, influenzandone la presenza nel territorio, determinando la percezione dei luoghi e dei contesti, contribuendo alla formazione del valore culturale dell’abitare umano in esso. È un perenne do ut des che sta alla base della nostra relazione con il territorio identificato dal proprio paesaggio, uno scambio costante tra azioni materiali e nozioni immateriali (e a volte viceversa) le une dipendenti dalle altre in un modo il più possibile equilibrato il quale solo all’apparenza è determinato dalle circostanze e dai bisogni momentanei ma, in realtà, viene elaborato proprio dalla cultura che si è formata nel tempo durante la relazione tra luoghi abitati e uomini abitanti.

La capacità di preservare l’equilibrio che dà valore a questa relazione è ciò che può determinare la più funzionale e proficua armonia tra elementi antropici, territorio e ambiente, oltre che la piacevolezza estetica della sua visione e la percezione positiva del paesaggio che se ne ricava. Quando invece l’equilibrio non viene rispettato e la reciprocità viene sbilanciata con il perseguire una dominazione forzata sul territorio ovvero una sua trasformazione eccessiva, non solo si conseguirà un’inevitabile disarmonia e un abbruttimento del paesaggio, ma col tempo si cagionerà un contrasto, un dissidio anche in chi interagirà con il territorio in questione, abitandolo o frequentandolo. Fare male il paesaggio – e fare male al paesaggio – significa fare male a chiunque lo viva: ciò risulta un’eventualità ancora più grave nel caso in cui colui che cagiona un danno al paesaggio e colui che lo vive sono lo stesso soggetto, espressione dello stesso gruppo. È una forma di autolesionismo (quasi sempre) inconsapevole che non per questo risulta meno deleteria, alla lunga, anzi: lo è anche di più non venendo còlta in tutta la sua pericolosità. In chiave politica, è una delle maggiori responsabilità e, se mal gestita, delle maggiori colpe di un amministratore locale che non voglia o non sappia comprendere il valore della relazione attiva tra il suo gruppo abitante e il luogo che abita, e anche per questo decida di usufruire del luogo in maniera disequilibrata e carente di consapevolezza culturale, il che denota anche una mancanza di sensibilità e cura verso il paesaggio del quale si è causa e effetto.

Così nascono luoghi piacevoli nei quali è altrettanto piacevole stare oppure, al contrario, spazi vissuti ma privati di equilibrio e armonia, nei quali lo starci inevitabilmente genera disagio, spaesamento, alienazione. Sarà merito nell’un caso o colpa nell’altro ma comunque è causa nostra, di noi che gestiamo politicamente il territorio determinandone il paesaggio e che sappiamo relazionarci con esso armonicamente oppure disordinatamente. Perché quando osserviamo un paesaggio, in realtà osserviamo noi stessi, e prima che fuori, è dentro di noi che dobbiamo ricercare la sua bellezza.

Scritto il 11 febbraio 202310 febbraio 2023Categorie Magazzino,OpinioniTag Africa,ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,Borghi,CAI,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,concetto,considerazione,coscienza,cultura,culturale,Dolomiti,dote,doti,download,ebook,ecologia,economia,elaborazione,elemento culturale,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,geografia,geografo,gestione,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,intervista,lavori,Lessinia,lettura,libri,luoghi,luogo,Marsilio,Montagne,montanari,Monte Baldo,Monte Marenzo,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relazioni,responsabilità,saggi,segni,senso del limite,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,vivere bene,vivere meglio,Vorland,Weekend nel Mesozoico1 commento su “Fare” il paesaggio

Il luogo più umano

[Foto di Nature_Shots da Pixabay.]

Un villaggio col suo Umland, il suo spazio vitale circostante, costituisce quasi sempre un paesaggio naturalmente percepibile, tutto abbracciabile con lo sguardo; ciò che non accade ad esempio per la città, a meno di osservarla dall’aereo o da una prospettiva che consenta di vedere e percepire il rapporto tra aggregato urbano e zona circostante di cui vive ed è centro. Anche per questo il villaggio è uno degli elementi meglio definiti del paesaggio umanizzato, il segno in sé più completo, il più facilmente interpretabile: in esso difatti si coglie in maniera diretta il rapporto uomo-natura, di cui emergono tutte le motivazioni più immediate, più elementari, e perciò anche più semplicemente umane, al modo di come i nidi sugli alberi ci possono indicare la condizione degli uccelli che li hanno costruiti.

(Eugenio Turri, Antropologia del paesaggio, Marsilio Editori, 2008, pag.215; 1a ed. 1974.)

In questo passo Turri, una delle figure fondamentali da conoscere e studiare per chiunque si interessi – in modo più o meno approfondito – di paesaggio, non sta dicendo che i villaggi sono luoghi “migliori” delle città, come potrebbe sembrare, ma sta spiegando una delle ragioni (antropologiche) fondamentali per le quali abbiamo la sensazione di vivere meglio nei villaggi piuttosto che nelle città. Non solo dunque perché nei villaggi c’è più Natura, aria pulita, meno pericoli in generale e quant’altro – d’altronde in città ci sono servizi, agi e spazi pubblici importantissimi per il buon vivere che un villaggio non può avere; è semmai una questione legata alla relazione che gli individui intessono con i luoghi in cui vivono ovvero all’identificazione reciproca di essi e con essi. Una relazione che è più semplice costruire nei paesi che nelle città e ciò proprio in forza di quanto osservato da Turri.

Così come il paesaggio è una costruzione della mente umana, anche l’abitare in esso è il frutto di una concezione intellettuale prima ancora di un adattamento a esso, che semmai ne rappresenta la conseguenza primaria. Più abbiamo coscienza del nostro abitare un luogo, più sappiamo intessere la relazione culturale con esso, più sentiremo di viverci bene e più contribuiremo a fare di quel luogo un buon posto dove vivere. Che sia un villaggio in una zona rurale o una grande area metropolitana: la sostanza è diversa (e diversi saranno i modi per strutturarla) ma in fondo il principio è lo stesso.

Scritto il 28 gennaio 202227 gennaio 2022Categorie Dixit,Opinioni,Paesaggi da vivereTag Africa,ambienti,antropizzazione,antropologia,architetti,Asia,benessere,Borghi,campagna,catalogo,Città,concetto,cultura,download,ebook,ecologia,Eugenio Turri,geografia,geografo,hinterland,identità,lavori,Lessinia,lettura,libri,luoghi,Marsilio,Monte Baldo,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesi,pdf,percezione,progettazione,progetto,recensione,recensioni,relazioni,segni,spazio,stile di vita,storia,territorio,titoli,umanizzazione,Umland,uomo,urbanisti,viaggi,villaggi,villaggio,vivere bene,vivere meglio,Vorland,Weekend nel MesozoicoLeave a comment on Il luogo più umano

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