Il senso civico, ora

Il senso civico può essere definito come un atteggiamento di fiducia negli altri orientato alla disponibilità a cooperare per il miglioramento della società in cui si vive. La fiducia ha effetti benefici a tutta la società. In particolare il livello di benessere è più alto (Fukuyama, 1995. Putnam, 1993:176-190), le istituzioni (comuni, province, regioni) funzionano meglio (Putnam, 1993:73-96), la sanità (e in generale i servizi pubblici) funzionano meglio (Cartocci, 2007:103-107), i cittadini sono mediamente più soddisfatti della propria esistenza (Putnam,1993:132). La sfiducia al contrario provoca indifferenza e in alcuni casi addirittura atteggiamenti predatori verso gli altri e le risorse pubbliche.

È una buona (e scientifica, come si può notare dai riferimenti) definizione di senso civico, questa, che si può leggere e approfondire meglio qui.

Certo il “popolo” italiano (si notino le virgolette) non è che brilli nel dimostrarne, di senso civico, con un apparente crescente “impegno” nel palesarne sempre meno, al punto che autorevoli voci estere – si veda l’articolo lì sopra del “New York Times”, cliccate sull’immagine per leggerlo – si possono permettere di dubitare (in modo del tutto fondato, purtroppo) che gli italiani sappiano e sapranno rispettare le misure per il contenimento dell’epidemia di coronavirus messe in atto di recente.

Ma, soprassedendo su certi episodi parecchio indegni – come le fughe dal Nord Italia di sabato e domenica scorsi – che non fanno altro che addensare fango sul buon nome della società civile italiana, è proprio questa una “buona” (ancorché per nulla gradita) occasione, vista l’attenzione mediatica del mondo sul paese, per dimostrare che in Italia di senso civico ce n’è ancora, che sia diffuso e non confinato in piccole e anguste “riserve” socioculturali, e che finalmente la nazione possa in tal senso provare di stare al passo con le società civili più evolute. Il che significa pure di poter dimostrare di avere un futuro, quanto meno sociale e civico; che lo possa avere anche politicamente non credo proprio, ma penso pure che questo non sarebbe un gran problema, in presenza di una società civile adeguatamente e consapevolmente dotata di civismo, appunto. E il paese, da un periodo così difficile, ne verrebbe fuori realmente rinforzato e culturalmente più forte.

D’altro canto, il senso civico non costa nulla e prevede solo benefici, tanto più ampi quanto più siano condivisi. Dunque conviene farne un valore indiscutibile e irrinunciabile, senza alcun dubbio.

L’infantilizzazione di massa

[Felice Casorati, “Tiro al bersaglio”, 1919.]

Il presente, questo presente, è spaventatissimo dall’idea che il futuro possa non essere identico a se stesso. E, quindi, esercita costantemente un controllo paternalistico su questo futuro, nella disperata speranza di addomesticarlo, di educarlo, di adattarlo a sé (attraverso gestionali e altri strumenti affini).
Questo presente tende a chiudersi preventivamente rispetto a – e a proteggersi da – l’imprevisto e l’imprevedibile.
A questo processo fa riscontro l’infantilizzazione di massa (ormai in atto da un quarantennio). Gli adulti vengono trasformati efficacemente – dalla politica, dallo spettacolo, dall’arte, dalla cultura, dalla moda, dal costume, dalla tecnologia – in “bambinoni”. Soggetti cioè la cui attenzione deve essere continuamente iperstimolata, privi di capacità di concentrazione, a cui vanno sottoposti messaggi sempre accuratamente semplificati e che sono preda di meraviglie e paure del tutto irrazionali, dunque soggetti che vanno sempre rassicurati, accuditi, protetti e controllati (per il loro bene, s’intende).

(Il sempre prezioso e illuminante – l’ho già detto di lui questo, e lo ribadisco convintamente – Christian Caliandro in Conquistando Luce, su “Artribune” il 11 novembre 2019 e su “Artribune Magazine” #51 di settembre/ottobre 2019; cliccate sull’immagine dell’opera di Casorati in testa al post per leggere l’articolo nella sua interezza. En passant, a proposito di “infantilizzazione di massa”, e dei suoi effetti tanto incompresi quanto deleteri, cliccate poi qui.)

A proposito di “notizie importanti”…

Eh, la basilare, fondamentale, vitale “sfida del Natale”!
Ecco.

N.B.: il logo del canale televisivo tanto culturalmente e innovativamente “illuminante” è stato convenientemente mascherato al fine di non creare alcun shock psico-emotivo nei minori eventualmente capitati a leggere questo post.

I quiz in TV

Veramente io spesso ho il dubbio su cosa faccia più male, se l’assunzione di sostanze stimolanti di più o meno lecito commercio oppure, ad esempio, l’assistere con assiduità ai quiz TV contemporanei.

E devo ammettere, in tutta sincerità, che è un “dubbio” la cui relativa ponderazione gli fa prendere la forma, per molti aspetti, di una ben precisa, manifesta verità.

P.S.: quest’articolo di Daily Storm disserta al riguardo, e il fatto che sia stato pubblicato nel 2012 lo rende ancor più “drammatico”, rapportato al presente.