Ok, andrò a Milano…

Ebbene sì, mi sono deciso: entro domenica andrò a Milano.
«Per visitare Tempo di Libri!» voi mi direte.
Nooo, per carità! Per visitare la mostra di Keith Haring.
Molto più interessante, molto più culturale.

Non me ne vogliano quelli che ci andranno, alla fiera milanese dell’editoria, ma resto fermo sulla mia opinione al riguardo. Anzi, chi andrà mi racconterà, ecco.

P.S.: uniche eccezioni a quanto sopra, queste.

Visitando “Segantini. La Mostra.”, Palazzo Reale, Milano

Mi posso vantare, almeno per un minimo istante? Ok: il primo a inserire nella oggi mastodontica e solenne Wikipedia la voce “Giovanni Segantini” fui io, nel 2006. Bene, fine momento-vanità.
Ma ciò, facezie a parte, può servire a denotare quanto lo scrivente possa essere stato felice di reincontrare Giovanni Segantini a Milano con la mostra presso il Palazzo Reale, e dunque in un certo senso ansioso di constatare come la città giovanni-segantinilombarda, nella quale il grande pittore di origine trentina ha cominciato la sua luminosissima (termine non casuale) carriera e con la quale ha mantenuto sempre un rapporto piuttosto stretto, nel bene e nel male, ha voluto rendere omaggio al personaggio e alla sua arte.
Dico subito che è un piacere vedere una certa colonna di visitatori in attesa all’ingresso di Palazzo Reale, cosa non scontata per un artista che non può certo vantare – in senso nazional-popolare – la nomea d’un Picasso o di un Van Gogh (anch’egli in mostra a Milano in un’altra ala del palazzo) e, più tardi, un bell’affollamento nelle sale lungo le quali è allestita l’esposizione. Segantini è pittore che cattura il senso estetico dell’appassionato, senza dubbio, coi suoi sublimi paesaggi naturali in grande formato, ma è pure artista che suscita una notevole e per certi versi imprevedibile riflessione teorica, sulla forma della sua arte e sulla sostanza. Attivo giusto nel periodo di transito tra la pittura di stampo classico e la nascita delle prime avanguardie moderne, riesce a sviluppare uno stile tanto debitore dell’una epoca quanto anticipatore – e sovente senza fruire di contatti diretti – con l’altra, inoltre caratterizzandosi per uno stile assolutamente personale che deriva da un approfondito studio dei soggetti (umani o naturali) da ritrarre – testimoniato nella mostra dai numerosi disegni e bozzetti preparatori delle opere, che diventano ora a loro volta opere singolari – nonché una accentuata sensibilità verso la presenza e l’effetto della luce, la sua capacità di “disegnare” e/o “modificare” delle scene, di cambiarne l’essenza, la profondità sociologica, il coinvolgimento emotivo generabile da esse.

"Ave Maria a trasbordo", 1882-1886
“Ave Maria a trasbordo”, 1882-1886.
Non a caso Segantini è stato definito “il pittore della luce”, e in effetti tale definizione rende assai bene la sua sublime capacità di cogliere e rappresentare la luminosità naturale (soprattutto, ma non solo) nelle sue opere: il celeberrimo Ave Maria a trasbordo è un quadro, ad esempio, che pare avere dietro la tela un faro ad illuminarlo, dimostrando perfettamente quanto sopra affermato. Certo poi Segantini saprà ancora di più “illuminare” i fruitori delle sue opere con le tele nate in Engadina, che della meravigliosa valle svizzera sanno catturare e inglobare tutto il naturale fulgore – anche se, sappiatelo, a Milano non è presente il Trittico della Natura (o delle Alpi), opera a mio modo di vedere (ma sono di parte!) di quasi inarrivabile bellezza, che gli svizzeri han pensato bene di non farsi scappare e di tenere ben custodita e coccolata presso il bel Museo Segantini di St.Moritz (dando peraltro con ciò ottimo motivo di andare in visita anche di questo luogo d’arte – visita che io direi pressoché indispensabile, per entrare ancora meglio nello spirito panteistico che fu per Segantini grande impulso e ispirazione alla sua pittura, e per godere come lui della bellezza di una delle più sublimi zone delle Alpi).

"Il Naviglio a Ponte San Marco", 1880.
“Il Naviglio a Ponte San Marco”, 1880.
Vi sono comunque in mostra a Milano opere meno note ma altrettanto significative: cito ad esempio Il Naviglio a ponte San Marco, opera del 1880 dunque prodotta proprio agli inizi di “carriera” eppure già del tutto significativa del percorso artistico che Segantini poi compirà, col suo presentare una parte superiore di matrice impressionista – anche se, sia chiaro, dico ciò per semplicità d’intendimento, dacché Segantini non ebbe che rarissimi e flebili contatti con la scena impressionista che da pochi anni, a quel tempo, stava sviluppandosi soprattutto a Parigi – e una parte inferiore già divisionista o quasi. Le altre opere presenti, beh, sono per la maggior parte note o arcinote, e a ben vedere l’assenza importante del Trittico della Natura è ben compensata da due opere di altrettanta potenza: Alla stanga, del 1886 e, ancor più, La raffigurazione della primavera, del 1897, capolavoro di rara bellezza e stile.
"La raffigurazione della primavera", 1897.
“La raffigurazione della primavera”, 1897.

Insomma, a mio giudizio quella di Palazzo Reale a Milano è una mostra veramente interessante, ben costruita, sovente spettacolare e tutto sommato piuttosto completa e significativa di chi fu (e perché lo fu) Segantini. Forse sarebbe stata utile qualche nozione in più circa il contesto nel quale la sua attività artistica si concretizzò, d’altro canto – lo ribadisco – si può benissimo approfondire la conoscenza segantiniana con una bella escursione in Engadina, tra St.Moritz col suo museo Segantini, Maloja e l’atelier ove l’artista lavorò e visse nonché, magari, una capatina al piccolo cimitero del villaggio nel quale è sepolto, percorrendo il bellissimo sentiero Segantini e restando un poco al cospetto di quelle maestose vette alpine che egli amò profondamente e così meravigliosamente seppe rappresentare sulle proprie tele.

Cliccate QUI per visitare il sito web della mostra e conoscere ogni informazione utile alla visita.

Visitando “Pollock e gli irascibili”, Palazzo Reale, Milano

L’America, dal secondo conflitto mondiale, uscì vincitrice non solo dal punto di vista bellico ma pure – lo sappiamo bene tutti – da quello economico, tecnologico, sociale, del costume, della cultura popolare: in tal senso “l’America è lo specchio del mondo” è diventato un luogo comune assai diffuso, per rimarcare tale generale supremazia sulla seconda parte del secolo scorso.
Anche per il mondo dell’arte gli USA presero a divenire nel dopoguerra il motore trainante principale, e dal 1950 in poi una generazione di nuovi e rivoluzionari artisti emersero all’attenzione del mondo diventando da quel momento per il panorama artistico un movimento – e una corrente – imprescindibile: l’espressionismo astratto. Opere di rottura con qualsiasi scuola e stilema del passato, sovversive, potentissime, debordanti di energia di molteplice natura: quella che poi venne definita la “scuola di New York” sembrava incarnare la spinta fremente del progresso post-bellico, del boom economico, dei favolosi anni ’60 con tutte le loro novità sociali e di costume, ma in qualche modo quell’energia pareva pure riflettere la percezione e la relativa inquietudine per un progresso che fin da subito mostrava segni di disequilibrio, di instabilità, di pericolose deviazioni verso “effetti collaterali” certamente per nulla positivi.
Invero, la suddetta inquietudine era parte viva delle personalità di quegli artisti, sovente esempi perfetti dell’antinomia genio e sregolatezza, spesso deceduti in condizioni fisico-psichiche precarie e in circostanze drammatiche – morti violente, suicidi, conseguenze di stati di alcolismo cronici, malattie inguaribili e quant’altro del genere. Jackson Pollock fu il carismatico caposcuola del movimento, e fu anche quello che nel modo più tragico ne incarnò la drammatica sostanza. E’ lui il fulcro della mostra allestita a Milano, nelle sale di Palazzo Reale, con una cinquantina di opere (e alcuni video dell’epoca) provenienti dal Whitney Museum in un allestimento curato da Carter E.Foster e Luca Beatrice, e il cui titolo – “Pollock e gli irascibili”, appunto – rimanda ad un’altra “identificazione” del gruppo di artisti, quando per un clamoroso rifiuto alla partecipazione ad una mostra del Metropolitan Museum of Art (della quale essi contestavano l’inaccettabile assenza di opere d’arte contemporanea ovvero il disinteresse dei vertici del museo verso la stessa), vennero definiti irascibili – nella sostanza fu come se i migliori calciatori di una nazione si fossero rifiutati di scendere in campo con la propria nazionale: un atto di protesta che al tempo fece parecchio scalpore, come immaginerete.

pollock_number27_photo
La mostra, ancorché un poco esigua nel numero di opere esposte, è ben fatta. Centrale, come detto, è la figura di Pollock, così come visualmente centrale è la sua celebre opera Number 27, 1950, probabilmente la sua più famosa, vera e propria icona universale dell’action painting, dotata di una vitalità incredibile, veramente potente e impressionante. Da Pollock “il maledetto” – ebbe problemi con l’alcol fin dall’adolescenza, a 40 anni ne dimostrava almeno 20 in più e finì la sua esistenza con un incidente d’auto, come un altro maledetto dell’epoca, James Dean – il percorso espositivo porta il visitatore a conoscere tutti i principali esponenti del surrealismo astratto e dell’action painting: Bradley Newman, Robert Motherwell, Adolph Gottlieb, William Baziotes, James Brooks, Bradley Walker Tomlin, Jimmy Ernst, Ad Reinhardt, Richard Pousette-Dart, Theodoros Stamos, Clyfford Still, Hedda Sterne – tra le poche donne del movimento insieme a Lee Krasner, moglie di Pollock – fino a Willem De Kooning, che in qualche modo chiuse la produzione della scuola propriamente detta, e al meraviglioso (sì, lo ammetto, ho una preferenza per lui, al pari che per Pollock) Mark Rothko, con le sue fantastiche tele a grandi campiture cromatiche le quali fissano una sorta di “ritorno alla calma” per la scuola così prima dedita alla “violenza espressiva” dell’action painting e si rivolgono espressamente allo spettatore, per il quale sono come uno specchio composto da colori atti a raccogliere e inglobare la sua confessione più intima, come se gli dicessero: “Bene, ora non sono più io, opera d’arte, a doverti raccontare qualcosa ma sei tu, spettatore, a raccontarmi di te”. Una conclusione del percorso espositivo parecchio intensa e di grande impatto sul visitatore, direi.

Mostra notevole, insomma, allestita con ottima logica e dotata di apparati critici (esposti coi pannelli lungo il percorso della mostra e attraverso l’audioguida in dotazione ai visitatori direttamente dalla voce di Luca Beatrice) interessanti ed esaurienti. Note di merito alla scelta di allestire le sale con rivestimenti neri, per far risaltare nel modo migliore i possenti cromatismi delle tele, e negli spazi di movimento per il pubblico, finalmente non angusti come in altri eventi espositivi qui a Palazzo Reale; nota di demerito (parziale, diciamo, dacché non così invalidante ma purtroppo reiterata, visto altri casi passati) per alcune illuminazioni, non del tutto riuscite e, in un paio di casi, con i faretti guasti, cosa che a meno di un mese dall’inaugurazione e durante una giornata prevedibilmente affollata di visitatori non è il massimo, ecco.
La mostra continuerà fino al 16 Febbraio 2014. Credo sia una gran bella occasione di conoscere uno dei movimenti fondamentali per l’arte moderna e contemporanea, nonché un gruppo di artisti che così – geniali, profondi e al contempo inquieti, folli ovvero nel complesso autenticamente rivoluzionari – non ce ne sono più molti in giro. Banale dirlo, ma tant’é.
Cliccate QUI per visitare il sito web ufficiale sulla mostra e conoscerne ogni altro dettaglio.
(P.S.: il video è courtesy Artribune.tv)

CONSIGLI #5

CONSIGLI è un post “ciclico”, nel senso che lo troverete pubblicato ad intervalli più o meno regolari con lo scopo di accorpare in un unico articolo ciò che trovate in evidenza nella colonna qui accanto, “I MIEI CONSIGLI”, con la quale appunto provo a darvi qualche dritta su eventi artistici, letterari, culturali e cose affini che penso possano meritare la vostra considerazione. Ad ogni ripubblicazione, dunque, lo troverete aggiornato con gli ultimi consigli evidenziati qui a lato (dove la loro pubblicazione resta in tempo reale, per quanto possibile), diventando una sorta di agenda stampabile di cose interessanti da conoscere e/o visitare, la quale ovviamente è e sempre resterà pure aperta a ogni utile segnalazione nel merito.

Grayson_Brambilla_gen2013Revoir non da’ nessuna concessione all’estetica. Non lascia che qualcosa possa gratificare i sensi. Egli distrugge semplicemente il lavoro lasciandosi guidare da una brutale necessità, da un istinto primitivo. Una performance di violenza fisica. Uno stupro. Uno stupro necessario al dialogo con la storia dell’arte. Dal 19 Gennaio al 31 Marzo 2012 Thomas Brambilla Gallery, Bergamo, ospita l’artista americano Grayson Revoir in un solo show a dir poco particolare e intrigante… Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della galleria e conoscere ogni dettaglio sulla mostra.

La notevolissima Brand New Gallery, Milano, presenta la nuova coppia “invernale” di mostre… Beyond_the_objectIl termine Anti Form, coniato da Robert Morris alla fine degli anni ’60, segna l’abbandono del concetto tradizionale della produzione artistica: una sfida radicale che ha catalizzato l’attenzione verso nuovi modelli estetici. I materiali diventano l’elemento principale del processo di formazione dell’opera e viene meno la necessità, propria del Minimalismo, di programmare anticipatamente l’impostazione del lavoro. Le idee riformiste divulgate attraverso il manifesto Anti Form, allora considerate sovversive, si traducono oggi nelle teorie su cui si basa un’arte sempre più globalizzata.: Beyond the object, group show, galleria 1; Nazafarin_LotfiSe in precedenza il processo produttivo era impiegato a scopo narrativo, ora Nazafarin Lotfi attua il procedimento inverso, spingendo le sue opere a liberare spontaneamente una storia. Nei suoi nuovi lavori l’artista esplora ogni traccia presente sulla tela e nella composizione. Gli strati vengono posizionati e contemporaneamente rifiutati, affinché ne resti solamente un segno effimero.: Love at last sight, di Nazafarin Lotfi, galleria 2. Entrambe le mostre chiuderanno il 9 Marzo 2013. Cliccate sulle immagini per avere ogni utile informazione su ciascuna mostra.

brera1_gen2013Grandissima arte moderna e contemporanea nella “gretta” periferia milanese? Certo! Galleria Brera1, di Corbetta, presenta la sua nuova mostra collettiva, con opere di A.Warhol, G.Mathieu, G.Griffa, H.Nitsch, R.Crippa, Ben Vautier, M.Rotella, F.Plessi, B.Munari, H.Chin, G.Spagnulo, S.Chia, W.Dahn, C.Verna, P.Gonzato, L.Scarabelli, D.Manto, C.Buzzi, D.Girardi, A.Clementi. Da sabato 19/01 al 03/02, presso la Sala delle Colonne del Municipio di Corbetta, Milano. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della galleria ed avere ogni utile informazione sul merito.

InfoBergamo_Gen2013_image_100E’ uscito il numero 104 – Gennaio 2013 di InfoBergamo, il primo mensile on-line bergamasco di cultura ed informazione. Una web-rivista sempre più diffusa, conosciuta (ben 92.000 lettori nel solo mese di Dicembre scorso!) e ricca di contenuti interessanti che, nonostante il nome, vanno ben oltre i meri confini orobici per interessare ambiti nazionali e anche più, con uno sguardo sempre originale su tante realtà contemporanee. In questo numero, il mio contributo/sguardo sul mondo letterario si intitola, assai significativamente, La Provincia di Bergamo e le sue biblioteche: una realtà della quale ci si può (quasi sempre) vantare. Cliccate QUI per leggere il sommario degli articoli pubblicati, e buona lettura!

Ultima_onda_GiussaniSotto un cielo plumbeo incontriamo Anna Levi, il fratellino, il piccolo Davide, sordo-cieco, e Sebastiano, che si è visto strappare dai fascisti il compagno “di appartamento, di stanza, di vita” Ervé, con il fiato cortissimo, sui Monti Lariani, nel comasco, braccati dai micidiali rastrellamenti nazisti. Poco lontano Valerio, “barba immatura” dall’alto dei suoi sedici anni, “un piccolo uomo solitario perso tra le nuvole” sta studiando, insieme ad un anziano la costruzione un sottomarino che gli consentirebbe di attraversare di nascosto il lago di Lugano e alimentare il mercato nero. L’ultima onda del lago, romanzo di Stefano Paolo Giussani, sarà presentato sabato 26 Gennaio a Mandello del Lario (Lecco), grazie all’Associazione GLBT Renzo & Lucio e all’Assessorato alla Cultura del comune lecchese. Cliccate sulla copertina del libro per conoscere tutte le informazioni sull’evento.

cozzolino_evvivanoeEvvivanoè Esposizioni d’Arte, Cherasco (CN), presenta Mara’s UKYOE: il mio viaggio nel mondo fluttuante, mostra di mokuhanga – particolare tecnica xilografica giapponese – di Mara Cozzolino. Ad Avigliana, Torino, dal 23 Gennaio al 17 Febbraio 2013. Dopo due viaggi in Giappone, la Cozzolino si è innamorata degli Ukiyo-e (letteralmente “immagine dal mondo fluttuante”) e della mokuhanga, la tecnica per realizzarli. Ha quindi seguito un corso di specializzazione alla Edinburgh Printmakers con l’artista Paul Furneaux, per potersi così dedicare completamente a quest’arte, prima di essere selezionata (insieme a soli altri cinque artisti in tutto il mondo) al Mi-Lab 2012, l’annuale workshop internazionale sulla suddetta tecnica a Kawaguchi, in Giappone. Cliccate sull’immagine per visitare il blog di Mara Cozzolino, e conoscere meglio l’artista e la sua arte, oltre ad avere utili dettagli sulla mostra.

flyer_Sinfonia_15_Dec_smallSei disegni di piccole porzioni di universo realizzati da Daniele Giunta con inchiostro, matita e argento su carta si affiancano a sei fotografie in bianco e nero in piccole dimensioni di CORPICRUDI raffiguranti le tre vergini e un prezioso libretto da prima comunione che le accompagna nell’ascesa. E ancora, un dipinto in grandi dimensioni di Giunta ci immerge in un paesaggio abbacinante, mentre i due video di CORPICRUDI con l’ipnotico girotondo delle tre ragazze trasfigurano i corpi in una luce bianca. Le note della Sinfonia per pianoforte – che dona il titolo all’intero progetto e che si propaga da una scultura lignea – sono composte ed eseguite dagli artisti stessi. Definire “affascinante” la nuova esibizione di Traffic Gallery è veramente poco: è un fascino che trascende la percezione umana per abbracciare quell’infinito che il colore bianco lascia percepire… Dal 15/12 al 14/02/2013, con live exhibition ai Matronei della Basilica di Santa Maria Maggiore, Bergamo. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Traffic Gallery e avere ogni informazione utile.

_Manuela_Bedeschi_Un_caffettino_2012Da tempo Manuela Bedeschi indaga la bellezza della luce al neon in opere dalla stretta relazione con ambienti d’interesse architettonico. E’ tuttora presente nella facciata della vicentina Biblioteca Internazionale “La Vigna”, l’installazione che da più di un anno la segna di luce gialla, sviluppando un dialogo estetico tra interno ed esterno dell’edificio. Ed è ancora vivo il ricordo dell’installazione di neon, sempre a Vicenza, realizzata nel Complesso Monumentale della Chiesa di San Silvestro, mentre la presenza di neon e plexiglass all’Oratorio dei Boccalotti ha suscitato un vero richiamo anche per la liricità che trasmetteva. Lunga vita al neon e alla sua luce! Rossarancio. Manuela Bedeschi per Cleto Munari, Atelier Cleto Munari, Vicenza, fino al 25 Gennaio 2013. Cliccate sull’immagine per conoscere ogni dettagli utile sulla mostra.

La Fondazione Berardelli, dopo aver dedicato nella primavera del 2008 a Julien Blaine la mostra antologica Favole e altre storie. Opere dal 1980 al 2007. presenta fino al 30/01/13 Il Fabbro e il Boscaiolo, esposizione che propone i lavori più recenti dell’artista francese, rappresentando il naturale proseguimento della precedente personale realizzata negli spazi della Fondazione e allo stesso tempo della grande retrospettiva che il Museo Mac di Marsiglia ha dedicato a Blaine nel 2009. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web ella Fondazione e conoscere ogni dettaglio dell’evento, oppure visitatene QUI la pagina facebook.

Presso la Fondazione Pastificio Cerere a Roma – luogo sempre più centrale nel panorama culturale romano e non solo – è in programma, dal 15/11 al 26/01/13, la prima mostra personale in Italia del duo francese Berger&Berger, che comprende una serie di lavori inediti, realizzati appositamente per questa occasione. La mostra, dal titolo La densità dello spettro, riflette sulla realtà materiale del colore (pigmento, inchiostro da stampa, vernice industriale ecc.), contrapponendola alla sua natura immateriale, quale elemento costitutivo delle onde luminose. Nel cortile dell’istituzione, come parte integrante del progetto espositivo, è visibile anche Mystères, il manifesto che Laurent P.Berger, artista e Cyrille Berger, architetto, hanno ideato per Postcard from…. Per quest’ultimo progetto e per la mostra, cliccate sull’immagine e visitate il sito del Pastificio Cerere.

Rrose #3 è uscito! E basterebbe l’elenco di chi vi trovate dentro per darvi l’idea di cosa si tratta, e in che (sublime) modo: Yue Minjun, Demetrio Paparoni, Sara Boggio, Giorgio Manganelli, Lietta Manganelli, Internozero, Massimo De Nardo, Emma Dante, Giuseppe Distefano, Rodolfo Di Giammarco, chele Dall’Ongaro, Mauro Cicarè, Ed Wood, Elisa Savi Ovadia, Tullio Pericoli, Paolo Fabbri, Tirelli Costumi, Tommaso Lagattolla, Josef Svoboda, Massimo Puliani, Jérome Bel, Riccardo Giacconi, Gerard Malanga, Fondazione Pescheria, Chiara Gabrielli, Francesco Micheli, Silvia Camporesi, Lottie Davis, Chris Rain, Elena Ovecina, Andrea Tentori Montalto, Stefano Fantelli, Antonio Tentori, Paolo Rinaldi. Ma se ciò non dovesse (inopinatamente) bastare, aggiungo che Rrose è una meraviglia di magazine, come veramente poche se ne trovano, in giro! Cliccate QUI per visitarne il sito e conoscerlo, nonché per sapere come non lasciarvelo scappare…

CONSIGLI #4

CONSIGLI è un post “ciclico”, nel senso che lo troverete pubblicato ad intervalli più o meno regolari con lo scopo di accorpare in un unico articolo ciò che trovate in evidenza nella colonna qui accanto, “I MIEI CONSIGLI”, con la quale appunto provo a darvi qualche dritta su eventi artistici, letterari, culturali e cose affini che penso possano meritare la vostra considerazione. Ad ogni ripubblicazione, dunque, lo troverete aggiornato con gli ultimi consigli evidenziati qui a lato (dove la loro pubblicazione resta in tempo reale, per quanto possibile), diventando una sorta di agenda stampabile di cose interessanti da conoscere e/o visitare, la quale ovviamente è e sempre resterà pure aperta a ogni utile segnalazione nel merito.

flyer_Sinfonia_15_Dec_smallSei disegni di piccole porzioni di universo realizzati da Daniele Giunta con inchiostro, matita e argento su carta si affiancano a sei fotografie in bianco e nero in piccole dimensioni di CORPICRUDI raffiguranti le tre vergini e un prezioso libretto da prima comunione che le accompagna nell’ascesa. E ancora, un dipinto in grandi dimensioni di Giunta ci immerge in un paesaggio abbacinante, mentre i due video di CORPICRUDI con l’ipnotico girotondo delle tre ragazze trasfigurano i corpi in una luce bianca. Le note della Sinfonia per pianoforte – che dona il titolo all’intero progetto e che si propaga da una scultura lignea – sono composte ed eseguite dagli artisti stessi. Definire “affascinante” la nuova esibizione di Traffic Gallery è veramente poco: è un fascino che trascende la percezione umana per abbracciare quell’infinito che il colore bianco lascia percepire… Dal 15/12 al 14/02/2013, con live exhibition ai Matronei della Basilica di Santa Maria Maggiore, Bergamo. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Traffic Gallery e avere ogni informazione utile.

zav+bilanciaNegli spazi espositivi della Basilica di Bergamo, Clara Luiselli installa più opere strettamente correlate una all’altra, in dialogo con l’idea della sospensione, nel tempo e nello spazio, con vari medium complementari. Cerca di innescare lo spostamento momentaneo di pesi, fisici e mentali, un equilibrio temporaneo, l’alleggerimento di sensi di colpa, oltre la gravità della coscienza. Tutto è pensato come all’interno di un processo transitorio, tra uno spazio e un altro, dove lo spazio è inteso sia nell’accezione di vuoto tra qualcosa e qualcos’altro sia nella disposizione di presenze allestite in una dimensione architettonica. Clara Luiselli: poetica, onirica, filosofica e parimenti, profonda, assolutamente reale, possentemente artistica. Fino al 21/12 le opere di Spazio fra sospensioni (tra cui la monumentale Zavorre) sono alla Basilica di Santa Maria Maggiore, Bergamo. Cliccate sull’immagine per avere ogni altra informazione sull’evento.

E’ uscito il numero 103 – Dicembre 2012 di InfoBergamo, il primo mensile on-line bergamasco di cultura ed informazione. Una web-rivista sempre più diffusa, conosciuta e ricca di contenuti interessanti che, nonostante il nome, vanno ben oltre i meri confini orobici per interessare ambiti nazionali e anche più, con uno sguardo sempre originale su tante realtà contemporanee. In questo numero, il mio contributo/sguardo sul mondo letterario si intitola, assai significativamente, Nella botte piccola c’è il… libro buono! L’editoria indipendente italiana, una risorsa culturale inestimabile. Cliccate QUI per leggere il sommario degli articoli pubblicati, e buona lettura!

Da sempre l’arte sa, più di tante altre discipline umane, osservare nel profondo la realtà, comprenderne l’essenza e renderne spunti di illuminante riflessione. Lo dimostra bene Icone. Dal neo-pop al digitale, mostra collettiva in programma da Galleria Elleni di Bergamo. Bruno Di Bello, Marco Lodola, Carlo Pasini, Omar Ronda, Giorgio Sorti, Gianpaolo Tomasi: sei artisti dai linguaggi diversi si confrontano esplorando molti miti della cultura pop(olare) contemporanea che da cinquant’anni mescola l’alto con il basso senza soluzioni di continuità apparenti. (…) Un cortocircuito seducente e pericoloso che utilizza palcoscenici mediatici in cui si celebrano i “quindici minuti di celebrità per tutti” profeticamente annunciati da Andy Warhol. Dal 01/12 al 05/01/2013, una mostra parecchio intrigante, senza dubbio da non mancare.
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Galleria Elleni e conoscerne ogni dettaglio utile.

GiulioEinaudi_image_smallQuando l’editoria italiana era veramente grande! – mi viene da dire… Giulio Einaudi. L’arte di pubblicare è una mostra-omaggio a Giulio Einaudi nell’anno del centenario: da “I Coralli” alle collane laboratorio “Narratori Contemporanei” e “Corrente” fino a “Opere di maestri contemporanei”, la storia di una casa editrice che ha saputo intrecciare arte, tipografia ed editoria e ha segnato la storia della cultura italiana del Novecento. A Milano, Palazzo Reale, fino al 13 Gennaio 2013 – con ingresso gratuito! Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della mostra e avere ogni infos utile.

_Manuela_Bedeschi_Un_caffettino_2012Da tempo Manuela Bedeschi indaga la bellezza della luce al neon in opere dalla stretta relazione con ambienti d’interesse architettonico. E’ tuttora presente nella facciata della vicentina Biblioteca Internazionale “La Vigna”, l’installazione che da più di un anno la segna di luce gialla, sviluppando un dialogo estetico tra interno ed esterno dell’edificio. Ed è ancora vivo il ricordo dell’installazione di neon, sempre a Vicenza, realizzata nel Complesso Monumentale della Chiesa di San Silvestro, mentre la presenza di neon e plexiglass all’Oratorio dei Boccalotti ha suscitato un vero richiamo anche per la liricità che trasmetteva. Lunga vita al neon e alla sua luce! Rossarancio. Manuela Bedeschi per Cleto Munari, Atelier Cleto Munari, Vicenza, fino al 25 Gennaio 2013. Cliccate sull’immagine per conoscere ogni dettagli utile sulla mostra.

Spirito Italiano è il nuovo progetto di Fabbrica Borroni. Nasce come un nuovo modo di concepire i rapporti fra i giovani artisti italiani, in modo da stabilire con loro rapporti di collaborazione basati su chiarezza, legalità e trasparenza oltre che naturalmente sull’osservazione e l’apprezzamento del loro lavoro. (…) Il nostro obiettivo non è quello di trasformarci banalmente in una galleria d’arte, ma promuovere davvero concretamente la giovane arte italiana, parlando soprattutto ad un pubblico di non addetti al settore, troppo spesso relegato fuori da gallerie e musei. Beh, c’è poco da dire: un progetto parecchio bello, e assolutamente da supportare! Partirà presso Fabbrica Borroni il 12 Dicembre, ma cliccate sull’immagine per visitarne il sito web e conoscerne ogni altra cosa.

La Fondazione Berardelli, dopo aver dedicato nella primavera del 2008 a Julien Blaine la mostra antologica Favole e altre storie. Opere dal 1980 al 2007. presenta fino al 30/01/13 Il Fabbro e il Boscaiolo, esposizione che propone i lavori più recenti dell’artista francese, rappresentando il naturale proseguimento della precedente personale realizzata negli spazi della Fondazione e allo stesso tempo della grande retrospettiva che il Museo Mac di Marsiglia ha dedicato a Blaine nel 2009. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web ella Fondazione e conoscere ogni dettaglio dell’evento, oppure visitatene QUI la pagina facebook.

In questo saggio, Umberto Galimberti si interroga sulle cause della crisi che il Cristianesimo sta vivendo ai nostri giorni. (…) Restano solamente i residui della tradizione Cristiana, che mai come oggi appare inadeguata e eccessivamente arretrata per stare al passo con il progresso, l’evoluzione della società e le continue scoperte tecnico-scientifiche. Secondo Galimberti, le ragioni che hanno condotto alla crisi del sacro, alla sua incapacità di comunicare con le persone, sono da ricercarsi proprio nella natura stessa del Cristianesimo e nel ruolo che tale religione ha ricoperto nella storia dell’ Occidente.
Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, l’ultimo saggio di Umberto Galimberti, appare come una lettura interessante e illuminante, illustrante tesi che trovo parecchio condivisibili. Dunque, certamente consigliabile.

Santini_Natale_smallSantiniArte è una galleria “a conduzione familiare” che dimostra benissimo come, con passione e intelligenza, si può proporre buonissima arte contemporanea in modalità amatoriale, senza scadere nel banale e anzi effettuando un’opera di talent scouting che spesso le gallerie più rinomate non possono (o non vogliono) più fare. Fino al 12/01/13 SantiniArte propone Speciale Natale 2012, con in mostra opere di Faccincani, Amoroso, Bergamelli, Marinosci, Gonzaga, Grassi, Gualandris, Lodola, Signorelli, Longaretti. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della galleria la quale, vi assicuro, merita una visita!

Spesso non mi piace lo sproposito con il quale oggi certi anglicismi vengono utilizzati, tuttavia per descrivere Brand New Gallery mi pare che uno degli aggettivi più adeguati sia cool! Il 22 Novembre una delle più coolest gallerie di Milano inaugura (come suo solito) una nuova doppia esposizione: in galleria 1 The old lansquenet is laughing at us, di Angel Otero; in galleria 2 ABELOW SCHMABELOW, di Joshua Abelow. Per entrambi la chiusura sarà il 22 Dicembre. Cliccate sulle immagini delle opere (sopra Otero, sotto Abelow) per visitare le pagine dedicate alle due mostre nel sito web della galleria e conoscerne ogni dettaglio.

Affascinante nuova arte contemporanea nel sovente famigerato hinterland milanese? Certo! La Galleria Brera1 presenta a Corbetta – più precisamente nella Sala delle Colonne del Palazzo Municipale – Convoy, mostra personale di Stefano Mandracchia, con apertura dal 24 Novembre al 20 Dicembre 2012. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della galleria e avere ogni informazione utile sull’evento.

Da sabato 17/11 e fino al 21/12 è visitabile, presso la galleria d’arte contemporanea Kanalidarte di Brescia, la mostra Bianco Assoluto / White, nella quale sono esposte, in una sorta di ricreata Wunderkammer caratterizzata da ambienti in stile anni ’60, ventidue opere di un gruppo di artisti conosciuti a livello internazionale – Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Dadamaino, Lucio Fontana, Hermann Goepfert, Walter Leblanc, Piero Manzoni, Christian Megert, Henk Peeters, Turi Simeti, Ferdinand Spindel, Gunther Uecker, Gerhard Von Graevenitz – per i quali, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, il bianco ha rappresentato un paradigma assoluto e necessario per dare piena compiutezza alla propria ricerca. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Kanalidarte e avere ogni informazione utile sulla mostra.

Presso la Fondazione Pastificio Cerere a Roma – luogo sempre più centrale nel panorama culturale romano e non solo – è in programma, dal 15/11 al 26/01/13, la prima mostra personale in Italia del duo francese Berger&Berger, che comprende una serie di lavori inediti, realizzati appositamente per questa occasione. La mostra, dal titolo La densità dello spettro, riflette sulla realtà materiale del colore (pigmento, inchiostro da stampa, vernice industriale ecc.), contrapponendola alla sua natura immateriale, quale elemento costitutivo delle onde luminose. Nel cortile dell’istituzione, come parte integrante del progetto espositivo, è visibile anche Mystères, il manifesto che Laurent P.Berger, artista e Cyrille Berger, architetto, hanno ideato per Postcard from…. Per quest’ultimo progetto e per la mostra, cliccate sull’immagine e visitate il sito del Pastificio Cerere.

Rrose #3 è uscito! E basterebbe l’elenco di chi vi trovate dentro per darvi l’idea di cosa si tratta, e in che (sublime) modo: Yue Minjun, Demetrio Paparoni, Sara Boggio, Giorgio Manganelli, Lietta Manganelli, Internozero, Massimo De Nardo, Emma Dante, Giuseppe Distefano, Rodolfo Di Giammarco, chele Dall’Ongaro, Mauro Cicarè, Ed Wood, Elisa Savi Ovadia, Tullio Pericoli, Paolo Fabbri, Tirelli Costumi, Tommaso Lagattolla, Josef Svoboda, Massimo Puliani, Jérome Bel, Riccardo Giacconi, Gerard Malanga, Fondazione Pescheria, Chiara Gabrielli, Francesco Micheli, Silvia Camporesi, Lottie Davis, Chris Rain, Elena Ovecina, Andrea Tentori Montalto, Stefano Fantelli, Antonio Tentori, Paolo Rinaldi. Ma se ciò non dovesse (inopinatamente) bastare, aggiungo che Rrose è una meraviglia di magazine, come veramente poche se ne trovano, in giro! Cliccate QUI per visitarne il sito e conoscerlo, nonché per sapere come non lasciarvelo scappare…

La ricerca artistica di Alex Dorici continua con una vitalità incredibile, percorrendo vie espressive personali che rivelano potenzialità estetiche e tematiche che di primo acchito credo risulterebbero impensabili per molti… Ultima tappa di tale sua evoluzione è #4179, esposizione personale a cura del Museo d’Arte di Lugano, visitabile fino al 18 Gennaio 2013 presso la Limonaia di Villa Saroli, il polo espositivo che la città svizzera dedica all’arte giovane e più innovativa. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Dorici e avere ogni informazione utile nel merito, oltre che per farvi un’idea di cosa sia #4179 – un’idea che dal vivo vi saprà sorprendere più di quanto possiate immaginare.

All’insegna di un eros sottile, declinato in passione e dedizione carnale, intellettuale e sensoriale, Maravee 2012 è un caloroso omaggio dell’arte contemporanea alla figura e all’opera di Tina Modotti nel 70° anniversario della sua scomparsa“, attraverso fotografie, installazioni, film, video e performance. Il tutto a cura di Sabrina Zannier, e con la collaborazione di molti soggetti del mondo dell’arte tra i quali Galleria Elleni di Bergamo: ovvero, dal mio punto di vista, un’ulteriore garanzia di qualità. Al Castello di Susans, Majano, a Udine e a Capodistria, dal 19 Ottobre al 30 Dicembre. Cliccate QUI per visitare il sito web dell’evento e conoscerne ogni dettaglio.