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Sciopero?!

È in corso un ennesimo sciopero, in Italia, questa volta dei benzinai. Una pratica di (presunta) protesta talmente frequente da essere diventata “normale”, e per ciò notevolmente depotenziata e banalizzata in merito al suo senso e al valore originari.
Fermo restando il rispetto e la comprensione per le motivazioni di chiunque protesti, spesso con giusta causa, trovo che qui la pratica dello sciopero sia ormai anacronistica, demagogica, pletorica e di mera facciata, legata a solite e ottuse strumentalizzazioni di parte, all’incapacità di dialogo istituzionale tra gli elementi politici nazionali e al voler/dover far scena a beneficio dei media; di contro, lo sciopero spesso crea problemi soprattutto a chi non c’entra nulla con le parti in causa nella vertenza a cui si riferisce.
Sarà, ma credo che ad oggi, anno 2019, e salvo rarissimi casi, essere qui ancora a “risolvere” vertenze sindacali nei settori produttivi del paese a colpi di scioperi, sia soltanto o una meschina messinscena, appunto, o comunque una cosa da società arretrata e in costante regresso.
(Image credit: https://pixabay.com/it/users/iirliinnaa-3829110/; elaborazione mia.)
L’indice mondiale 2019 della libertà di stampa
Reporters Sans Frontieres ha pubblicato il 2019 World Press Freedom Index, la graduatoria relativa alla libertà di stampa del mondo aggiornata all’anno in corso, che è un’opera sempre assolutamente interessante e illuminante da leggere e navigare, in relazione al suo tema fondamentale e pure riguardo alla situazione generale del pianeta o, meglio, della civiltà umana: cliccate sull’immagine della mappa in testa al post per farlo.
L’Italia occupa la 43a posizione, in risalita netta da tre anni ma ancora il peggior paese dell’Europa Occidentale (per la cronaca, se si toglie Andorra, il paese più vicino è la Gran Bretagna, 33a). Al primo posto c’è la Norvegia, gli altri paesi scandinavi sono tutti nelle prime cinque posizioni (con l’Olanda) e la Svizzera è al sesto posto. Gli USA sono al 48° posto, abbastanza costanti negli ultimi 5 anni; la Russia è al 148° posto, anch’essa costante nel suo non essere un buon posto per la libertà di stampa. La Cina, che secondo tanti resta “la grande opportunità del mondo” e “un partner irrinunciabile per fare affari”, è al 177° posto, quartultima della graduatoria e in regolare peggioramento. Dietro di lei l’Eritrea, la Corea del Nord, penultima, e il Turkmenistan, ultimo e autentico inferno per ogni reporter.
In ogni caso, nel sito di RSF, troverete tutte i dettagli e le analisi sull’Index. Da leggere e meditare, appunto.
Stare sui social
C’è stato un tempo (recente) in cui chi non stava sui social si sentiva come chiuso in una prigione senza finestre e gli altri liberi di avere il mondo a disposizione; verrà un tempo (imminente) nel quale chi non starà sui social sarà una persona libera e indipendente, e gli altri controllati “a vista” in una prigione senza uscite.
Le macerie dentro di sé
Cercare di ragionare razionalmente e civilmente con certe persone – in particolare su certi argomenti, politici ad esempio, e soprattutto con certe persone sostenitrici di certi schieramenti politici – è diventato pressoché impossibile. E non cercando di imporre loro la propria idea, anzi, accettando pure l’ipotesi che possano avere ragione ma, appunto, chiedendo un confronto civile, aperto, obiettivo e basato su cose concrete e reali – su autentici fatti oggettivi, non su mere belle parole. Impossibile, appunto: la chiusura mentale, in ogni senso, che tali individui manifestano è sconcertante e raccapricciante, una sorta di ulteriore inopinata involuzione dell’analfabetismo funzionale e della dissonanza cognitiva che mina la loro lucidità mentale.
D’altro canto, costoro con le loro non idee sono pure arroccati dentro muri che essi credono solidi e invece sono fragilissimi, fatti di polvere che con un nonnulla può essere spazzata via. Se non se ne rendono conto, se non capiscono che ogni idea, qualsiasi idea che si voglia manifestare, deve essere basata sulla logica, sulla coerenza e sulla realtà effettiva altrimenti non è affatto un’idea ma una mera e pericolosa idiozia, sarà solo loro malgrado. Checché si credano tanto forti e sicuri, spariranno alla svelta implodendo in se stessi e colmando di macerie il vuoto che si sono creati dentro.
Non ci vuole – non ci vorrebbe – tanto per capire ciò, basta (basterebbe) usare il cervello.
Eh, appunto.