Jannis Kounellis, 1936-2017

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Non per fare un discorso di nazionalismo spicciolo, ma questa io credo sia oggi la modernità – Che non bisogna pensare, in questo oceano di globalizzazione approssimativa, di perdere il legame. Perché tutto allora diventa inevitabilmente minore. E appunto l’emotività ed il perché definitivo che dice: “quello o la morte” si perde. Mentre non bisogna perdere proprio questo! Quella condizione o la morte. Per me questa è la distinzione culturale, e non c’è un altra possibilità per noi e per i più giovani. È un appello – nel viaggio, nel grande viaggio: non perdere l’identità, altrimenti si perde il perché!

(Jannis Kounellis, citazione tratta da una conversazione con Lucilla Saccà in Kounellis, a cura di Bruno Corà, Ed. Il Ponte, Firenze, 2007.)

L’arte ineguagliabile della scultura, e di Antonio Guerra – questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio!

radio-radio-thuleQuesta sera, 19 dicembre duemila16, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 6a puntata della XIII stagione 2016/2017 di RADIO THULE!
Una puntata intitolata Come trovare il respiro della vita, citazione da un anime giapponese la cui prima parte dice: “Scolpire non è scavare una pietra…“. A ben vedere la scultura è, tra le arti visive, quella che da subito e più di ogni altra ha saputo dare non solo forma, all’espressività artistica, ma anche sostanza ovvero vita: banalmente, ma senza dubbio obiettivamente, è stata la prima modalità di creazione d’arte in 3D ideata dall’uomo. Ancora oggi, pure nella nostra era ipertecnologica ove tutto può essere realizzato, l’essenza e il fascino della scultura – pur rinnovati nella concezione pratica e nei materiali – conservano un valore che risulta ancora pressoché ineguagliato, in ambito artistico; e lo scultore, tutt’oggi come da sempre, è l’artista che come nessun altro impersonifica il creatore, colui che sa materializzare un’idea in qualcosa di reale e tangibile.
Il maestro Antonio Guerra è uno di questi “creatori” d’arte, di significati e di respiri, e RADIO THULE in questa puntata è assolutamente onorata di poterlo ospitare e di condurre i suoi ascoltatori alla conoscenza dell’uomo, dell’artista e del suo percorso nel mondo dell’arte così particolare e denso di significati che sanno andare oltre lo stesso e mero valore artistico delle opere.

antonio-guerra2Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

INTERVALLO – Londra, The Wapping Project Glasshouse Bookshop

45609Per qualche tempo Londra – meglio la zona dell’East End ovvero, ancor più precisamente, di Wapping, ha potuto vantare una delle librerie più originali del mondo: la libreria-serra di The Wapping Project, un progetto culturale che ha animato il suddetto quartiere londinese con numerose iniziative artistiche, una galleria d’arte, un ristorante e, appunto, la libreria-serra, specializzata soprattutto (e inevitabilmente) in libri d’arte, di design, di fotografia, moda e discipline creative in genere.

Purtroppo The Wapping Project è stato chiuso nel 2013, trasformandosi in The Wapping Project Bankside, una innovativa ma più “tradizionale” – nella forma – galleria d’arte. Il progetto della libreria-serra spicca tuttavia ancora oggi per originalità ed efficacia, ponendo i libri alla pubblica vista ma in un luogo che vi garantisca protezione: una forma di promozione della lettura senza dubbio assolutamente valido tutt’oggi, appunto!

Cliccate sull’immagine in testa al post per saperne di più (in inglese).

Dove comincia la poesia (René Magritte dixit)

Uno studioso al microscopio vede molto più di noi. Ma c’è un momento, un punto, in cui anch’egli deve fermarsi. Ebbene, è a quel punto che per me comincia la poesia.

(René Magritte, intervista a cura di Maurice Bots, 2 luglio 1951)

bill_brandt_rene_magritte_with_his_picture_the_great_war_1966Anche attraverso il proprio surrealismo pittorico, Magritte seppe indagare e spingersi ben oltre i limiti dell’arte visuale, fino a cogliere il senso stesso della poesia, appunto. Qualcosa, nella sua più preziosa autenticità, di sfuggente, quasi, eppure di immensamente grande e, sotto molti aspetti, rivoluzionario.
E viene da ironizzare sul fatto che, se Magritte cita il microscopio oltre la cui visione può cominciare la poesia, molti presunti “poeti” nemmeno col più potente cannocchiale riescono a trovarla e vederla…