“Il miracolo delle dighe” (già) su “Il Cittadino”

Ringrazio molto la redazione de “Il Cittadino” che già sabato scorso ha dato notizia dell’uscita (fate clic sull’immagine qui sopra) del mio nuovo libro Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore e disponibile dal 18 maggio ma che da qualche giorno si può prenotare in libreria o nei bookshop on line. La prima uscita “pubblica” del libro sarà invece al Salone del Libro di Torino domenica alle ore 15 presso lo stand di Fusta (B59, padiglione 1).

Il mio augurio è che lo vorrete leggere e, nel caso, che vi possa piacere, interessare, incuriosire, magari affascinare, forse far pensare. Ecco.

“Il miracolo delle dighe” non parla di dighe (non come pensate)

Questo mio nuovo libro che si intitola Il miracolo delle dighe in verità non “parla” di dighe.

Tra le sue pagine ne scrivo, certamente, ma poi racconto altro.

Non aspettatevi dunque una pletora di entusiasmanti dati tecnici sugli sbarramenti che invero ci sono, nel testo, e a sufficienza per suscitare la gioia di chi se ne fa intrigare ma senza che possano attrarre più attenzione di altre cose che vi leggerete.

Semmai, nel libro le dighe di cui racconto sono come delle gigantesche lenti attraverso le quali osservare il territorio d’intorno, capaci di renderlo visibile con un’accuratezza impensabile – accuratezza geografica, paesaggistica, estetica, antropologica. Sono come un cannocchiale ad alta definizione con cui poter osservare le montagne come altrimenti non si riuscirebbe a fare, e il libro prova a suggerirvi che non è il cannocchiale la cosa da osservare, come a volte ci viene di fare, anche se è ovviamente importante dal momento che senza di esso non osserveremmo al meglio ciò che vi e ci sta intorno e se, sta lì dove lo troviamo da diversi decenni qualche motivo interessante potrebbe esserci, a parte da come lo possiamo utilizzare.

Perché in effetti questo mio libro racconta soprattutto e con gran passione di montagne e dei loro paesaggi, ma lo fa scrivendo di dighe tra le montagne e non tanto di come queste trattengano l’acqua ma di come le montagne d’intorno rilascino storie, tante storie, che vi narro e con le quali spero di incuriosirvi, interessarvi, affascinarvi e farvi pensare. Su di noi, più che sulle montagne.

Insomma: se lo leggerete come spero farete, Il miracolo delle dighe, capirete tutto. Non ve lo prometto, ve lo assicuro!

Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne
Fusta Editore
Data di Pubblicazione: 18 maggio 2023
EAN: 9791280749451
ISBN: 1280749458
Pagine: 128, con appendice fotografica
Prezzo: € 17,90
In vendita da maggio 2023 in tutte le librerie e nei bookstores on line.

“Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne”, in tutte le librerie

Tra le vette imponenti di molte vallate alpine, ciclopici muri di calcestruzzo si stagliano nel paesaggio modificandone la geografia e impressionando lo sguardo di chi se li ritrova davanti. Sull’onda della crescente industrializzazione affamata di energia, da fine Ottocento sui monti sono state costruite dighe sempre più grandi e possenti, autentici capolavori ingegneristici che tuttavia rappresentano nella sostanza manufatti alieni e impattanti rispetto ai territori d’intorno. Eppure, a differenza di altre opere realizzate dall’uomo in quota, la diga facilmente suscita ammirazione e fascino ben più di dissenso e ribrezzo, al punto che molti dei maggiori sbarramenti idroelettrici alpini sono diventati mete turistiche consolidate, con migliaia di visitatori all’anno.
Perché un gigantesco muro di calcestruzzo piazzato a forza tra i monti con i quali apparentemente nulla c’entra suscita quelle sensazioni positive? Come è stato possibile che le dighe, pur in tutta la loro brutalità materica, siano riuscite in qualche modo a farsi accettare dal paesaggio montano, attirando frotte di visitatori, diventando sfondi per suggestivi selfies e alimentando un folto pubblico di appassionati? Dove nasce questo sorprendente “miracolo”?
Prendendo spunto da tali domande in fondo semplici ma che potrebbero sorgere spontanee in chiunque frequenti le montagne, sulle quali solo in Italia dimorano più di cinquecento “grandi dighe”, questo libro racconta un lungo e affascinante viaggio – poco tecnico, molto emozionale e sovente autobiografico – per le vallate alpine, alla scoperta dei paesaggi idroelettrici creati dalla presenza delle dighe, della particolare relazione culturale che hanno saputo intessere con i territori montani persino evocando suggestioni artistiche e filosofiche, di come abbiano contribuito a un’umanizzazione tutto sommato positiva delle alte quote e di come oggi la loro presenza ci interroghi inesorabilmente sul futuro delle montagne e del nostro rapporto con l’ambiente naturale.

Dal maggio è disponibile il mio nuovo libro Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore, mentre già ora è prenotabile sulle principali librerie on line. Ciò che avete letto lì sopra è il testo di presentazione ospitato sull’aletta interna del volume.

Nelle sue pagine vi racconterò di un lungo e appassionato viaggio attraverso le Alpi alla ricerca di una specie di “miracolo”, e dei «segni» – evidenti, enormi, ineludibili – che di esso le montagne conservano. Segni che, osservati meglio di quanto solitamente ci viene di fare e messi in relazione gli uni a gli altri e tutti quanti con i paesaggi che marcano, possono narrarci una storia “alternativa” e a suo modo prodigiosa della conquista umana dei territori alpini, tanto essenziale per il nostro passato quanto significativa per il presente e ancor più il futuro delle montagne. È un libro che racconta di dighe, dunque, ma se lo leggerete vi renderete conto che no, non parla realmente di dighe ovvero non soltanto e non come potreste immaginare. Dice piuttosto di tante altre cose che da un tot di tempo a questa parte accadono sui monti, e spesso sono cose sorprendenti le quali, forse, vi faranno osservare le montagne in un modo nuovo o almeno differente rispetto a prima.

Mi auguro dunque che lo vorrete leggere e, nel caso, che vi possa piacere, interessare, incuriosire, magari affascinare, forse far pensare e, chissà, appassionarvi ancora di più alle nostre montagne e ai loro meravigliosi paesaggi. Ecco.

Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne
Fusta Editore
Data di Pubblicazione: 18 maggio 2023
EAN: 9791280749451
ISBN: 1280749458
Pagine: 128, con appendice fotografica
Prezzo: € 17,90
In vendita da maggio 2023 in tutte le librerie e nei bookstores on line.

Qui trovate il comunicato stampa di presentazione del libro.

Il mio nuovo libro (e certe cose sorprendenti di cui narra)

«Chi va per montagne spesso se le ritrova di fronte, spettacolari e affascinanti per alcuni, sgradevoli e inquietanti per altri.
Ma che siano mirabili opere d’arte ingegneristica oppure ecomostri ciclopici e impattanti, le grandi dighe possono rivelarsi un punto di osservazione privilegiato e sorprendente per conoscere meglio le montagne, i loro paesaggi e noi che le frequentiamo.»

Il mio nuovo libro sta arrivando, e nelle sue pagine vi racconterò di un lungo e appassionato viaggio attraverso le Alpi alla ricerca di una specie di “miracolo”, e dei «segni» – evidenti, enormi, ineludibili – che di esso le montagne conservano. Segni che, osservati meglio di quanto solitamente ci viene di fare e messi in relazione gli uni a gli altri e tutti quanti con i paesaggi che marcano, possono narrarci una storia “alternativa” e a suo modo prodigiosa della conquista umana dei territori alpini, tanto essenziale per il nostro passato quanto significativa per il presente e ancor più il futuro delle montagne.

È un libro che racconta di dighe, dunque, ma se lo leggerete vi renderete conto che no, non parla realmente di dighe. Dice piuttosto di tante altre cose che da un tot di tempo a questa parte accadono sui monti, e spesso sono cose sorprendenti.

Mi auguro vorrete farvi sorprendere leggendolo, ecco.

(La foto è di Superbass, opera propria, CC BY-SA 4.0, fonte commons.wikimedia.org.)