Siete proprio sicuri?

Comunque, secondo me, in buona sostanza (e col massimo rispetto delle scelte di chiunque, sperando siano realmente libere), elargire consapevolmente il proprio 8×1000 alla chiesa cattolica per “opere di bene” è come pagare la benzina al malvivente che dopo averti distratto ti ha rubato l’auto perché con essa nel fuggire non resti a secco. Già.

P.S.: il piccolo ma perfetto “spot” donzaukeriano che vedete lì sopra, opera della premiata coppia Pagani & Caluri, è del 2010 ma resta assolutamente valido, oggi – il che è parecchio emblematico riguardo al tema sopra citato. Per il resto, cliccate qui.

Guillermo Mordillo, 1932-2019

Mordillo era geniale. Punto.

Non serve dire molto altro, se non che con la sua dipartita ora di certo andrà a far divertire altri mondi e altre dimensioni come ha fatto divertire noi, quaggiù, in modo più unico che raro. Anche in questi tristi momenti, scorrendo le immagini delle sue strisce che si trovano sul web e ridendo, per quanto sono divertenti: è questo il suo regalo più bello per noi, ed è un dono che non ha tempo ne fine.

(Clic)

Monkey Punch (1937-2019)

Notizia triste, accidenti.
Leggo che è morto Monkey Punch, all’anagrafe Kazuhiko Kato. È il creatore di Lupin III, da cui poi fu tratto il celeberrimo, affascinante cartone animato col quale, lo posso ben dire, sono venuto grande – e con me chissà quanti altri dai 40 in su, immagino. Aveva 81 anni ed è morto lo scorso 11 aprile, ma la notizia è stata diffusa solo oggi.

«Ciao ciao Zazzà» soleva dire Lupin fuggendo per l’ennesima volta al suo irriducibile nemico, l’ispettore Zenigata. Ciao ciao Monkey Punch! – ora tocca mestamente dire parafrasando Lupin a noi, suoi irriducibili fans.

Il mondo di oggi nella matita appuntita (e pungente) di Quino

Joaquín Salvador Lavado Tejón, in arte Quino, è conosciuto ovunque e da tutti per essere il “padre” di Mafalda. Meno conosciute invece, proprio perché nascoste, per così dire, dalla grande popolarità della ragazzina terribile – e terribilmente sagace -, sono le tante altre sue tavole che in poche vignette, con pungentissimo humor e illuminante chiarezza (per di più senza nemmeno aver bisogno di dialoghi) riescono a illustrare alcune delle più controverse verità del mondo in cui viviamo.

Come la tavola qui sopra, dedicata al rapporto o, meglio, all’antinomia tra libertà e potere, o quella sottostante, che ancor meno abbisogna di commenti. Lavori, peraltro, anche di qualche lustro fa eppure sempre attualissimi. Drammaticamente attuali, per questo di gran valore e meritori di massima conoscenza, quella che nel mio piccolo sto cercando di agevolare ora, qui.

Una cordiale misantropia

A ben vedere, con certa parte (invero piuttosto ampia) dell’umanità contemporanea, credo che l’atteggiamento migliore e più sociologico che si possa tenere sia una sincera, serena, cordiale e rispettosa tanto quanto attiva e risoluta misantropia. Non prevaricatrice ma divaricatrice, intellettualmente e moralmente più onesta nonché molto meno ipocrita della pseudo-socialità artificiosa e conformista ovvero dei tanti comportamenti arroganti e barbari che, purtroppo, caratterizzano la società di oggi – quella società che per convenzione definiamo “civile” ma che troppo spesso appare come un ring entro il quale l’unico principio che regola i rapporti “sociali” tra gli individui è quello del più deleterio e rozzo mors tua vita mea. Quanto di più lontano e avverso a qualsivoglia concetto di “civiltà”, insomma, rispetto al quale non resta che atteggiarsi come sopra, inevitabilmente.