Oggi, ultima puntata di RADIO THULE su RCI Radio, perché… ogni fine è un nuovo inizio!

Thule_Radio_FM-300Questa sera, 1 luglio duemiladiciannove, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #16 dell’anno XV di RADIO THULE. Titolo della puntata, “Ogni fine è un nuovo inizio!”
Già, è l’ultima puntata di questa 15a stagione, e un po’ come nell’ultimo giorno di scuola, stasera si festeggia e si fa baldoria! Perché la stagione  con questa puntata si conclude, sì, ma come ha scritto Thomas Stearns Eliot «Ciò che diciamo principio | spesso è la fine, e finire | è cominciare.» Quindi, oggi finisce la stagione ma iniziano tante nuove cose, a cominciare (appunto!) dall’estate – qualche giorno fa – eppoi il periodo delle vacanze scolastiche, delle ferie, dei viaggi più o meno avventurosi ovvero, in genere, comincia il periodo dell’anno nel quale ci si rilassa e ricarica per poter poi affrontare una nuova stagione, qualsiasi cosa ciò significhi e comporti.

In ogni caso, baldorie a parte, non mancheranno anche in questa ultima puntata disquisizioni su temi di vario genere e, in particolare, proprio su cose interessanti da fare e da vivere in questo periodo estivo… e per la prossima stagione, come dicono i dj seri, «stay in touch!» : seguite il blog e sarete aggiornati sul futuro di RADIO THULE!

Dunque mi raccomando: ci sentiamo questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti, per avere RADIO THULE sempre con voi anche in vacanza, QUI! E, sempre come dicono i dj seri, «stay tuned!» BUONE VACANZE!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS;
– in streaming classico e HD su  www.rciradio.it;
– su TUNE IN;
– con il Player Android su Google Play;
– con il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

8 anni di blog!

Ohibò!
Mi sono appena reso conto che oggi il blog – questo blog, intendo – compie 8 anni! Infatti il primo articolo – originale al mio solito – lo pubblicavo proprio il 21 giugno del 2011.

Nel frattempo ne è passata parecchia di acqua sotto i po…st ma, ancor più (ho dato un occhio alle statistiche), sono passati dal blog 279.948 visitatori. Che non so se siano pochi o tanti (a me sembrano tantissimi), semmai ciò che conta è, per quanto mi riguarda, la gratitudine che rivolgo a tutti, a chi lo frequenti spesso, a chi vi è iscritto e pure a chi sia passato una sola volta. Non sono così sbruffone da credere di aver offerto sempre dei contenuti interessanti, certamente ci ho provato (ma, sapete, tra il dire e il.. postare c’è di mezzo il mare – del web, nel quale tutti “navighiamo” con o senza una meta) e, comunque, un blog vive di sicuro dei propri contenuti ma, ancor più, di chi li fruisce e lo frequenta.
Quindi, per tutto ciò: doppiamente, triplamente, molteplicemente grazie!

Ok, ora basta coi festeggiamenti folli. Torniamo sobri come bottiglie di acqua distillata!

Come si vestono quando fa caldo (per ribadire)

P.S. – Pre Scriptum: serve ribadire quanto già scrivevo lo scorso anno, appena iniziata la stagione più calda, in merito a come si veste l’italiano medio quando, appunto, il clima comincia a farsi estivo?
Fatemi dare un’occhiata in giro…
Sì, serve. Assolutamente. Caspita se serve!
Perché, appunto, gli italiani medi nella bella stagione fanno a gara a chi si veste nel modo più brutto. Al punto che basterebbe anche solo questo (pur validissimo) motivo per contrastare in ogni modo l’aumento della temperatura globale cagionata dai cambiamenti climatici. Insomma: già ci tocca far fronte ai danni del riscaldamento globale, mica ci toccherà far fronte pure ai danni (alla decenza e al decoro) di tal rintronamento mentale?

No, eh!

Insomma, bastano due-giorni-due di caldo oltre la media e già lo svacco e la sciatteria imperano nell’ognidove italico, con manifestazioni pubbliche di fogge che in frequenti casi risulterebbero probabilmente ridicole persino per un party trash ferragostano in spiaggia ove chi si vesta peggio s’accaparri un cocktail gratis.

Va bene che siamo passati in pochi giorni da un clima prettamente invernale a un’afa tropicale, va bene che la un tempo celebre e celebrata eleganza italiana è stata ormai da tempo gettata alle ortiche (o nei bagni di qualche sala slot) insieme a tante altre una volta prestigiose virtù nazionali, va bene che il clima sta impazzendo e le persone non gli sono da meno, ma qui non ci saranno più le mezze stagioni ma di contro c’è pieno di mezzecalzette – ciabattate, infraditate, bermudate o pinocchiettate ovvero con altri “addobbi” estivi similmente orribili.

Ora, non arrivo a dire che pure da queste cose si possa comprendere lo “stato della nazione” (precarissimo, per quanto mi riguarda), però l’ho praticamente scritto. Ecco.

Gente dallo stile climaticamente confuso

Ecco, lo sapevo.
In tre giorni (di maggio, si noti bene) siamo passati dalla fine di febbraio alla metà di luglio, dalle nevicate a bassa quota al caldo subtropicale, sicché la gente – già confusa di suo per mille motivi – sta andando ancora più in confusione e non di rado mi capita di vedere uno accanto all’altro, ad esempio sul marciapiede ad attendere che un semaforo pedonale diventi verde o alla fermata dei bus, tizi agghindati come se stessero per raggiungere il Polo Sud e altri che sembrano appena tornati dalla spiaggia di Ibiza.
Eppoi dicono che il cambiamento climatico non è un problema: lo è eccome, invece, e pure per quanto riguarda lo “stile” (il look, direbbero quelli “avanti”) della gente comune. Il quale, peraltro, è già confuso di suo: sia chiaro, ognuno è libero di vestirsi come vuole ma, in tali circostanze, l’abito fa il monaco, altroché!

INTERVALLO – Lisbona (Portogallo), Livraria Sá da Costa

La Livraria Sá da Costa è una delle librerie più antiche e celebri di Lisbona. È stata fondata nel giugno del 1913 da Augusto Sá da Costa, editore visionario che ha promosso e perseguito l’idea di diffondere una cultura globale. Così nel tempo la libreria, ubicata in un edificio classificato come monumento storico, si è arricchita di libri antichi e rari oltre che di oggetti particolari, di fotografie, di affiche, di mappe storiche e di tante altre rarità. Gli oltre 50 mila libri di diverse epoche e differenti lingue presenti sono esposti su scaffali in legno che sanno d’antico e tra arredamenti in stile modernista: elementi che fanno della libreria Sá da Costa un rifugio speciale per chi ama la lettura e chi brama di curiosità. La longevità di questa libreria è legata al suo credo nella forza della cultura che nel tempo le ha consentito di sopravvivere alla dittatura, di superare più recentemente una crisi fallimentare e anche di competere con l’avvento del digitale. Non per nulla, all’ingresso, la Sá da Costa accoglie i visitatori con il motto instruere: construere, rappresentando oggi una tappa immancabile nei tour culturali della capitale portoghese.

Cliccando sull’immagine in testa al post potrete vedere un video sulla libreria prodotto dalla RSI, la Radiotelevisione della Svizzera Italiana, dal cui sito ho anche ricavato parte del testo di questo articolo.