Meno male! Una recensione negativa di “Cercasi la mia ragazza disperatamente”!

Meno male, sì! Avete letto bene!
Il blog letterario Il Diario della Fenice ha pubblicato una recensione indubbiamente negativa di Cercasi la mia ragazza disperatamente, il mio ultimo romanzo, firmata da Jacopo, uno dei collaboratori del blog. La potete leggere cliccando sull’immagine qui a fianco: mi pare del tutto onesto proporla al pari delle numerose altre positive, no?
Forse ora voi vi aspetterete che io mi metta a rispondere punto su punto alle critiche espresse nella recensione, acido come un bidone di Idraulico Liquido, affermando le mie verità le quali, in quanto sostenute direttamente dall’autore del libro in questione, possano facilmente avere maggior valore di qualsivoglia critica…
E invece no, nient’affatto. E non lo faccio per diversi motivi: perché, in primis, de gustibus non est disputandum; perché diamine, se pensassi che quanto ho scritto non possa che piacere a chiunque, ovvero che chi lo criticasse non potrebbe che avere torto assoluto, sarei un autore miserrimo, e destinato al fallimento letterario rapido e totale; perché ogni critica, quando non ottusa ed espressa solo per denigrare, è preziosa quanto un buon consiglio, e perché ribattere colpo su colpo come stessi rozzamente duellando con l’autore della recensione mi pare una sostanziale mancanza di rispetto verso le sue opinioni, le quali invece comunque accetto e tengo in considerazione, appunto.
D’altro canto la recensione negativa de Il Diario della Fenice è l’unica al momento ricevuta, e quanto essa critica viene invece elogiato da altre recensioni: vedasi (e leggasi) ad esempio Francesco Paglione su Shvoong, oppure quanto scritto su Reading at Tiffany’sde gustibus, appunto! Eppoi sono perfettamente consapevole del fatto che lo stile che ho “creato” per Cercasi… e per il precedente La mia ragazza quasi perfetta, così insolito, particolare e al di fuori di buona parte dei metri comuni di giudizio letterario attuali, possa essere esaltato e fatto proprio dal lettore tanto quanto criticato e, se così posso dire, incompreso. E’ giusto così, ci mancherebbe, e così accade sempre per ogni cosa che appaia diversa e si piazzi fuori dagli schemi, come – io spero – siano i miei libri, gli ultimi soprattutto.
Insomma, massì! Meno male che il “curriculum” del romanzo può annoverare anche una recensione negativa… Se ne avessi ricevuto solamente di positive, sinceramente mi sarebbe sorto qualche dubbio – quanto meno sulla generale sincerità di alcuni degli autori di esse! L’univocità assoluta è sempre sospetta: mi ricorda, ad esempio, certo meschina piaggeria riservata a politici o figuri affini!
Dunque ringrazio di cuore Il Diario della Fenice, per aver accettato di avere a che fare con Cercasi la mia ragazza disperatamente, per avervi dedicato tempo e spazio sul blog, e per aver espresso con (credo e spero) indubitabile sincerità il loro parere sul mio romanzo. Mi auguro si ricrederanno con la mia prossima opera edita, qualsiasi essa sia!
Per chi invece vuole dare credito a tutte le altre lusinghiere recensioni sul romanzo, clicchi sul libro qui sopra e conoscerà ogni cosa sullo stesso!

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“Cercasi la mia ragazza disperatamente”: sii un suo Reader, se vuoi essere un Leader!

Beh… Non serve aggiungere altro, no?
Mi chiedo solo se il Presidente USA legga Cercasi la mia ragazza disperatamente per rilassarsi e svagarsi tra un impegno ufficiale e l’altro, oppure, al contrario, per concentrarsi meglio in vista degli stessi… Perché in effetti potrebbe ben leggerlo per entrambi gli scopi!
E pure voi potreste farlo – se non l’avete già fatto… Cliccate sulla fotografia per sapere tutto quanto di utile sul romanzo, su come acquistarlo in versione cartacea o ebook, per leggere la rassegna stampa, le recensioni, vedere il booktrailer e ogni altra cosa.
Cercasi la mia ragazza disperatamente: una lettura assolutamente potente!

“Marshmallow”: De Francesco, Gobbetto, Gonzato, Manto, Rahimi, by Brera1 Arte Contemporanea. Corbetta, 05-16/05/12


Galleria Brera1 Arte Contemporanea presenta Marshmallow, mostra collettiva con Giovanni De Francesco, Nicola Gobbetto, Paolo Gonzato, Dacia Manto, Farid Rahimi. A cura di Paolo Gonzato.
Inaugurazione: sabato 5 Maggio, ore 18.00, Corbetta, Sala delle Colonne – Palazzo Comunale. La mostra resterà aperta fino al 16 Maggio 2012.
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della Galleria Brera1 e avere ogni utile informazione sull’evento.

Chuck Palahniuk, “Ninna nanna”

Se non si può considerare il tipico paesaggio americano senza considerare il Grand Canyon, o la storia dell’America senza considerare gli indiani nativi, oppure il più popolare american dream senza considerare Hollywood o la Route 66 – e, per ogni caso citato, qualsiasi altro simbolo identificativo dell’America di ieri e di oggi – a mio parere non si può considerare la letteratura contemporanea americana, e ancor più la capacità narrativa e rappresentativa generale della realtà di cui è capace, senza considerare Chuck Palahniuk.
Palahniuk, di quella realtà americana contemporanea, è la voce della parte più socialmente oscura e deviata. E non in senso noir, orrorifico, scandaloso o che altro: almeno non nel senso classico. Se vi è una coscienza di superficie, per così dire, ovvero quella che forma e genera la sostanza “positiva” dell’America di oggi, che si rifà in gran parte ancora al suddetto american dream, ai personaggi alla Obama o alla Jobs, alla libertà, al rock di Elvis, al “God bless America” e così via, c’é di contro una incoscienza di fondo che serpeggia al di sotto di quella superficie, l’altra faccia della medaglia USA: quella delle mai del tutto sopite tensioni razziali, della povertà avanzante, dei fondamentalismi più o meno religiosi o dell’imperialismo travestito da democrazia esportata. Ecco, c’è l’una cosa e c’è l’altra, e poi c’è un mondo di mezzo nel quale convergono elementi di entrambe le cose, le quali scontrandosi a volte in maniera violenta creano una meta-coscienza mutante, che vive tanto di positività quanto di negatività, di bontà e pure di malvagità, di realtà concreta quanto di utopia distorta, e di molta dell’ipocrisia che da ciò può derivare. L’America è ancora un posto da sognare e da ammirare, oppure è diventato un luogo falso e simulatore? Beh, esattamente nel dubbio che sta in mezzo a questi due estremi, c’é Chuck Palahniuk…

Leggete la recensione completa di Ninna Nanna cliccando sulla copertina qui sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…