La maschera di Nabokov

«Pensa mai ai suoi lettori quando scrive?»
«No», dichiara Nabokov, «non quando scrivo. Ma a volte mi capita di sognare una sala piena di lettori dei miei libri, e tutti quei lettori tengono davanti al viso una maschera che è il ritratto di Vladimir Nabokov.»

(Jan BrokkenBagliori a San Pietroburgo, Iperborea, 2017, traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo, pagg.157.)

Cinque milioni di abitanti!

Quando avevo vent’anni, era comparso un titolone sul giornale: «Una pietra miliare! Leningrado conta cinque milioni di abitanti!» Era un’epoca orrenda, il periodo buio di Brèžnev. Dopo la svolta l’indice di natalità era calato in maniera impressionante, ma niente paura: cos’ha letto Aleksej alla fine del primo mandato di Putin? «Pietroburgo conta cinque milioni di abitanti! Una pietra miliare!» Dopodiché le fabbriche hanno chiuso, una dopo l’altra, migliaia e migliaia di operai sono andati via. E cosa ha letto Aleksej sul giornale alla fine del 2014? «Congratulazioni, Pietroburgo! Cinque milioni di abitanti!»

(Jan BrokkenBagliori a San Pietroburgo, Iperborea, 2017, traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo, pag.126.)

Quando i libri erano i “social”

Qualunque libro, per innocuo, per utile che sia, può diventare dannoso, secondo la mente dell’uomo che ‘l legge.

(Giuseppe BianchettiDei lettori e dei parlatori: saggi due, Le Monnier, Firenze 1858, pag.31.)

Ecco: provate a sostituire la parola “libro” con social e converrete che quasi due secoli fa avevano già capito l’andazzo.