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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

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PROSSIMI APPUNTAMENTI

Sabato 16 maggio a Rovereto:

Il prossimo 16 maggio sarò a Rovereto (Trento) per il X Summit Nazionale delle Bandiere Verdi di Legambiente, che quest’anno ha il significativo titolo “Controvento. Oltre i modelli intensivi: un nuovo sviluppo della montagna”. Insieme a Maurizio Dematteis, direttore dell’Associazione Dislivelli, presenteremo il lavoro finora svolto sul progetto della Carovana dell’Accoglienza Montana nell’intervento dal titolo “Misurare l’accoglienza montana: come il turismo può dare valore alle comunità”. A breve vi darò maggiori dettagli, ma potete già iscrivervi per partecipare con il QR code che trovate nella locandina lì sopra, cliccateci sopra per ingrandirla; qui invece trovate il programma completo.

(Cliccate sull’immagine per accedere all’archivio di tutte le notizie pubblicate.)

L’AMBIENTALISMO È IL PARTITO DEL «NO»!

Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness Italia, nel suo ultimo “editoriale” sul sito dell’associazione affronta uno dei cliché più diffusi nel dibattito pubblico, mostrando come l’ambientalismo sia portatore di proposte, non di semplici opposizioni. «Ma davvero l’ambientalismo è il partito del NO? Vediamo di rispondere a questa affermazione ormai divenuta luogo comune. I media e la politica di questi tristi tempi cercano di banalizzare ogni idealità diversa da chi domina, pur di evitare confronto serio, basato su dati scientifici. L’esperienza mi porta a dire che il confronto viene evitato dalle istituzioni: nelle aree protette, nelle istituzioni, perfino nei media, si scappa dal dialogo, vedasi le conferenze stampa a senso unico tenute da troppi governi…» [continua sul sito web di MW-Italia.]


LA LOCALITÀ PIÙ COSTOSA DELLE ALPI? È SEMPRE QUELLA!

Secondo la pubblicazione “UBS Luxury Property Focus 2026“, St. Moritz si conferma la località più cara delle Alpi e tra le più costose al mondo per l’acquisto di una casa, con un prezzo medio di 52.000 franchi al metro quadrato, pari a oltre 57.800 Euro. Seguono Gstaad e Verbier, a loro volta località alpine svizzere, con circa 45.000 franchi (49.100 Euro circa). Negli altri paesi alpini, a Courchevel (Francia) il costo è di 32.000 Euro/mq, a Kitzbuhel in Austria circa 20.000 Euro/mq: un costo simile a Cortina d’Ampezzo, la località più cara delle Alpi italiane, con costi oscillanti tra i 15 e i 20.000 Euro/mq. Quale termine di paragone, il costo al mq di una casa a Montecarlo/Principato di Monaco è di 57.500 Euro, molto simile a quello di St. Moritz.


SANTA CATERINA VALFURVA RINUNCIA A UN NUOVO IMPIANTO DI RISALITA (?!)

Il comune di Valfurva ha rinunciato al finanziamento di 4,5 milioni di Euro del Fondo Comuni Confinanti destinato alla realizzazione di un nuovo impianto di risalita con relativa pista da sci optando per l’utilizzo di quelle risorse per sostenere altri progetti a favore della collettività. Di per sé è una bella notizia, ovviamente; peccato che non derivi da consapevolezze e convinzioni autentiche sul portato dell’intervento, ma dall’iter burocratico troppo lungo, dalle difficoltà dal punto di vista autorizzativo e dall’insufficienza dei fondi. Nessuna presa di coscienza sul futuro critico dello sci, insomma. Tant’è che il Sindaco di Valfurva ha parlato di «un sogno non realizzabile» e la minoranza in comune si è detta «critica» sulla decisione (!). Amen.


A CORTINA TRA QUELLI DELLE OLIMPIADI GIÀ VOLANO GLI STRACCI

Come ampiamente previsto, il dopo Milano-Cortina si configura sempre di più come una commedia tendente alla farsa che rende evidente – insieme ai conti disastrati e all’assenza di ricadute positiva per i territori – il disastro olimpico. Ecco dunque che, a Cortina, Simico – la Società Infrastrutture Milano Cortina – e Pizzarotti, impresa costruttrice della contestatissima pista di bob che presenta già molti danni, vanno contro la Fondazione MiCo (MilanoCortina) che non vuole pagare il ripristino del tracciato: «L’impianto era perfetto» dicono i primi. Non è forse che l’unica vera cosa “perfetta” da fare era non costruire proprio la pista risparmiando la montagna di soldi che è costata e quella che servirà per mantenerla?


“ALPI IN MOVIMENTO”, UN’AZIONE COLLETTIVA A TUTELA DELLE MONTAGNE

Lo spazio alpino è chiamato ad affrontare grandi sfide comuni: crisi climatica, estinzione delle specie, turismo di massa e congestione del traffico. A partire da quest’anno la giornata d’azione “Alpi in movimento”, che si terrà il 29 agosto 2026, richiamerà l’attenzione sulle possibili soluzioni attraverso una vasta gamma di attività, invitando a vivere le Alpi, a scoprirne la diversità e a festeggiarle insieme. Ogni idea conta: che si tratti di un grande evento o di un’iniziativa locale – una lettura, una visita guidata, una tavola rotonda, un’escursione, un’azione creativa o una manifestazione politica – tutto è benvenuto! Da subito è possibile inserire le attività direttamente sulla mappa all’indirizzo www.alpiinmovimento.org, nel quale troverete ogni altra info utile.

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: Vorland

“Fare” il paesaggio

[Il nucleo di Costa, o Costa Antica, Monte Marenzo, Val San Martino.]

Il problema della tutela e del rispetto per il paesaggio è un fatto intimo, da riportare alla coscienza individuale, anche se rientra tra i grandi fatti territoriali, collettivi e addirittura planetari. Non servono prediche, indicazioni disciplinari pesanti, ma solo la lieve carezza di uno sguardo verso il maggiore dei doni che ci sono stati dati sulla Terra e che quindi deve essere amato e rispettato, come bene sacro, troppo spesso tradito in cambio di beni puramente materiali.
[Eugenio Turri]

È l’uomo che fa il paesaggio, trasformando il territorio, adattandolo ai propri bisogni, creando luoghi, interagendo con essi e definendoli in base al vissuto collettivo e alla cultura condivisa dal gruppo abitante. Ma tutto ciò genera un pari fenomeno “di ritorno” per il quale è il paesaggio a fare l’uomo, influenzandone la presenza nel territorio, determinando la percezione dei luoghi e dei contesti, contribuendo alla formazione del valore culturale dell’abitare umano in esso. È un perenne do ut des che sta alla base della nostra relazione con il territorio identificato dal proprio paesaggio, uno scambio costante tra azioni materiali e nozioni immateriali (e a volte viceversa) le une dipendenti dalle altre in un modo il più possibile equilibrato il quale solo all’apparenza è determinato dalle circostanze e dai bisogni momentanei ma, in realtà, viene elaborato proprio dalla cultura che si è formata nel tempo durante la relazione tra luoghi abitati e uomini abitanti.

La capacità di preservare l’equilibrio che dà valore a questa relazione è ciò che può determinare la più funzionale e proficua armonia tra elementi antropici, territorio e ambiente, oltre che la piacevolezza estetica della sua visione e la percezione positiva del paesaggio che se ne ricava. Quando invece l’equilibrio non viene rispettato e la reciprocità viene sbilanciata con il perseguire una dominazione forzata sul territorio ovvero una sua trasformazione eccessiva, non solo si conseguirà un’inevitabile disarmonia e un abbruttimento del paesaggio, ma col tempo si cagionerà un contrasto, un dissidio anche in chi interagirà con il territorio in questione, abitandolo o frequentandolo. Fare male il paesaggio – e fare male al paesaggio – significa fare male a chiunque lo viva: ciò risulta un’eventualità ancora più grave nel caso in cui colui che cagiona un danno al paesaggio e colui che lo vive sono lo stesso soggetto, espressione dello stesso gruppo. È una forma di autolesionismo (quasi sempre) inconsapevole che non per questo risulta meno deleteria, alla lunga, anzi: lo è anche di più non venendo còlta in tutta la sua pericolosità. In chiave politica, è una delle maggiori responsabilità e, se mal gestita, delle maggiori colpe di un amministratore locale che non voglia o non sappia comprendere il valore della relazione attiva tra il suo gruppo abitante e il luogo che abita, e anche per questo decida di usufruire del luogo in maniera disequilibrata e carente di consapevolezza culturale, il che denota anche una mancanza di sensibilità e cura verso il paesaggio del quale si è causa e effetto.

Così nascono luoghi piacevoli nei quali è altrettanto piacevole stare oppure, al contrario, spazi vissuti ma privati di equilibrio e armonia, nei quali lo starci inevitabilmente genera disagio, spaesamento, alienazione. Sarà merito nell’un caso o colpa nell’altro ma comunque è causa nostra, di noi che gestiamo politicamente il territorio determinandone il paesaggio e che sappiamo relazionarci con esso armonicamente oppure disordinatamente. Perché quando osserviamo un paesaggio, in realtà osserviamo noi stessi, e prima che fuori, è dentro di noi che dobbiamo ricercare la sua bellezza.

Scritto il 11 febbraio 202310 febbraio 2023Categorie Magazzino,OpinioniTag Africa,ambientale,ambiente,ambienti,amministrazione,Annibale Salsa,antropizzazione,antropologia,architetti,articoli,Asia,bellezza,benessere,Borghi,CAI,campagna,catalogo,Città,civiltà alpina,Club Alpino Italiano,competenza,competenze,comprendere,concetto,considerazione,coscienza,cultura,culturale,Dolomiti,dote,doti,download,ebook,ecologia,economia,elaborazione,elemento culturale,equilibrio,estetica,estetica del paesaggio,Eugenio Turri,geografia,geografo,gestione,guardare,hinterland,I paesaggi delle Alpi,identità,identità culturale,intervista,lavori,Lessinia,lettura,libri,luoghi,luogo,Marsilio,Montagne,montanari,Monte Baldo,Monte Marenzo,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,osservare,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesaggio interiore,paesi,patrimonio,pdf,percezione,politica,progettazione,progetto,qualità,qualità della vita,recensione,recensioni,relazioni,responsabilità,saggi,segni,senso del limite,sociologia,spazio,stile di vita,storia,territori alpini,territorio,testo,titoli,Trentino,TSM,turismo,tutela,umanizzazione,Umland,Unesco,uomo,urbanisti,vedere,viaggi,villaggi,villaggio,vivere bene,vivere meglio,Vorland,Weekend nel Mesozoico1 commento su “Fare” il paesaggio

Il luogo più umano

[Foto di Nature_Shots da Pixabay.]

Un villaggio col suo Umland, il suo spazio vitale circostante, costituisce quasi sempre un paesaggio naturalmente percepibile, tutto abbracciabile con lo sguardo; ciò che non accade ad esempio per la città, a meno di osservarla dall’aereo o da una prospettiva che consenta di vedere e percepire il rapporto tra aggregato urbano e zona circostante di cui vive ed è centro. Anche per questo il villaggio è uno degli elementi meglio definiti del paesaggio umanizzato, il segno in sé più completo, il più facilmente interpretabile: in esso difatti si coglie in maniera diretta il rapporto uomo-natura, di cui emergono tutte le motivazioni più immediate, più elementari, e perciò anche più semplicemente umane, al modo di come i nidi sugli alberi ci possono indicare la condizione degli uccelli che li hanno costruiti.

(Eugenio Turri, Antropologia del paesaggio, Marsilio Editori, 2008, pag.215; 1a ed. 1974.)

In questo passo Turri, una delle figure fondamentali da conoscere e studiare per chiunque si interessi – in modo più o meno approfondito – di paesaggio, non sta dicendo che i villaggi sono luoghi “migliori” delle città, come potrebbe sembrare, ma sta spiegando una delle ragioni (antropologiche) fondamentali per le quali abbiamo la sensazione di vivere meglio nei villaggi piuttosto che nelle città. Non solo dunque perché nei villaggi c’è più Natura, aria pulita, meno pericoli in generale e quant’altro – d’altronde in città ci sono servizi, agi e spazi pubblici importantissimi per il buon vivere che un villaggio non può avere; è semmai una questione legata alla relazione che gli individui intessono con i luoghi in cui vivono ovvero all’identificazione reciproca di essi e con essi. Una relazione che è più semplice costruire nei paesi che nelle città e ciò proprio in forza di quanto osservato da Turri.

Così come il paesaggio è una costruzione della mente umana, anche l’abitare in esso è il frutto di una concezione intellettuale prima ancora di un adattamento a esso, che semmai ne rappresenta la conseguenza primaria. Più abbiamo coscienza del nostro abitare un luogo, più sappiamo intessere la relazione culturale con esso, più sentiremo di viverci bene e più contribuiremo a fare di quel luogo un buon posto dove vivere. Che sia un villaggio in una zona rurale o una grande area metropolitana: la sostanza è diversa (e diversi saranno i modi per strutturarla) ma in fondo il principio è lo stesso.

Scritto il 28 gennaio 202227 gennaio 2022Categorie Dixit,Opinioni,Paesaggi da vivereTag Africa,ambienti,antropizzazione,antropologia,architetti,Asia,benessere,Borghi,campagna,catalogo,Città,concetto,cultura,download,ebook,ecologia,Eugenio Turri,geografia,geografo,hinterland,identità,lavori,Lessinia,lettura,libri,luoghi,Marsilio,Monte Baldo,Natura,niclie rurali,nomadismo,non luoghi,opere,Paesaggi da vivere,paesaggio,paesi,pdf,percezione,progettazione,progetto,recensione,recensioni,relazioni,segni,spazio,stile di vita,storia,territorio,titoli,umanizzazione,Umland,uomo,urbanisti,viaggi,villaggi,villaggio,vivere bene,vivere meglio,Vorland,Weekend nel MesozoicoLeave a comment on Il luogo più umano

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