Lunedì mattina

postcardmondaymorninginnewyorkcity1907
Lunedì mattina nella New York del 1904.
Perché un tempo la domenica (forse) non si lavorava in fabbrica ma a casa sì (e le donne soprattutto e sempre, viene da pensare).
Ergo, a quei tempi il lunedì forse non era così “tragico” come molti credono sia, oggi.

(Fonte dell’immagine: qui.)

Società deboli, leader “forti”, cultura assente

il_grande_dittatore_locSocietà deboli – deboli di cultura, di identità, in preda a numerose fobie indotte, sociologicamente destrutturate e degradate, irrazionalmente etnocentriche – chiedono e vogliono essere guidate da leader “forti”, che tali si manifestano proprio in forza della debolezza diffusa. Ma anche in questo caso la “regola” è sempre quella: ogni popolo ha i governanti che si merita ovvero, detto in altre parole, ogni società esprime leaders che inevitabilmente sono esempio assoluto e massima rappresentazione di esse. Per ciò, queste società non si rendono conto che i loro leader forti in realtà sono estremamente deboli, che la forza da essi manifestata – quasi sempre coercitiva, guarda caso – non è che il tentativo di mascheramento della loro reale debolezza: società di questo tipo, dunque, sono inevitabilmente destinate ad una decadenza assai rapida, e tale anche per l’incapacità di cognizione della loro effettiva condizione, appunto.

Viceversa, società forti – in senso identitario, culturale, sociologico – e altamente consce del proprio “sé” non abbisognano leadership forti ma rappresentanze funzionali alla “gestione pratica” della loro forza: leader che siano degli espedienti utili al bene della società, giammai a quello di sé stessi e del loro potere.

Non a caso uso il termine “espedienti”: è di Henry David Thoreau, che al riguardo affermò la (tutt’oggi) migliore e più efficace “regola”: “Il miglior governo è quello che non governa affatto”, semplicemente perché non avrà bisogno di farlo nei confronti d’una società forte, composta da individui dotati di alto senso civico e piena consapevolezza della propria identità culturale individuale e collettiva. Una società capace di mostrare la propria forza sociale (sociologica) da sé e nel modo più proficuo possibile.

Invece, pare che certa parte del mondo – e, assurdamente, buona parte di quello presumibilmente più “avanzato” – oggi (siamo nel Terzo Millennio, anno 2017: è bene ricordarlo, forse!) vada dalla parte opposta. Nuovamente, è una questione fondamentalmente culturale, anche questa. E i risultati di questa devianza regressiva da crescente imbarbarimento collettivo si vedono già ora, purtroppo.

INTERVALLO – Des Moines (Iowa, USA), State Library

iowa0La Biblioteca Pubblica dello Stato dell’Iowa di Des Moines è considerata uno dei gioielli architettonici americani in senso assoluto. Aperta dal gennaio 1894 nell’ala ovest del nuovo edificio del Campidoglio cittadino, è celebre per la bellezza dei suoi interni, con le quattro gallerie raggiunte da scale a chiocciola finemente lavorate, i suoi arredamenti in legno di castagno, le boiserie e i pilastri in marmo e il pavimento con ancora le piastrelle originali ottocentesche. Elementi perfettamente preservati anche grazie alla ristrutturazione conservativa totale dell’edificio che tra il 1999 e il 2001 lo ha riportato al primigenio splendore.
Tutto ciò fa della biblioteca uno dei luoghi più visitati dai turisti in transito dalla città, con decine di migliaia di ingressi all’anno.

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare il sito web della biblioteca.

INTERVALLO – Lubbock (Texas, USA), “The Read Reader”

bookman0Gli uomini fanno i libri, certo, ma a volte – grazie alla creatività artistica – possono essere i libri a “fare” l’uomo… The Read Reader (altrimenti chiamata The Bookman) è una suggestiva scultura dell’artista Terry Allen posta dal 2003 all’ingresso del Texas Tech University Campus di Lubbock, in Texas.

INTERVALLO – Ojai (California, USA), Bart’s Bookstore

a595611_006a-1024x684Fino al 1964, Richard Bartinsdale è stato un semplice – ma alquanto appassionato – collezionista di libri. Poi, da quell’anno, ha deciso di trasformare la sua passione in una rendita, peraltro sfruttando la fortuna di abitare in un luogo dal clima assai ameno… Così è nato il Bart’s Bookstore, oggi la più grande libreria indipendente all’aperto del mondo, con oltre un milione di titoli a disposizione e una vasta collezioni di libri rari.

Cliccate sull’immagine in testa all’articolo per visitare il sito web della libreria (in inglese) e saperne di più.