Fino al 1964, Richard Bartinsdale è stato un semplice – ma alquanto appassionato – collezionista di libri. Poi, da quell’anno, ha deciso di trasformare la sua passione in una rendita, peraltro sfruttando la fortuna di abitare in un luogo dal clima assai ameno… Così è nato il Bart’s Bookstore, oggi la più grande libreria indipendente all’aperto del mondo, con oltre un milione di titoli a disposizione e una vasta collezioni di libri rari.
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Autocombustione sociale
Prima leggi che nel 2016 gli italiani hanno speso nel gioco oltre 95 miliardi di Euro, il 4,4% del PIL.
Poi leggi che lo stato, di contro, spende il 4,1% del PIL per l’istruzione e l’educazione – in Europa fa peggio solo la Romania.
Quindi leggi che lo stesso stato incassa 18,5 miliardi di Euro di tasse dal mercato del gioco.
Infine, leggi del “padre” che a Ostia abbandona il figlio di 3 anni in auto per andare a giocare alle slot machine, e che tale “padre” ha precedenti penali. O, più in generale, leggi che di ludopatia soffre sempre più gente e di come tale dipendenza sia strategicamente studiata a tavolino al fine di rendere le persone incapaci di intendere e volere – davanti a una macchinetta mangiasoldi così come a ogni altra cosa della vita.
E ora, leggi (o rileggi, nel caso) Fahrenheit 451, e capirai – me lo auguro – che se ci vogliono 451 gradi Fahrenheit per dare fuoco alla carta (secondo quanto scritto da Bradbury) e distruggerla, per distruggere una società presuntamente “avanzata” e “democratica” da parte del sistema di potere, trasformando i suoi membri in deviati mentali o in criminali, ce ne vogliono molti di meno, e senza sparare nemmeno un proiettile.
P.S.: in ogni caso, dividendo i 95 miliardi spesi nel gioco per i circa 60 milioni di abitanti dell’Italia contemporanea, fanno quasi 1.600 Euro a testa. Sapete quanti libri pro capite si potrebbero acquistare con tale cifra? Ecco, e ora continuiamo pure a leggere della crisi del mercato editoriale e di tutto il resto di simile.
Coi Dead Kennedys alle origini dell’hardcore punk – questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio!
Questa sera, 9 gennaio duemila17, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 7a puntata della XIII stagione 2016/2017 di RADIO THULE!
Una puntata intitolata “Hardcore punk über alles”, nella quale RADIO THULE torna alle origini del media da cui trasmette ovvero ridiventando un programma di musica – quella musica che ha riscritto la storia facendo dei suoi protagonisti una pietra miliare del rock: i fenomenali Dead Kennedys del giullaresco (e coltissimo) leader Jello Biafra. Rivoluzionari, anarchici, geniali, irriverenti, musicalmente sublimi, socio-politicamente impegnati, padri fondatori dell’hardcore-punk americano – ovvero di quell’evoluzione del punk rock che ne ha garantito il successo in America, a differenza dell’Europa – ma non solo: una band talmente innovativa che nel 1980 stava già facendo quello che altri gruppi avrebbero fatto ancora 15 o 20 anni dopo spacciandolo per “novità”… No, l’avevano già fatto loro, i DK, con brani che oggi sono la storia della musica alternativa e che hanno fatto della Bay Area di San Francisco e della California (il titolo della puntata ricorda infatti quello di uno dei brani più famosi dei DK, California über alles) una delle zone fondamentali per la musica degli ultimi 40 anni. Una storia che merita di essere conosciuta, e RADIO THULE in questa puntata ve ne darà l’occasione.
Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui! Stay tuned!
Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
– www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
– http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
– Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!
INTERVALLO – New York (USA), La “Rose Reading Room” della NY Public Library
La maestosa Sala Rosa presso l’edificio principale della New York Public Library, tra la 42a Strada e la Fifth Avenue, è stata riaperta giusto l’anno appena trascorso dopo una ristrutturazione durata due anni, ed è certamente una delle sale di lettura pubbliche più affascinanti – oltre che grandi – del mondo.
Cliccate qui per visitare il sito web della biblioteca; cliccate invece sull’immagine per poterne godere in un formato più grande.
(Photo credit: Philip Greenberg per The New York Times)
Di ispirazioni letterarie fin troppo avide (Woody Allen dixit)
Sembra che Dostoevskij scrivesse per soldi in modo da finanziare la passione per i tavoli di roulette di San Pietroburgo. Faulkner e Fitzgerald, dal canto loro, prestarono il propri talento ai rozzi magnati che stipavano il Garden of Allah di sceneggiatori portati all’Ovest col compito di sfornare fantasticherie di cassetta. Apocrifa o no, la mitigante consapevolezza che geni di quel calibro avessero temporaneamente ipotecato la propria integrità mi volteggio nella corteccia cerebrale qualche mese fa, quando squillò il telefono, mentre mi trascinavo per l’appartamento nel tentativo di sollecitare alla mia musa un tema degno di quel librone che un giorno dovrò pur scrivere.
(Woody Allen, Pura anarchia, Bompiani Tascabili, 2007, traduzione di Carlo Prosperi, pag.39.)
Beh, effettivamente in non pochi casi le “muse” di certi scrittori, più che “ninfe dei monti” – come sembra che l’etimologia originaria interpreti il termine – col tempo sono diventate ninfe dei conti! Ma, a parziale rivalsa dell’etica della categoria, bisogna denotare che di scrittori che abbiano conti da fare, nel senso pecuniario del termine e sulla colonna “entrate” del proprio rendiconto, oggi sono ben pochi! Ovvero, in parole povere: non resta che abbuffarsi di lenticchie, visto il periodo, e sperare che almeno questo funzioni…