Debito pubblico elevato, spese da sostenere, investimenti da finanziare?
Nessun problema: basta trovare il modo di trasformare la maleducazione diffusa in denaro.
Il paese (l’Italia, sì) farebbe soldi a palate e non solo coprirebbe ogni bisogno finanziario, ma diventerebbe di colpo tra i più ricchi del pianeta. Già!
Tag: ricchezza
Chiedilo a lui
Su questo pianeta

E le due cose non si bilanciano affatto, anzi.
Già.
P.S.: e poi, qualche giorno dopo aver scritto questo post, ecco cosa mi ritrovo a leggere: clic. Un caso, ovviamente.
L’incompetenza

Be’, meno male che non è così, e che l’incompetenza serve solo per acquisire prestigio sociale o per fare carriera politica. Sennò chissà che traffico terribile per aria e sulle strade!
La grande bellezza nelle mani della grande bruttezza
In Italia è da lustri, ormai, che si susseguono governi la cui azione porta invariabilmente il paese verso due conseguenze: o la rovina, o lo sfascio. Hanno persino l’ardire di chiamarli “del cambiamento”, ma è una situazione che somiglia molto alla sorte del carcerato a cui venga data la “opportunità” di cambiare cella facendogliela passare come un gran privilegio. Così tale carcerato, a furia di passare da una cella all’altra, si ritrova in gabbie sempre più strette, più buie, più fetide.
Personalmente, continuo a non capire come possano, gli italiani, lasciare il proprio paese nelle mani di siffatti esponenti politici di comprovata generale meschinità. Dacché il paese in questione non è uno staterello di scarso pregio ma è tra i più belli in assoluto, tra i più ricchi di storia, d’arte, di paesaggi, di cultura. Un paese dalle infinite possibilità e potenzialità messo nelle mani di chi tali potenzialità le avversa e le reprime, gettando via tempo e forze in questioni inconsistenti e di natura a dir poco infima.
Non lo capisco, insomma, come a fronte di così tanta bellezza si possa dare tanto peso ad altrettanta tangibile bruttezza. Non lo capisco proprio. Questa sì, è una realtà che dovrebbe assolutamente esigere un cambiamento. E vero, finalmente.
