Se dio non c’è, l’ironia ci salverà (Bohumil Hrabal dixit)

L’ironia come abolizione di una soggettività che è giunta fino in fondo è la più alta libertà possibile nel mondo senza dio.

(Bohumil Hrabal intervistato da Sergio Corduas, in appendice a Treni strettamente sorvegliati, Edizioni E/O, Roma, ed.2003, traduzione di Sergio Corduas.)

Ho scritto “salverà” – salvezza, sì, mentre Hrabal parla di libertà. Ma cos’era, la libertà, per un grande scrittore e intellettuale che nella natia Cecoslovacchia venne sottoposto a censura totale e i cui libri vennero sovente mandati al macero?

Buon compleanno, Thoreau!

Esattamente 200 anni fa, il 12 luglio 1817, nasceva Henry David Thoreau.
Probabilmente uno degli esseri umani più fondamentali che la storia possa annoverare. E credo che non serva aggiungere altro, a ciò.

P.S.: qui trovate i numerosi articoli che ho dedicato a Thoreau, alle sue opere e al pensiero. Qui, invece, potete visitare il sito della Thoreau Society, la principale associazione di ricerca, studio e promozione dell’opera del grande filosofo americano.

Bohumil Hrabal, “Treni strettamente sorvegliati”

Se dobbiamo coltivare in maniera proficua un’idea concreta di Europa unita – e dobbiamo assolutamente farlo dacché viceversa, a mio modo di vedere, equivarrebbe a cancellarci dalla storia – sarebbe finalmente il caso di partire dalla sua anima culturale organica prima che dalla ricerca di qualsiasi unità economica, politica o d’altro genere molto “funzionale” alle istituzioni di potere e sovente poco sociale. Perché un’unica anima culturale l’Europa la possiede da millenni, nonostante una storia che è la più follemente insanguinata che il pianeta Terra possa proporre: solo le mere e bieche convenienze geopolitiche degli stati nazionali, dal Settecento in poi e ancor più che gli imperi precedenti, ha generato e imposto la parvenza di “differenze culturali” (e sociali) utili a conseguire le proprie mire di potere e dominanza, differenze invero assolutamente campate per aria – e, sia chiaro, la lingua non è affatto una differenza: lo dovremmo ben sapere proprio noi italiani, che di frequente conosciamo variazioni dialettali spesso assai marcate tra un paese e quello appena a fianco.
Posto ciò, ovvero la necessaria, indispensabile costruzione – anzi, riaffermazione – di un’unità culturale europea quale base nonché elemento prezioso per ogni altra pensabile e auspicabile unione, le espressioni artistiche ci offrono già bell’e pronti numerosi “kit” perfetti per tale costruzione, e tra di essi quello letterario è come sempre il più disponibile e facilmente utilizzabile. Bene, in questo kit cultural-letterario europeo credo proprio non possa affatto mancare Bohumil Hrabal, uno degli scrittori fondamentali del Novecento europeo in generale – e non solo centroeuropeo, dunque, come potrebbe far pensare la sua produzione all’apparenza “profondamente” ceca ovvero legata a quella terra e alla sua identità culturale e sociale. Ma la lettura dei suoi romanzi offre invece uno sguardo narrativo ben più ampio e certamente “continentale”, e tale peculiarità è ben dimostrata da Treni strettamente sorvegliati (Edizioni E/O, Roma, 1982/2014, traduzione, postfazione e intervista con l’autore di Sergio Corduas; orig. Ostře sledované vlaky, 1965) romanzo breve e assai intenso che, nel suo “piccolo”, è come se racchiudesse in sé diversi testi, una sorta di stratificazione letteraria, biografica, storica, sociologica che rappresenta una delle cifre peculiari dello stile del grande scrittore ceco (continua…)

(Leggete la recensione completa di Treni strettamente sorvegliati cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Una bottiglia di rum e due pacchetti di tabacco al giorno (Bohumil Hrabal dixit)

Il mio bisnonno era nato nel milleottocentotrenta e nel milleottocentoquarantotto era tamburino militare e come tale combatté sul Ponte Carlo, dove gli studenti gettavano sui soldati le pietre del selciato e presero il nonno al ginocchio e lo storpiarono fino alla morte. Da allora, prendeva un rendita, un fiorino al giorno, col quale acquistava ogni giorno una bottiglia di rum e due pacchetti di tabacco, e invece di starsene seduto a casa a fumare e bere arrancava per le strade e per i sentieri dei campi, di preferenza però dove la gente stava faticando, e lì si faceva beffe di quegli operai e beveva quel rum e fumava quel tabacco, e così ogni anno al bisnonno Lukáš gliene davano tante che il nonno lo riportava a casa sulla carriola.

(Bohumil Hrabal, Treni strettamente sorvegliati, Edizioni E/O, Roma, 1982/2014, traduzione di Sergio Corduas, pagg.9-10.)

Cliccate sull’immagine qui sopra per leggere la personale recensione di Treni strettamente sorvegliati… e non bevete né fumate troppo eh!

Le riviste delle avanguardie del ‘900 in download gratuito (ovvero: non ci sono solo idiozie, sul web!)

Ok, ok: il web, soprattutto per “merito” dei social, oggi è di frequente un ammasso di cretinaggini di livello assoluto. Ma, d’altro canto, la rete è pure e sempre più una miniera di tesori culturali fenomenali a disposizione gratuita di tutti, grazie a progetti di origine pubblica o privata veramente illuminati.

Ad esempio, il Blue Mountain Project dell’Università di Princeton mette a disposizione in free download numerose riviste delle avanguardie artistiche di inizio Novecento – Dada, Surrealismo, Futurismo, e così via. Opere di importanza storica e fascino infinito, i cui nomi magari oggi non diranno granché – 291Broom: An International Magazine of the ArtsPanPoesia: rassegna internazionaleVer sacrum: Organ der Vereinigung Bildener Künstler Österreichs – ma basta leggere i nomi di chi vi scriveva e rapidamente spuntano personaggi come Guillaume Apollinaire, André Malraux, Antonin Artaud, Paul Éluard, Alfred Jarry, Erik Satie, James Joyce, W.B.Yeats, Tristan Tzara ovvero, tra gli italiani, Filippo Tommaso Marinetti, Corrado Govoni, Fortunato Depero, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Enrico Prampolini… Roba da urlo, senza alcun dubbio!

Segnalo, tra le altre riviste scaricabili, l’italiana e celeberrima Poesia, pubblicata dal febbraio 1905 da Marinetti e considerata una delle prime manifestazioni artistico-culturali del nascente movimento futurista, mentre oggi è una vera e propria bibbia per qualsiasi appassionato di scrittura poetica moderna e contemporanea.

Insomma: leggetene e scaricatene tutti!

P.S.: fonte originaria per l’articolo, qui.