Da 100 anni “tutto è relativo”, per fortuna!

equzione di campo einsteinLa teoria della relatività generale, basata sull’equazione di campo elaborata e resa nota da Albert Einstein nel 1915, compie 100 anni (cliccate QUI per scaricare una copia della pubblicazione originale).
Un anniversario fondamentale, più di infiniti altri (infinitamente più inutili), anche per il solo fatto che, mettiamola così, spiega perché noi tutti siamo qui.
Auguri! E grazie ancora per questo e per tutto il resto, herr Einstein!

Einstein_laughingP.S.: per saperne di più, potete leggere questo articolo tratto da Wired.

Mark Twain, “Appunti sparsi su una gita di piacere”, “Storia privata di una campagna militare che fallì”

cop_Twain-entrambe_200Ammettiamolo: l’America, tra tante idiozie, ci ha pure donato qualcosa di buono. Ad esempio alcune parti del suo “mito”, le conquiste spaziali, Il David Letterman Show, i Griffin, Thoreau, Lovecraft e, assolutamente, Mark Twain. Scrittore immenso, brillante, illuminante, sagace, anticipatore di stili e generi, animo profondissimo e spirito di inestimabile valore umano, non solo è da considerarsi il “padre” della letteratura americana moderna e contemporanea, ma pure una sorta di entità protettrice, quando non ispiratrice, di tutta la successiva produzione letteraria mondiale. Un pilastro della scrittura, insomma, senza il quale essa credo stazionerebbe su livelli più bassi e meno valorosi di quanto ha saputo fare lungo tutto il Novecento nella sua produzione migliore.
Posto ciò, e avendo io letto buona parte dei lavori più noti e celebrati del grande scrittore americano, mi faccio facilmente incuriosire da qualsivoglia altro libro che presenti suoi testi pur secondari e minori, dunque meno famosi degli altri – ma chissà poi perché. Per questo motivo, appena ho visto questi due libricini sugli scaffali a metà prezzo di una discutibile libreria di catena (cioè, Mark Twain a metà prezzo… Inconcepibile nel principio, per me, se poi considero certi altri “libri” sparati sul mercato a prezzi folli, e comunque acquistati da pseudo-lettori privi di reale passione per la lettura), ovvero Appunti sparsi su una gita di piacere e Storia privata di una campagna militare che fallì (Passigli Editori, del 1992 il primo, con traduzione di Franca Piazza; del 1994 il secondo, con traduzione di Bruno Oddera) ho dovuto accaparrarmeli.
Sono due volumetti che contengono alcuni racconti di varia lunghezza, un paio sufficientemente lunghi da poter essere considerati romanzi brevi, altri in forma di novella, in pratica…

twainLeggete la recensione completa di Appunti sparsi su una gita di piacere e Storia privata di una campagna militare che fallì cliccando sulla copertina dei libri lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Essere sempre connessi con il mondo intero? Una maledizione! (Mark Twain dixit)

I bermudesi sperano di poter presto comunicare telegraficamente con il resto del mondo. ma anche quando possiederanno questa maledizione il loro rimarrà un paese magnifico per le vacanze, perché vi sono incantevoli isolette sparse nella laguna dove si potrà sempre vivere senz’essere disturbati. Il fattorino del telegrafo dovrebbe venirci in barca, e non sarebbe difficile ammazzarlo mentre approda.

(Mark Twain, Appunti sparsi su una gita di piacere, Passigli Editori Firenze, 1992, p.78-79)

mark_twainInsomma, il sagacissimo Mark Twain, nel dire delle Isole Bermuda non ancora collegate al mondo dal telegrafo – allora il massimo della connettività possibile – aveva già inteso che, per una terra genuina come quella, poter collegarsi col resto del pianeta sarebbe stata una maledizione.
Beh, sarei veramente curioso di sapere cosa direbbe oggi, nell’era del web, della connettività totale e perpetua, nella quale chi in rete non c’è viene guardato peggio che un Neanderthal
Ma (al di là che il web sia una cosa meravigliosa, quando ben utilizzata) chi sono poi, alla fine, i veri trogloditi?

P.S.: qui potete leggere la personale recensione del testo da cui la citazione è tratta.

I poeti? Sono dei minchioni! (Mark Twain dixit)

Suvvia, finiamola! E’ da quando son nato che leggo queste sciocchezze nelle poesie, nei racconti e altre simili balordaggini! Pietà per il povero marinaio! Sì, va bene, ma non nel senso che intendono le poesie. Pietà per la moglie del marinaio! Anche questo va bene, ma non nel senso inteso dai poeti. Pensate un po’: chi, fra tutti gli uomini, conduce la vita più sicura? Il povero marinaio. Date un’occhiata alle statistiche e vedrete. Dunque, non sprecate la vostra pietà per i pericoli, i disagi e le privazioni del povero marinaio. Lasciate che lo facciano quei minchioni dei poeti.

(Mark Twain, Appunti sparsi su una gita di piacere, Passigli Editori Firenze, 1992, p.29)

tom-selleck-as-mark-twain-martha-booysenBeh, quantunque le motivazioni che utilizza Twain – col suo solito meraviglioso e mordace stile – per sostenere quanto sostiene sui poeti siano quanto meno insolite, almeno per noi, oggi, devo inevitabilmente concordare con lui sulla sostanza di molti (troppi) presunti/pretesi poeti contemporanei, che con le loro dabbennaggini spacciate per poesia e ancor più con la boria di definirsi poeti, appunto, giustificano tutt’oggi pienamente il giudizio del grande scrittore americano. Assolutamente.

P.S.: qui potete leggere la personale recensione del testo da cui la citazione è tratta.

Daniele Benati, Paolo Nori, “Baltica 9. Guida ai misteri d’Oriente”

baltica9_copOk, dovete partire per un viaggio. Verso paesi e città non propriamente turistici – ovvero, non state andando nel classico villaggio dove tutto quanto è uguale a ciò che trovate nel resto dell’anno sotto casa… Un viaggio vero, autonomo, a contatto con la gente del posto, la sua cultura e i suoi costumi. Ok, dunque vi serve una buona guida, una di quelle che vi dia tutte, ma proprio tutte, le informazioni necessarie al viaggio stesso, e alla permanenza nei luoghi in cui andrete: precisa, dettagliata, affidabile, senza divagazioni su temi e argomenti poco consoni al suddetto viaggio. Una guida che vi dia sicurezza fin dal titolo, ecco.
Ok. Posto ciò, diciamo che a un testo del genere che s’intitoli come una bevanda alcolica parecchio forte, e che peraltro nel paese in cui dovreste andare in certi casi non è così ben vista, quella bevanda alcolica, non è il caso di affidarsi. Peccato, però, perché se invece vi si affidate, leggereste le migliori informazioni (o, diciamo, le meno ordinarie) per uno dei viaggi più particolari che potreste fare… Mica chissà dove – restiamo comunque nella vecchia Europa – d’altro canto non è la distanza, l’esotismo della meta o la bizzarria dei luoghi visitati a decretare che un Viaggio sia di quelli con la V maiuscola, autentico, genuino, esperienziale. Bastano poche migliaia di chilometri, magari ancora meno: il vero viaggio è dentro i veri viaggiatori, altri li potresti mandare al Polo Sud ma si comporterebbero sempre come in ufficio o nel centro commerciale vicino casa…
Baltica 9. Guida ai misteri d’Oriente (Laterza, 2008, collana “Contromano”) è la “roadmap” di due degli scrittori italiani più particolari in circolazione, Daniele Benati e Paolo Nori, che dalla (dalle) loro esperienza (esperienze) lassù dove l’Europa Occidentale tocca in modo non del tutto soave l’Est, ricavano un vero e proprio taccuino a due mani sul quale appuntano di tutto, da buoni consigli di viaggio a considerazioni campare per aria, da cronache di avventure non sempre finite bene a indicazioni pratiche su come non finire invischiati nelle labirintiche (nella logica) frontiere oltre l’Austria…

Benati-Nori-photoLeggete la recensione completa di Baltica 9. Guida ai misteri d’Oriente cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!