Daphne Caruana Galizia

(Fonte dell’immagine: https://www.ilsussidiario.net)

Ci sono corrotti ovunque si guardi, la situazione è disperata.

Daphne Caruana Galizia, chiudendo l’ultimo post sul suo blog “Running Commentary”, alle 14.35 del 16 ottobre 2017, pochi minuti prima di essere uccisa. Un’affermazione che è ben più di un monito o di un allarme: è una verità che concerne la gran parte del mondo in cui viviamo, e che spesso rimane ben protetta dietro la nostra indifferenza finché donne e uomini coraggiosi come lei riescono a scuoterla e spazzarla via.
Margaret Atwood ha scritto che «Quando un giornalista viene ucciso ne soffre tutta la società»; ma quando giornalisti di gran valore come Caruana Galizia vengono uccisi, muore anche un po’ della nostra civiltà.

P.S.: oggi per Bompiani esce l’ultimo libro italiano sui suoi scritti e le sue indagini, Di’ la verità anche se la tua voce trema; cliccate qui per saperne di più.

(L’immagine in testa al post è tratta da questo articolo de “Il Sussidiario”.)

Ettore Castiglioni, 24/25 agosto, Val di Non

Ettore Castiglioni non è stato solo uno dei più grandi alpinisti italiani di sempre, decorato della medaglia d’oro al merito alpinistico, ma pure un uomo di grandissimi e nobilissimi valori, al punto da essere riconosciuto Giusto tra le nazioni per la sua attività di salvataggio di centinaia di antifascisti, tra i quali Luigi Einaudi, ed ebrei perseguitati dalle leggi razziali fasciste, che egli accompagnava oltre confine, in primis verso la Svizzera, proprio grazie alla sua esperienza di montagna.

Di Castiglioni ho scritto qualche tempo fa qui sul blog in merito a una brutta vicenda a suo danno, perpetrata da individui di specie del tutto opposta a quella del grande alpinista milanese, tuttavia poi “risoltasi” in maniera tanto fortunosa quanto significativa e, in fondo, positiva. Scrivo “milanese” perché Castiglioni era di famiglia meneghina ma in verità egli nacque in Val di Non, a Ruffré: e proprio la “sua” valle natia, anche in seguito a quando accaduto e da me riferito nell’articolo del blog sopra citato (per questo mi viene in fondo di parlare di “risoluzione positiva” della vicenda), renderà omaggio a Ettore Castiglioni il 24 e 25 agosto prossimi, come indicato nella locandina in testa al post. È un ottima occasione per conoscere ovvero approfondire la conoscenza – e l’ammirazione intellettuale e umana, ne sono certo – di Castiglioni, personaggio tutt’oggi emblematico e capace di suscitare emozioni e sentimenti di grandissima, preziosa umanità, quanto mai necessari nel presente che viviamo.

P.S.: ringrazio di cuore Paolo Vita, nònese grande estimatore di Castiglioni e promotore della posa di un cippo commemorativo del legame del grande alpinista con la Val di Non, che mi ha dato notizia delle iniziative di cui vi ho detto.

La brutta fine del bibliomane

Nell’immagine: La morte di un bibliomane, incisione su rame di Johann Rudolf Schellenberg, 1785.

Ora: io posso ben dirmi un bibliomane, se con tale termine si può intendere anche un accumulatore seriale di libri da leggere, oltre che letti, ma sinceramente spero di non fare la sfortunata fine illustrata nell’opera del noto incisore svizzero, e neppure credo che sia una sorte (infausta) che qualche pur grande appassionato di libri si possa augurare dacché “migliore” di altre in forza della sua passione libraria!

Anche se, lo ammetto, gli scaffali della libreria di casa, in effetti parecchio carichi di libri, li ho fatti saldamente ancorare alle pareti. Sai mai che quel Schellenberg fosse anche un “chiaroveggente” – che è poi il termine aulico per indicare, in molti casi, il porta sfiga. Ecco.

Andrea Camilleri, 1925-2019

Penso al paradiso: il paesaggio rasenterebbe la sicilianità visiva, che pace! Montalbano me lo immagino disoccupato, circondato da un placido volteggiare di anatre. E una tazzina di caffè fumante.

(Da Montalbano, l’attesa e la morte, in “Corriere della Sera”, 12 luglio 2013.)

(Clic)

Guillermo Mordillo, 1932-2019

Mordillo era geniale. Punto.

Non serve dire molto altro, se non che con la sua dipartita ora di certo andrà a far divertire altri mondi e altre dimensioni come ha fatto divertire noi, quaggiù, in modo più unico che raro. Anche in questi tristi momenti, scorrendo le immagini delle sue strisce che si trovano sul web e ridendo, per quanto sono divertenti: è questo il suo regalo più bello per noi, ed è un dono che non ha tempo ne fine.

(Clic)