L’allegro Natale bollito in pentola

[A Christmas Carol. In Prose. Being a Ghost Story of Christmas. Con illustrazioni di John Leech. Londra, Chapman & Hall, 1843. 1a edizione.]

Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto “allegro Natale” in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio!

(Charles Dickens, Cantico di Natale, prima strofa, traduzione di Federigo Verdinois, Hoepli, 1a ed. 1888. Cliccate sull’immagine per leggere e scaricare il testo del Cantico di Natale in versione completa e in vari formati digitali.)

Tre cose

Il leggere rende un uomo completo; il parlare lo rende pronto; e lo scrivere lo rende preciso.

(Francis Bacon/Francesco Bacone, Degli studi, L, in Saggi, traduzione di Cordelia Guzzo, in Scritti politici, giuridici e storici, vol. I, a cura di Enrico De Mas, UTET, Torino, 1971. Vedi anche qui.)

L’infantilismo nella scrittura

Che è questo ingombro di lineette, di puntini, di spazietti, di punti ammirativi doppi e tripli, che so io? Sto a vedere che torna alla moda la scrittura geroglifica, e i sentimenti e le idee non si vogliono più scrivere ma rappresentare; e non sapendo significare le cose colle parole, le vorremo dipingere o significare con segni, come fanno i cinesi, la cui scrittura non rappresenta le parole, ma le cose e le idee. Che altro è questo se non ritornare l’arte dello scrivere all’infanzia?

(Giacomo Leopardi, Zibaldone (Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura) 1817-1832, a cura di Giosuè Carducci e altri, Le Monnier, Firenze, 1898-1900, vol.II, p. 310.)

Che Leopardi conoscesse già i social, e leggesse come – ovvero con quali “forme” – molta gente vi scrive i propri pensieri? Be’, forse oggi non è tanto una questione di «lineette, di puntini, di spazietti», ma di punti esclamativi sì (magari scritti così: !111!1!!), non di geroglifici ma di emoticon ed emoji a manetta senza dubbio, e comunque, di sicuro, di drammatica “infantilizzazione” della scrittura, inesorabilmente derivante dall’infantilismo nel pensiero e nelle azioni palesato da molti.
Insomma, il problema permane, anche due secoli dopo.